Lazio, Lotito: "Il mio Diego è Ballardini"
Antonio Vitiello
La Lazio ospita la Juventus del fuoriclasse Diego Ribas da Cunha, ma Claudio Lotito non sembra affatto spaventato dalla forza della corazzata bianconera: "Io ho una filosofia del calcio diversa. Ho rispetto per le avversarie, ma nessun timore reverenziale - spiega il presidente laziale a Tuttosport -. La Juve è una rivale forte, ben organizzata e determinata. Ogni partita però ha una storia a sé: se riusciamo a mostrare le nostre qualità e confermare la massima concentrazione, allora non saremmo sopraffatti dal gioco bianconero". Il patron biancoceleste ha parlato anche dei problemi sorti quest'estate con alcuni giocatori, i cosiddetti dissidenti: "Pandev rappresenta un patrimonio della società, ho grande rispetto dei suoi diritti come lui deve rispettare i suoi doveri. Se fossimo in una fase di mercato, non avrei problemi a intrattenere rapporti con altre squadre e con i dirigenti della Juve.
Ma la campagna acquisti è finita. Le accuse di De Silvestri non rispettano la realtà né lo spirito con cui io interpreto il ruolo di presidente. Nella vita bisogna avere il coraggio delle proprie scelte e non scaricare le responsabilità sugli altri". Il pericolo numero uno per la Lazio che stasera affronta la Juventus si chiama Diego. Ma Claudio Lotito spiega che contrariamente a Berlusconi non darà nessun consiglio tecnico a Ballardini su come bloccare il trequartista brasiliano: "Ho grande rispetto nell'autonomia del tecnico, non mi permetterei mai di inserirmi nelle scelte tecniche. Semmai la scelta l'ho compiuta a monte individuando in Ballardini l'allenatore giusto, in grado di accrescere il valore della squadra".




