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Lazio, Ballardini prova il 4-4-2

Lazio, Ballardini prova il 4-4-2TUTTO mercato WEB
© foto di Alessandro Pizzuti
lunedì 20 luglio 2009, 20:412009
di Riccardo Mancini
fonte lalaziosiamonoi.it

Tra le tre cime di Lavaredo è il giorno della ripresa. Dopo la domenica di riposo, questa mattina la squadra biancoceleste si è ritrovata puntuale sul campo di allenamento. Sono 33 gli elementi a disposizione di Davide Ballardini, che deve fare a meno di Stephen Makinwa, alle prese con qualche fastidio al ginocchio operato.
Dopo il consueto riscaldamento (corsa e allungamento muscolare), al quale ha preso parte anche Francelino Matuzalem, il tecnico ravennate ha diviso l'organico in 4 mini gruppi che, a turno, hanno inanellato giri di campo a velocità sostenuta, mentre i quattro portieri (Muslera, Bizzarri, Berni e Degrè) lavoravano con il preparatore Grigioni. Dopo circa un ora di fase atletica è iniziata una vera e propria lezione tattica del tecnico romagnolo che, per la prima volta dall'inizio del ritiro, ha testato movimenti e schemi del 4-4-2. Lichtsteiner ed Eliseu hanno composto la catena di destra, mentre sul lato opposto hanno inizialmente agito Lionel Scaloni e Mourad Meghni. Al centro della difesa, al fianco di Cribari, è stato nuovamente riproposto il rumeno Radu, mentre a metà campo, Dabo e Brocchi sono stati chiamati a dettare i tempi del pressing e dell'impostazione. Hanno completato la prima formazione Simone Inzaghi e Mauro Zàrate, che nella circostanza ha agito da vera seconda punta. Il "professor" Ballardini ha seguito e coordinato in prima persona ogni singolo movimento dei calciatori, pretendendo la massima applicazione tattica in fase di non-possesso di palla.

Una guida meticolosa alle diagonali difensive e al raddoppio delle marcature sulle corsie laterali, alle quali sono stati chiamati a partecipare sia gli esterni bassi, che quelli alti. Sono state studiate tutte le possibili fasi di gioco con le relative contromisure: Ballardini sta forgiando una squadra aggressiva, in grado di mantenere una corta distanza tra i reparti e votata ad un perpetuo pressing, fin dalla linea degli attaccanti. Un movimento armonico dell'intera squadra, insomma, che dovrà prescindere dagli interpreti in campo. Terminato con il primo blocco, infatti, il tecnico ravennate ha impartito le stesse mansioni di gioco al "secondo 4-4-2" proposto: De Silvestri, Siviglia, Rozehnal e Kolarov in difesa; Del Nero, Ledesma, Mauri e Foggia a metà campo, con Pandev e Rocchi in attacco.
Nel pomeriggio, invece, dopo circa 40 minuti di allenamento, Ballardini ha diviso la rosa a sua disposizione in 4 gruppi, 3 dei quali hanno dato vita ad una sorta di triangolare e campo e ranghi ridotti, guidato da vicino dal vice Carlo Regno. Ogni mini-squadra era composta da sei elementi, contraddistinti dal relativo fratino colorato: Foggia, Radu; Mauri, Eliseu, Mendicino e Muslera in orange; Pandev, Kozak, Manfredini, Scaloni e Del Nero e Bizzarri con la casacca verde; in tinta blu, invece, Berni, Stendardo, Correa, Dabo, Rocchi e Mauro Zàrate che in mattinata è stato riproposto come seconda, libera da particolari vincoli di posizione. Nella seconda metà campo, invece, il resto della squadra ha effettuato un lavoro tecnico con il pallone, fatto da scambi di prima (o massimo due tocchi), cross dal fondo e tiri in porta. Nell'ultima parte della seduta, poi, Ballardini, pur mischiando le carte, ha ripreso a provare il 4-2-3-1.