Lazio, piace Baclet dell'Arezzo
Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
E' giovane, ma è pronto al grande salto. La Lazio l'ha notato e sta pensando a lui per costruire una squadra più forte anche fra le seconde linee. Allan Pierre Baclet, attaccante rapidissimo, classe 1986, originario del Ghana, quest'anno è esploso e con i suoi 11 gol all'attivo in sole 21 presenze, con cui ha incantato tutti, addetti ai lavori e non. Baclet è cresciuto calcisticamente nel Lilla e attraverso un paio di cessioni è giunto nel 2005 alla corte del presidente Mancini che l'ha voluto fortemente. Il possente centravanti ghanese, (con passaporto francese) ha trascinato a suon di dribbling e giocate il suo Arezzo in zona play -off guadagnandosi l'attenzione della stampa e di molti osservatori. Il suo nome circola già da un po' nei meandri di Villa San Sebastiano e ad averlo notato è stato proprio il diesse Tare. Qualche tempo fa infatti l'ex attaccante biancoceleste ha raccolto informazioni sul centravanti dell'Arezzo nell'intento di scovare un talento in erba da crescere al fianco di giocatori importanti. Lo ha visto, glie ne hanno parlato e ne è rimasto colpito. Baclet infatti corrisponde all'identikit giusto per il nuovo progetto Lazio, orientato alla scoperta di aspiranti campioni da coltivare in casa. Il giovane francese è assai veloce e fra le sue peculiarità spicca l'estrema facilità con cui coniuga la sua movenze rapide con un'impressionante prestanza fisica. Allan Pierre che all'Arezzo è legato per altri due anni, è alto 1,85 m è abile di testa e costa poco. A raccontarlo in esclusiva al "Lalaziosiamonoi.it" è un ex centravanti della Lazio, che attualmente ricopre il ruolo di allenatore delle giovani leve della Beretti, proprio nell'Arezzo, Antonio Rizzolo
Antonio, che tipo di giocatore è Baclet?
"E' davvero un buon giocatore: alto, veloce e abile di testa. Ha tutti i colpi per giocare in serie A e se la Lazio lo prendesse farebbe davvero un bell'investimento".
Ma parliamo di una prima punta?
"Per com'è fisicamente Baclet è in grado di giocare da prima punta, ma sa anche ruotare bene come esterno. La sua grande caratteristica ripeto è la velocità, la potenza, ma nello stesso tempo pure l'eleganza. Per intenderci lui non è un centravanti statico alla Luca Toni, mi ricorda di più Asprilla, però Baclet è stilisticamente migliore rispetto al colombiano e sotto porta è più marcatore. Spero per lui che la Lazio lo prenda, perché potrebbe crescere molto in un club così forte..."
E Antonio Rizzolo invece che farà?
"Non lo so. Quest'anno ho allenato i giovani dell'Arezzo, l'anno prossimo non so. Il mio sogno è allenare una squadra e iniziare l'avventura su una panchina. Diciamo che per adesso mi tengo l'esperieza che ho maturato con i giovani e attendo l'occasione giusta..."
Dunque la Lazio non si ferma e il radar biancoceleste continua a scovare talenti. Il vero problema al momento però resta la rosa copiosa da smaltire. Troppi calciatori e troppi ancora da ricollocare. Un freno a mano tirato, una vera zavorra che blocca sogni e idee. Per ora Baclet aspetta e sogna la Lazio, anche se sul giocatore si stanno muovendo già tanti club di A e di B. Tare ci spera...




