Sampdorianews.net - Ce la siamo sudata, ce la siamo meritata

Ce la siamo meritata, ce la siamo sudata. La Samp conquista la settima finale di Coppa Italia nella sua storia, eliminando gli attuali e futuri campioni d'Italia. Come previsto alla vigilia, ci aspettava una battaglia e così è stata, Ibrahimovic ha fatto il fenomeno, rischiando quasi da solo di riportare i suoi ad un passo dall'impresa.
Il Doria, dal canto suo, ha fatto un'ottima figura, è riuscito ad amministrare il vantaggio dell'andata con personalità e senso tattico, sbandando soltanto nei minuti successivi al sigillo nerazzurro. Se l'approdo in finale non coincide automaticamente con la qualificazione europea in virtù dell'eliminazione della Juve, pazienza, ora godiamoci questo risultato; è la vittoria della società, è l'impresa di Mazzarri, è la rivincita di Fantantonio, è l'orgoglio degli oltre 13.000 doriani che hanno invaso San Siro.
Il match sarà equilibrato, ricco di emozioni e occasioni da rete, sempre giocato su altissimi ritmi e livelli di tensione, mai privo di sorprese, che arrivano già dalle formazioni. Mourinho schiera Burdisso in difesa, avanzando Maxwell sulla mediana, e opta per il tridente offensivo composto da Ibrahimovic, Balotelli e Cruz. Sull'altro fronte Mazzarri preferisce Raggi a Stankevicius, nelle retrovie Lucchini sostituisce lo squalificato Gastaldello. L'impatto doriano al match è ottimo: si gioca a viso aperto, si tiene bene il campo, Palombo detta i tempi alla manovra, Cassano svaria sull'intero fronte d'attacco, le fasce sono ben presidiate.
Al 9' ecco la prima gemma del genio barese, perfetto nell'imbeccare in profondità Sammarco, la cui conclusione viene però respinta di piede dall'onnipresente Julio Cesar. I padroni di casa rispondono con una punizione di Ibrahimovic dalla lunga distanza e un colpo di testa di Materazzi nel corso di un calcio piazzato, ma Castellazzi può dormire sogni tranquilli. Quando scocca il minuto 25, il Doria non concretizza la seconda occasione d'oro: invitante cross di Pieri dalla sinistra, imperioso colpo di testa di Pazzini, bravo ad anticipare in elevazione Burdisso, non altrettanto nell'inquadrare lo specchio della porta.
Mazzarri capisce che è il momento buono per affondare il colpo, ma un'errata segnalazione del guardalinee ferma Sammarco lanciato a rete. Sul capovolgimento di fronte ecco arrivare l'imprevisto vantaggio interista al 27': palla lunga di Materazzi dalle retrovie, Lucchini perde il contrasto con Ibrahimovic, sponda di Cruz per lo svedese che fulmina Castellazzi con una castagna indirizzata nel set. Ci attende il momento più critico del match: si subisce psicologicamente il colpo, gli interisti sembrano essere ovunque, abbassiamo notevolmente il baricentro, lasciando isolato il tandem offensivo.
Si assiste al forcing neroazzurro: Castellazzi risponde presente sul colpo di testa del solito Ibrahimovic e sul traversone di Santon dalla destra. Nel frattempo i vari Cordoba, Materazzi e Vieira randellano i malcapitati Cassano e Pazzini; lascia incredibilmente stupiti come Orsato non estragga almeno il cartellino giallo al centrocampista francese, autore di almeno cinque interventi fallosi e un volontario fallo di mano. Al 36' usciamo dal guscio con Palombo, bravo a servire Cassano sul filo dell'offside, il genio barese si allarga sull'out destro, prima tenta la conclusione da posizione impossibile, poi cerca invano Pazzini, sprecando un'ottima chance.
Il finale di frazione è tutto di sponda neroazzurra: al 37' Ibrahimovic strappa applausi a scena aperta con un pallonetto da posizione defilata, l'incrocio dei pali gli dice di no a Castellazzi battuto, mentre, durante l'ultimo minuto di recupero, rischiamo di subire l'ennesimo goal al termine della prima frazione, quando Cruz, su traversone dello svedese, sfiora il set con un colpo di testa a giro. Dopo il break si registra un'unica variazione tra i 22 in campo: Mourinho sostituisce il già ammonito Cordoba con Chivu. In certi momenti sembra che il match sia tra la Samp e Ibrahimovic: ad inizio ripresa lo svedese prova un altro goal di grandissima fattura, ma la sua conclusione di prima intenzione, su sponda di Balotelli, termina di poco a lato.
È l'unico sussulto interista nella fase centrale della ripresa, nella quale riusciamo a far possesso palla e a cercare nuovamente il goal che chiuderebbe la pratica qualificazione: Pazzini ha motivi di protestare per una trattenuta in area di Chivu ai suoi danni, meritevole del rigore, Palombo prova la conclusione da fuori, ma la mira è imprecisa. Al 64' va in onda l'ennesima puntata del Cassano Show: il fantasista doriano parte dalla distanza, arriva in percussione al limite dell'area, con una finta disorienta tre avversari in un colpo solo, si ritrova a tu per tu con Julio Cesar, bravissimo a respingergli il tentativo di piazzare la sfera sul primo palo.
Forze fresche dalla panchina: Mazzarri getta nella mischia Stankevicius al posto di Raggi, mentre Mourinho tenta il tutto per tutto, inserendo Cambiasso e Crespo per Vieira e Cruz, ma è ancora il Doria a sfiorare il colpo del k.o. al 73', quando Maxwell salva sulla linea la deviazione di Campagnaro, dopo un'incerta uscita di Julio Cesar sul corner battuto da Palombo. Manca ormai soltanto un quarto d'oro alla fine: gli esausti Cassano e Pazzini lasciano il campo per Delvecchio e Padalino. Ecco il prevedibile assedio finale dei padroni di casa: Crespo prova la girata volante su traversone di Ibra, ma non trova lo specchio della porta, poi lo svedese sfiora la doppietta in due occasioni, ma la mira e la traversa sul suo traversone deviato gli tappano l'urlo di gioia.
Al triplice fischio finale esplode l'entusiasmo della Sampdoria, che riassume in un'unica parola, dall'enorme significato, la perseveranza di Mazzarri, l'oculatezza della società, il senso combattivo dei ragazzi in campo e la passione infinita dei tifosi blucerchiati. Il 13 maggio ci attende la Lazio nella sua tana, ce la giocheremo ad armi pari, con rispetto ma senza timori reverenziali dell'avversario. Siamo il Doria e avremo un'ulteriore occasione per dimostrarlo. Ora però, godiamoci questa serata...
INTER-SAMPDORIA 1-0
MARCATORE: 27' Ibrahimovic
INTER (3-4-3): Julio Cesar; Cordoba (46' Chivu), Burdisso, Materazzi; Santon, Vieira (54' Cambiasso), Zanetti, Maxwell; Cruz (54' Crespo), Ibrahimovic, Balotelli. (Toldo, Krhin, Mancini, Obinna). All. Mourinho.
SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro, Lucchini, Accardi; Raggi (66' Stankevicius), Sammarco, Palombo, Franceschini, Pieri; Pazzini (91' Padalino), Cassano (78' Delvecchio). (Mirante, Ziegler, Dessena, Marilungo). All. Mazzarri.
ARBITRO: Orsato di Schio.
AMMONITI: Ibrahimovic, Cordoba, Zanetti, Chivu (I), Accardi (S)
ESPULSO: 94' Materazzi (I) per proteste
NOTE: spettatori 40.000 circa, con oltre 13.000 doriani al seguito. Recupero 5' p.t. e 4' s.t.