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Lazio-Roma: un derby, tre sfide

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Redazione TMW.
venerdì 10 aprile 2009, 08:322009
autore Redazione TMW.
10.04.2009 08:322009
FotoTUTTOmercatoWEB

La stracittadina che bussa alle porte di Roma non è, e non può essere, una gara come le altre. La corsa al quarto posto è alla sterzata decisiva. Poca strada ancora prima del rettilineo finale e della bandiera a scacchi. Il derby ago della bilancia per Roma e Lazio di una stagione che ha tolto più che dare. Un derby, tre sfide. Spalletti, Totti e De Rossi a guidare l'assalto romanista al feudo biancazzuro. Rossi, Rocchi e Ledesma ad alzare la barricata per respingere gli attacchi romanisti. La stracittadina che bussa alle porte di Roma passa anche da loro.

SPALLETTI/ROSSI ― Il generale dell'esercito romanista contro la guida delle truppe biancazzurre. Quello di sabato sarà l'ottavo derby da avversari per Luciano e Delio. Luciano: istintivo, permaloso, amatissimo dai tifosi e nello spogliatoio di Trigoria. Delio: mite, quasi timido, ma spesso in contrasto con alcuni elementi di una Rosa piena di spine. Il bilancio fino ad oggi parla toscano, con tre successi di Spalletti contro i due di Rossi, al netto di due scontri terminati con una stretta di mano. Primo passo, l'unoauno del 23 ottobre 2005. Per entrambi la prima volta nell'Olimpico diviso a metà. Il 26 febbraio, centoventisei giorni dopo, un altro derby. Questa volta la sorte sorride al tecnico giallorosso, che in un colpo solo centra le prima vittoria stracittadina e il record degli undici successi consecutivi in campionato. Due anni per ristabilire la parità. Un equilibrio perfetto di due vittorie a testa e due pari, prima della zuccata di Julio Baptista lo scorso 16 novembre. Un gol che quell'equilibrio lo ha mandato in frantumi, regalando a Spalletti una vittoria scaccia crisi e a Rossi il primo passo verso un baratro che ha precipitato la Lazio a otto lunghezze dalla Roma, dopo un avvio che aveva fatto parlare addirittura di sogni tricolori. Sabato di nuovo di fronte. Per l'ultima volta. Forse.

TOTTI/ROCCHI ― Se Spalletti della Roma è il timoniere, Totti ne è certamente l'ammiraglio. Simbolo di ottantuno anni di storia, leader dello spogliatoio e idolo della tifoseria, Francesco ha legato il suo nome a tutte le vittorie recenti della Roma. Il suo rapporto con il derby, però, non sempre è stato sorridente. Maledetti i primi tre da altrettante sconfitte, Francesco impiega cinque anni per festeggiare da protagonista. Lo fa l'11 aprile del '99, segnando il gol del 3-1 che chiude una sfida dominata dai giallorossi di Zeman. Sabato saranno dieci anni esatti da quella prima vittoria, da quella corsa sotto la Nord e da quel «Vi ho purgato ancora». Un motivo in più per provare a festeggiare. Proverà a impedirglielo Rocchi, divenuto il simbolo della Lazio dopo l'esodo dei «capitani» dell'era Lotito. Il centravanti veneziano ha già realizzato tre gol alla Roma nel derby. Sei ne ha timbrati il numero dieci romanista. Quando segnano la loro squadra non perde. Almeno le stracittadine. Il 23 ottobre del 2005 Roma-Lazio finì 1-1. Totti a cinque minuti dell'intervallo a dare il via alla festa romanista accompagnata da un parto mimato sulla pista d'atletica sotto la Monte Mario. Festa chiusa, dopo dodici minuti della ripresa, dalla zampata di Rocchi. Quella fu l'ultima volta di Totti in gol contro la Lazio. Nei sei scontri tra i due Francesco ha gioito una sola volta ― l'ultima ― contro le tre del «collega» di fascia (al braccio). Sabato l'ammiraglio romanista cercherà un nuovo successo, dieci anni dopo il primo. Un motivo in più per festeggiare.

DE ROSSI/LEDESMA ― Spalletti e Rossi, Totti e Rocchi. Re e regine degli scacchieri di Roma e Lazio. Sul «campo» a quadrati bianchi e neri, però, spesso ad essere decisiva è un'altra figura. Una figura che sembra quasi invisibile, nascosta dal movimento a «elle» del cavallo e il pendolo delle torri. L'alfiere, con il suo tagliare obliquamente il rettangolo di gioco scandisce il ritmo alla gara, né disegna le geometrie. Un po' come Daniele De Rossi. Architetto e manovale del gioco spallettiano, il biondo centrocampista è l'unico romano della Rosa a non aver messo la firma su un derby. Sempre presente nella stracittadina dal 2005 in poi, De Rossi ha debuttato, appena ventenne, nel dueazero-Roma del 9 novembre 2003. Solo sette minuti per assaggiare l'aria del derby. Ben altro esordio per il «gemello» laziale. Christian Ledesma da Buenos Aires, alla stracittadina si è presentato il 10 dicembre 2006 con il primo dei tre gol del trionfo biancoceleste. L'argentino e Daniele si sono contesi la «mediana» cinque volte. Due successi a testa e un pari. Due reti per Christian, uscito dall'ultimo confronto con ventiquattro minuti di anticipo per un calcione a Baptista. Nessuna per il centrocampista di Ostia. Sabato cercherà la prima gioia, Daniele. Daniele, che nei suoi primi derby era assalito da una tensione fuori dal comune. «Una cosa incredibile». Adesso Daniele è cresciuto. E vuole un gol. Per regalare alla Roma la sterzata decisiva prima del rettilineo finale. Per scrivere il suo nome, sulla storia del derby di Roma.

Fonte: di Matteo Pinci per ROMANEWS.EU