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Il Barletta risponde all'Aversa: "Cercano giustificazioni alla loro annata"

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Stefano Sica
giovedì 16 aprile 2009, 19:282009
autore Stefano Sica
16.04.2009 19:282009

"Rivolgo un invito alla società San Felice Aversa Normanna ed ai suoi rappresentanti: le sconfitte sono difficile da digerire, ma vanno accettate. Che imparino a farlo con stile, lealtà e, soprattutto, dignità". Il Barletta replica a stretto giro di posta al comunicato della società granata che aveva denunciato alcuni episodi di intimidazione durante e dopo la gara di sabato in Puglia. A parlare per nome del club biancorosso, è il presidente Francesco Sfrecola: "Leggere che la nostra dirigenza non è in grado di fare questa serie e sapere che la fonte di tali affermazioni è costituita da rappresentanti di una società abituata a disputare tornei regionali è assurdo. Barletta ha una storia, lunga quasi novant'anni, che parla da sè. Abbiamo affrontato squadre quali Milan, Lazio, Bologna, Udinese, Parma, Genoa, Cagliari e tantissime altre società che militano nei tornei di Serie A e Serie B, disputando incontri in tutti gli stadi d'Italia. Evidentemente per arrivare a dichiarare tanto, i rappresentanti del San Felice Aversa Normanna abbagliati dalla visione del "Ceravolo" di Catanzaro e del "San Vito" di Cosenza, stadi sicuramente degni di altri palcoscenici, hanno creduto di essere professionisti da sempre e di aver calcato i campi di mezz'Italia. Il presidente Spezzaferri era in panchina. Fossi stato al suo posto avrei sostituito il portiere Castelli, il quale dall'inizio dell'incontro non ha fatto altro che provocare il pubblico barlettano rischiando di creare disordini dentro e fuori dal campo. Poi avrei assunto provvedimenti nei confronti di Selvaggi, il calciatore figlio del noto campione del mondo che al termine dell'incontro ha immaginato di essere ad un incontro di karate colpendo violentemente con un calcio un nostro calciatore. Il tutto mentre il sottoscritto imponeva alla propria squadra di dirigersi sotto la curva, evitando dunque di reagire alle provocazioni degli ospiti".

Il racconto di Sfrecola si riempe di particolari: "Nella finale Play Off della stagione 2006/2007, disputatasi ad Aversa con la presenza delle telecamere della Rai, durante il tragitto che effettuai in compagnia di Spezzaferri dal terreno di gioco alla tribuna, fui coperto di ingiurie, sputi e minacce senza che il presidente aversano muovesse un dito. Tutta la nostra dirigenza, anziché essere accolta in tribuna, fu collocata nella gabbia riservata ai tifosi ospiti. Al termine dell'incontro, nonostante la sconfitta, mi recai al centro del campo per stringere la mano a Spezzaferri ed auguragli l'in bocca al lupo per il proseguo della stagione ed invitai i nostri calciatori a salutare la tifoseria ed a tornare tranquillamente negli spogliatoi. In tutta risposta i calciatori aversani si esibirono in cori di scherno e trenini. Non solo. Alcuni nostri tifosi furono feriti dal lancio di oggetti, altri furono vittime di inseguimenti in auto e danneggiamenti di varia portata alle autovetture. E' chiaro che il signor Spezzaferri debba necessariamente distogliere le attenzioni da quanto la sua squadra sta producendo nell'attuale torneo. E' difficile spiegare ai propri tifosi che una squadra costruita inizialmente per disputare un campionato di vertice si ritrovi al penultimo posto in classifica ed abbia dieci punti in meno di una società ripescata il 14 agosto. Forse in Campania pensavano di poter ripetere l'exploit dello scorso anno, quando riuscirono a conquistare 13 vittorie su 15 gare disputate. Purtroppo i miracoli si definiscono tali in quanto si verificano una sola volta ed in Serie D".