L'Atalanta non sarà Doni-dipendente
Lorenzo Casalino
La nuova Atalanta di Gregucci non sarà Doni dipendente. La squadra bergamasca dovrà gradualmente accettare la realtà dei fatti e rinunciare al proprio leader indiscusso, cioè il capitano Cristiano Doni. La sostituzione dell'Olimpico, nella sfida contro la Lazio, inquadra già quella che potrebbe essere non un'eccezione bensì una vera consapevolezza mirata a salvaguardare un patrimonio unico per la "Dea". Se con Gigi Del Neri le sostituzioni del numero 72 atalantino rappresentavano un evento raro, anche nelle giornate di storta generale, ora Doni, per il bene dell'Atalanta, dovrà sapersi gestire per essere sempre determinante e vicino al gruppo che tanto confida nei suoi consigli.
Contro il Genoa di Gasperini l'ulteriore conferma.
Acquafresca ha patito la fisicità dei centrali genoani e se con Floccari si poteva pensare di far gestire il reparto da una sola persona, ora qualcosa deve cambiare.
Gli acquisti di Acquafresca, Tiribocchi e Ceravolo possono garantire al tecnico atalantino più di un'alternativa a quello che è il modulo assodato del 4-4-1-1. Senza dimenticare che Caserta e la conferma di Valdes possono confermare l'assetto tattico che ha dato due salvezze tranquille all'Atalanta nelle ultime due stagioni,allo stesso modo è giusto sottolineare che le nuove punte possono dare spazio ad un 4-4-2 più classico. Sarà quindi un'Atalanta che pensa al futuro, in ogni caso con Doni protagonista per ritornare a fare punti.




