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Lazio, Brocchi: "Potevamo dare il colpo di grazia a Rossi..."

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Paolo Bardelli
martedì 10 marzo 2009, 18:072009
autore Paolo Bardelli
10.03.2009 18:072009
FotoTUTTOmercatoWEB

Christian Brocchi (33) , dopo un inizio un po' in sordina, ormai fa parte dell'undici titolare di Delio Rossi, dando un contributo notevole in termini di dinamismo alla linea mediana laziale. Intervenendo a Noi Biancocelesti, in onda su Radio Erre 2, ha esordito parlando del momento biancoceleste: "Abbiamo superato la crisi con un grande equilibrio all'interno del gruppo. Abbiamo attraversato un periodo difficile, abbiamo passato giornate dure, caratterizzate anche da una piccola contestazione. Non è stato facile, perché questo è un gruppo composto da molti giovani. Ora abbiamo ripreso a fare bene e ottenuto tre vittorie importanti. Speriamo di continuare così. La crisi non era legata ad un calo di forma, ma all'assenza di risultati, soprattutto se pensiamo alle gare contro Milan e Fiorentina, dove abbiamo dimostrato di essere ampiamente all'altezza della situazione. La partita in casa con il Cagliari ha destabilizzato l'ambiente, che non si aspettava una sconfitta di queste proporzioni. Questo ci ha creato dei problemini, che poi sono stati amplificati dai risultati successivi". Uno dei segreti della rinascita sta anche nel cambio di modulo, che ha favorito soprattutto il centrocampo: "L'ingresso di Matuzalem ha sgravato molto Ledesma da quelli che erano i compiti di gestione della palla. In precedenza, infatti, tutti i palloni passavano per lui e quindi diventava difficile e problematico. Con lui siamo tutti più tranquilli e riusciamo a coprire meglio la difesa, che ne ha tratto enorme giovamento. Non dimentichiamo poi l'apporto di Muslera. Tutti questi fattori hanno permesso alla squadra di avere maggiore equilibrio". I giocatori della Lazio non si sono posti obiettivi specifici: "Non ci siamo posti obiettivi. Soprattutto nel primo mese e mezzo abbiamo cercato di non creare delle aspettative, che non erano di nostra competenza. La volontà è quella di riuscire a riportare la Lazio in Europa, ma bisogna rimanere con i piedi per terra, perché ci sono tante squadre che lottano per questo. Sarebbe bello battere la Juventus e poterci giocare la finale per centrare un altro traguardo importante come la Coppa Italia". Secondo alcuni, ad un certo punto della stagione, Brocchi è stato impiegato meno, ma il diretto interessato non la pensa proprio così: "Questa è stata una cosa un po' amplificata in un momento difficile della stagione. In fondo solo in tre occasioni sono rimasto fuori, ma sono state scelte in funzione del rendimento della squadra in situazioni normali.

Il problema dei giocatori con le mie caratteristiche e che ricoprono il mio ruolo è che, quando le cose vanno male, sono i primi che finiscono nel mirino. Per me è stato difficilissimo ripartire in una realtà, molto diversa da quella milanese, come quella di Roma, in cui le pressioni sono giornaliere e sei più facilmente oggetto di critiche. Sono contento, tuttavia, della mia scelta e sono fiero di quello che sto facendo, perché, a 33 anni, continuare a giocare a questi livelli mi rende contento di me stesso". Brocchi pensa che la Lazio nel tempo possa tornare ad alti livelli: "In questo momento non è possibile tornare ad una Lazio come quella di Cragnotti. Mi dispiace quando criticano il presidente, perché ha tirato fuori la Lazio da una situazione difficile. Credo che, nel giro di pochi anni, la Lazio possa tornare a prendere giocatori importanti. Al momento attuale lo scudetto della Lazio è il quarto posto, poi magari in futuro, calati i debiti, Lotito farà le scelte opportune per il salto di qualità. Per rifondare una squadra ci vuole tempo, cercando di creare negli anni uno zoccolo duro, dove inserire poi dei campioni. Mi sembra che ci si stia riuscendo e che il gruppo si stia cementando. Sicuramente la Lazio potrà tornare ad ambire a successi importanti". Brocchi ci tiene a precisare che "la squadra è stata messa più volte sotto accusa di non essere in sintonia con l'allenatore e di non seguirlo più. Nel momento di difficoltà abbiamo avuto l'occasione di dargli il colpo di grazia, se avessimo avuto voglia di mandarlo via. Stimiamo il mister e il suo staff, poi non so dire come evolverà il suo rapporto con la società. Personalmente non ho mai avuto problemi con lui, tranne qualche scambio di vedute isolato. Siamo contenti di aver dimostrato con le nostre prestazioni di averlo sempre seguito al 100%. Il fatto che non si abbiano certezze sul futuro del tecnico non ci destabilizza, perché abbiamo degli obiettivi da raggiungere, che in una società si decidono anno per anno". Infine un giudizio sui tre grandi attaccanti di cui dispone la Lazio: "Nei nostri attaccanti abbiamo una grande fortuna. A Pandev per diventare un grande campione non manca nulla, Rocchi ha già dimostrato veramente tanto e Zarate ha l'età giusta per diventare grande, sta migliorando giorno dopo giorno e 'l'unico difetto' che ha è la sua giovane età, con conseguentemancanza di esperienza".

Fonte: www.noiaquilebiancocelesti.com