Lazio-Rossi: un addio tra accuse e veleni...
Redazione TMW.
Rossi e la Lazio è frattura insanabile o quasi. Un'attesa vissuta come un'estenuante soap opera a puntate, che volge al termine con un finale spezzato da dichiarazioni macchiate di stanchezza e di rabbia. La situazione tesa e appesa ad un flebile filo di lana è capitolata all'improvviso ieri mattina quando Delio Rossi dalle sue canoniche vacanze pugliesi ha praticamente chiuso la Lazio fuori dal suo futuro. Quindici giorni, due lunghe settimane dall'ultimo summit in casa Lotito, che tra tecnico e presidente hanno dipanato un gelo mortale. Il silenzio di casa Lazio non è piaciuto a Rossi che proprio ieri aveva maturato l'idea di indire una conferenza stampa a Roma, dove avrebbe salutato la gente e la stampa romana, non prima però di aver spiegato per bene, tutte le 'insanabili distanze' che oggi separano lui da quel presidente che quattro anni fa lo volle a guidare la Lazio. Una telefonata di troppo però e una dichiarazione scomposta rilasciata da Rossi ad un sito web palermitano ieri mattina, hanno innescato una reazione a catena di enormi proporzioni, che di fatto ha chiuso la porta ad un rapporto logoro, ancor prima del secondo fatidico incontro fra le parti. Tutto è partito da alcune frasi pubblicate dal sito stadionews presumibilmente pronunciate da Rossi. Il tecnico riminese infatti in un primo momento sembrerebbe aver detto: "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio. Questa sera (ieri, ma ciò non corrisponde ai fatti, ndr) incontrerò il presidente Lotito e gli comunicherò la mia decisione. Domani (e dunque oggi, ndr), molto probabilmente, convocherò una conferenza per comunicare alla stampa la mia decisione". Un addio in piena regola dunque se non fosse per la parziale smentita arrivata attraverso i microfoni di Radio Incontro: "E' vero che mi ha telefonato un cronista da Palermo, - ha spiegato l'allenatore - al quale ho solo detto che la mia situazione alla Lazio si è un po'incancrenita, che non so come andrà a finire e che ne dovrò parlare con la mia società e ho chiuso dicendo che se eventualmente deciderò in un senso lo dirò in una conferenza stampa. Da qui a mettere delle virgolette ce ne passa. Ci sono mille inesattezze come il fatto che io avrei detto di avere un appuntamento con Lotito già fissato, cosa non vera. Con il presidente mi sono visto domenica e ci siamo detti che ci saremmo sentiti, senza aver fissato nessun appuntamento". Un equivoco a mezzo stampa sembrerebbe, ma che per la dirigenza ha fornito l'assist giusto per calare il sipario su una situazione entrata ormai in vicolo cieco. La difficoltà di chiudere ogni rapporto e dirsi addio dopo quattro anni, condita da un pizzico di indecisione, che probabilmente campeggia nei pensieri di Lotito, ha creato una fase di stallo in cui la Lazio e Delio Rossi si sono ritrovati impantanati.
Il mister si è convinto che la sua storia biancoceleste si è conclusa nell'ultimo match giocato contro la Juventus a Torino e la volontà di esternare pensieri e malumori in conferenza ne sono una conferma. "Il problema sta in questi termini: -ha spiegato Rossi- quando ho visto il presidente abbiamo parlato di tutto, poi mi ha chiesto 3-4 giorni di tempo per dare una risposta. Da allora sono passati 15 giorni, questo significa che da allora ha fatto altri tipi di valutazioni o non aveva fretta. Forse si ha timore di fare la prima mossa, io di questi problemi non ne ho nella vita. Ognuno si assuma le proprie responsabilità". Un'accusa decisa insomma, un puntare l'indice a mo di condanna, che Delio Rossi ha volto indirizzare al suo presidente, reo in queste settimane di non aver avvisato il proprio allenatore del cambio di rotta della società e dei nuovi programmi. Ma la risposta piccata del patron biancoceleste non ha tardato di un nulla. Lotito infatti ha replicato via etere chiudendo di fatto i cancelli di Formello a Rossi: "Se lui ha scelto di non allenare più la Lazio, - ha detto Lotito - la scelta è sua. Non capisco qual è il problema: morto un Papa se ne fa un altro. Se Delio decidesse di andare via, vorrà dire che prenderemo un altro allenatore. I tempi li detta il club che deve stabilire delle scelte rilevanti non solo per il presente, ma anche per il futuro. Di certo non li stabilisce un dipendente, poi se e quando avrò deciso lui non sarà più disponibile pazienza". In attesa di venerdì dunque, che nell'agenda di Rossi è segnato come giorno della verità e degli addii, Lotito si guarda intorno e accelera i tempi. Ieri c'è stato infatti un nuovo contatto con l'entourage di Walter Zenga al quale il patron laziale ha offerto un accordo di un anno a 400.000 euro a stagione con l'opzione per altre due, le parti sono vicine, ma ancora non hanno rotto gli indulgi. Nel frattempo a Villa San Sebastiano come successore di Rossi torna prepotentemente il nome di Ballardini, sempre più lontano dal Palermo e dai rumors di radiomercato sempre più vicino alla Lazio.




