Lazio, ag. Mauri: "Ora sente la fiducia del tecnico. Il rinnovo? Ci siamo"
Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
La rinascita. Sarà banale, ma è senza alcun dubbio il termine più indicato per descrivere il momento di Stefano Mauri. Chiari e sibillini, i primi evidenti segnali di riscossa l'ha lanciati in quel di Auronzo, quando sotto le Tre Cime di Lavaredo scalpitava, voglioso di dimostrare a tutti di che pasta è fatto. "Se Mauri torna Mauri...", si è detto per oltre due anni. E' stato uno dei tormentoni della Lazio "rossiana", di cui è stato un indiscusso protagonista. Almeno in principio, quando impreziosì le sue prestazioni in campionato con la maglia azzurra della nazionale. Poi, sul più bello, un lento declino che l'ha portato fino ai margini della squadra. Una serie infinita di infortuni, una condizione di forma mai del tutto ritrovata e il glaciale rapporto creatosi con il tecnico romagnolo. Questi alcuni dei fattori che hanno compromesso la sua permanenza in maglia biancoceleste. Poi una svolta di nome Ballardini e per la Lazio è stato come un nuovo acquisto. Con il passaggio di consegne, in casa Lazio ogni strascico di spogliatoio è stato accantonato. A gerarchie azzerate, Mauri ha convinto sul campo Ballardini che, fin dai primi giorni di ritiro, l'ha stabilmente inserito negli undici titolari. Come trequartista nel 4-2-3-1, come esterno nel 4-4-2, come mezz'ala nell'ormai consolidato 4-3-1-2. Dall'assist a Rocchi nella finale di Pechino, al gol rabbioso e scaccia fantasmi con l'Elfsborg. La Lazio ha ritrovato Mauri. Ed ora, quella lontana promessa di rinnovo è una felice realtà. L'intesa con il presidente Lotito per il prolungamento del contratto è ad un passo. L'annuncio potrebbe essere una questione di giorni. L'accordo economico è praticamente raggiunto. Si tratta sul termine da fissare: prolungamento fino al 2013 o 2014. Per saperne di più e per conoscere le sensazioni del giocatore, lalaziosiamonoi.it ha raggiunto in esclusiva l'agente di Mauri, Tiziano Gonzaga, con il quale abbiamo voluto sviscerare a 360° i motivi del suo rilancio.
Che cosa ha cambiato il destino di Stefano alla Lazio?
"E' cambiato qualcosa di fondamentale: sentire la fiducia. Stefano sente a pelle la fiducia del presidente che non ha mai voluto cedere il giocatore, e dell'allenatore che in queste prime giornate l'ha sempre impiegato con frequenza. Ma siamo all'inizio, speriamo che tutto continui per il verso giusto"
Cambiano i moduli, ma Ballardini ha sempre trovato un posto per Mauri
"Questa è la fortuna di un giocatore come Stefano che per caratteristiche fisiche e tecniche può interpretare più ruoli. Poi è normale, qualcuno lo fa meglio, qualcuno peggio, ma ha dimostrato di sapersi adattare bene. E' una fortuna per lui e per la squadra"
Ma in termini di rapporti, cosa è cambiato per Mauri con il cambio dell'allenatore?
"E' cambiato il fatto di sapere che magari oggi non è più un osservato speciale, come poteva accadere la scorsa stagione. Non ha più la pressione di quando ci si sente sotto esame. Sa che se sbagliasse una partita non verrebbe accantonato. Sente la libertà di provare la giocata, non ha più la paura di sbagliare"
Che rapporto si è creato con Ballardini?
"Penso di poter dire che abbiamo un rapporto normale allenatore-giocatore. Certo sarebbe strano che non ci fosse una buona predisposizione nei suoi confronti in un momento così positivo"
Mentre con l'ambiente Lazio in generale qualcosa ancora non va
"Stefano ha sempre riscosso una grande stima dalla società, anche dallo stesso Sabatini quando era il diesse in carica. In particolare il presidente l'ha sempre stimato. Ma evidentemente non tutta la gente gli vuole bene. Sono quelle antipatie che nascono e sono difficili da spiegare. Non riesco a capire il perché. Quando si crea un certo tipo di clima è anche difficile garantire sempre grandi prestazioni. Comunque di fronte a queste cose, Stefano non può far altro che impegnarsi ancor di più. Cercherà di cambiare le cose con la qualità ed i risultati della squadra"
Dopo la rete siglata con l'Elfsborg l'abbiamo rivisto correre sotto la curva
"Allo stadio ci sono 30.000 - 40.000 persone. Un giocatore scende in campo per la totalità dei presenti, anche per quei pochi che ti vedono male. Fa parte del ruolo e delle responsabilità di un giocatore saper accettare le critiche, a meno che non si vada in ambiti extra-calcio. Io penso che la gente che va allo stadio può anche criticare, ma nel contempo dovrebbe sempre sostenere la sua squadra ed aiutarla quando c'è qualcuno in difficoltà"
Come vive Stefano la vicenda dei cosiddetti "dissidenti"?
"Qui entriamo in ambiti personali. Io penso che quelli che vengono chiamati dissidenti in realtà sono giocatori ed amici che sono stati insieme per 2-3 anni. Per i giocatori le faccende personali con il club non cambiano nulla. Restano amici, compagni di spogliatoio, poi ognuno si prende le responsabilità delle proprie scelte di vita"
La rinascita di Stefano trasformerà presto in realtà quella che poco tempo fa era solo una promessa: il rinnovo del contratto
"Si, penso proprio di si. Ho visto Lotito al ritorno da Auronzo e abbiamo stabilito che terminato il mercato ci saremmo rivisti per concludere questa situazione. Era giusto affrontare con grande serenità la vicenda, fuori dai momenti caldi del mercato"
C'è già sia l'accordo economico che quello sulla data del prolungamento?
"Con Lotito una trattativa vera e propria non l'abbiamo mai fatta. Lui riconosce obiettivamente la valutazione che merita il ragazzo e noi allo stesso tempo siamo obiettivi sulle nostre richieste. Siamo stati sempre abbastanza vicini. Lo scarto è talmente minimo che potrebbe bastare una cena per risolvere tutto. Noi con Lotito non abbiamo mai avuto problemi. Ha sempre mantenuto le promesse fatte, anche quando non c'era nessun foglio scritto. Come quando ci promise che l'avrebbe riscattato dall'Udinese. E' una persona corretta. Avendoci fatto una promessa penso che tutto si risolverà in modo rapido"
Ma c'è già un appuntamento fissato?
"No, siamo rimasti che l'avrei chiamato io. Nel prossimo mio viaggio a Roma ci incontreremo. La situazione è molto serena, non c'è mai stato bisogno di forzare la mano. Anche quando si diceva che Lotito la tirava per le lunghe non abbiamo mai avuto problemi. Poi c'è da dire che pressare per un rinnovo quando le cose andavano male sarebbe stato negativo per tutti"
Nel corso dell'estate c'è mai stato un momento in cui Stefano è stato ad un passo dal lasciare la capitale?
"Ho parlato con il presidente 2-3 giorni dopo l'uscita di Rossi, chiedendogli l'autorizzazione a trattare la cessione di Stefano. La risposta è stata subito negativa ed in più mi ha chiesto pazienza perché prima avrebbe dovuto conoscere l'opinione del nuovo tecnico. Dopo mi ha comunicato che per Ballardini, Mauri sarebbe stato tra i suoi 20 titolari"
Quale è stata la squadra più vicina?
"Il Parma"
E' stato l'arrivo del diesse Leonardi a incrementare l'interesse dei gialloblù?
"Esatto"
Quindi possiamo dire che il rinnovo di Mauri è cosa fatta?
"Io dico sempre che fino a quando non c'è nero su bianco non si possa dire, ma onestamente sono sereno e convinto... ci siamo!"




