Telelombardia - Lo spezzatino alla Juve non va proprio giù
Redazione TMW.
La decisione della Lega di spostare al 5 aprile tutte le gare di serie A, in quattro fasce orarie diverse, dalle 13 alle 21, non è piaciuta a Cobolli Gigli, che non ha fatto nulla per nascondere tutto il proprio disappunto davanti ai microfoni.
«Si parla tanto di collegialità e nessuno ci ha consultato». Una frecciata diretta in particolare al Milan, e ad Adriano Galliani, che dell'inedito fritto misto sarà il grande beneficiario, visto che potrà disporre dei suoi brasiliani di ritorno dalle qualificazioni mondiali per la gara col Lecce.
Ma l'irritazione della Juve non riguarda solo il Milan, in quanto diretto concorrente per il secondo posto in campionato, ma anche per una questione - per dir così - politica all'interno della Lega. Perché la Juve ha ancora fresco il ricordo di quel filotto di partite, dalla gara dello Stamford Bridge coi blues al ritorno due settimane dopo a Torino, in cui in 14 giorni scese in campo bene 5 volte, tra Champions, campionato e, già che c'era, coppa Italia.
In pratica, più di una volta ogni tre giorni.
E quando il club bianconero chiese alla Lega di rinviare almeno la semifinale con la Lazio, si vide sbattere la porta in faccia, visto che bisognava tenere conto della coppa Uefa in cui, guarda caso, c'erano ancora proprio i rossoneri.
Alla fine Cobolli stesso si è impegnato a smorzare i toni: nessuna guerra col Milan, né con la Lega. Però d'ora in avanti tutti sono avvisati: la Juve di giochini strani sotto il proprio naso non ne vuole proprio sapere.




