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Lippi al vento. Tra A e B panchine calde. Spalletti e Pandev: romanzi da leggere

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Alfredo Pedulla'
mercoledì 9 settembre 2009, 00:002009
autore Alfredo Pedulla'
09.09.2009 00:002009
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista di Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani", "San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola".
FotoTUTTOmercatoWEB

Inutile stare alle costole di Marcello Lippi: vuole avere sempre ragione. Inutile aggiungere altri capitoli alla telenovela Cassano, più saggio Cannavaro quando dice che "i riscontri del campionato potrebbero ribaltare la situazione". Parola più, parola meno, il senso del discorso è questo. Io invece credo che Lippi non chiamerà Cassano anche se dovesse segnare 20 gol e distribuire 48 assist, può darsi che mi sbagli (lo spero). Lo stesso Lippi dice di aver verificato che la Nazionale non frega niente a nessuno, mi è sembrato un attacco strumentale ai media più che una denuncia accorata, destinatari i tifosi. E' sempre andata così: prima di Italia-Montenegro, e quindi di Georgia-Italia o di Slovenia-Italia, mai c'è stato un coinvolgimento popolare da tramandare ai posteri. Ma la domanda è: considerato il gioco dell'Italia (gioco? Where is?) per quale motivo la gente dovrebbe consumare la vigilia di ogni partita in trepidante attesa? L'Italia non gioca male, semplicemente non gioca. Che è peggio. Lippi pensi a proporre un prodotto più accettabile (è lautamente pagato per questo) piuttosto che concentrarsi sulle crociate anti-Cassano o anti-chicchessia. Domandina: ricordate cinque-partite-cinque indimenticabili della gestione Lippi? Se non cinque almeno tre? Aspetto risposte. Più che parole al vento (i lamenti, le denunce), è piuttosto Lippi al vento, folate inutili e incontrollabili.

Gli allenatori di club sono già in difficoltà, alcuni tra un po' tremeranno se non tremano già. L'Atalanta mi risulta non sia completamente soddisfatta dell'impatto di Gregucci, indipendentemente dallo zero in classifica. Al punto che mi hanno parlato di un vecchio amore che potrebbe tornare di moda, non dimentichiamo che Antonio Conte era stato cercato da Ruggeri junior nel bel mezzo della telenovela con la Juve. A Cagliari hanno chiesto a Cellino un giudizio su Allegri, mi sarei aspettato una difesa d'ufficio più convinta. Invece, il presidente è stato molto vago, ha parlato della necessità di una maggiore applicazione, al posto di Allegri ci sarei rimasto male. Vedremo. Credo che Lo Monaco darà ad Atzori (una sua scelta) la possibilità di ambientarsi in un campionato non suo: in fondo, ha perso due partite che avrebbe potuto pareggiare, le qualità non si discutono. Sono sincero quando dico che il tandem Russo-Ruotolo non mi sembra il massimo della vita in serie A, auguro le migliori fortune al Livorno.

In B non va meglio. A Salerno traballa Fabio Brini che ha sbagliato tutti i cambi contro il Modena consegnandosi al nemico e lasciando autostrade e il controllo del centrocampo. Brini ha fatto zero (punti) su tre (partite), il presidente Lombardi mi disse in trasmissione poche settimane fa (settimane, non mesi) che Brini sarebbe stato intoccabile. Credo che la gente di Salerno meriterebbe molto di più: il mercato aveva avuto ottime avvisaglie, è diventato quasi mediocre strada facendo. Domanda: ma perché prendere Fava due mesi dopo quando era già tuo? Aria di ripiego, brutta aria. E brutta aria anche a Mantova dove Michele Serena è stato premiato da qualcuno con una sufficienza piena per la prestazione di Ascoli, dal mio punto di vista la sufficienza non c'è. Il Mantova ha interpretato benino la trasferta nelle Marche, ma Michelino - come Brini - ha bucato i cambi: togliere Carrus in vantaggio di un gol è stata una mezza bestemmia, privarsi di Nassi in chiusura un altro mezzo strafalcione. Serena ha l'alibi di non aver avuto un paio di attaccanti competitivi fino a dieci minuti prima dall'inizio della stagione, ma sei poi sbaglia i cambi la colpa non è soltanto della società che non gli ha dato la materia prima. Giorni cupi anche per Madonna in casa Albinoleffe, mentre De Canio è inchiodato dai risultati, magari da qualche errore, ma soprattutto dal fatto che a Lecce gli hanno consegnato i rinforzi in colpevole ritardo. Caro presidente Semeraro, è contento dei suoi collaboratori? Contento lei...

La storia di Luciano Spalletti mi prende molto: se dovesse davvero restare a spasso fino a giugno dopo aver rinunciato a quattro milioni di euro netti, sarebbe un gesto più unico che raro nell'era del dio euro e del contratto da conservare anche se ti prendono a calci nel fondoschiena. Qualcuno ha certezze in questo senso, certezze che Spalletti resterà a spasso fino giugno. Io non ho le stesse certezze, perché di certezze in generale ce ne sono poche, e il mio orologio è sempre di marca Zenit. Verificheremo. La passione di Ranieri è fuori discussione, la sua professionalità anche, ma sostituire Spalletti con Ranieri è come passare da un'autostrada a cinque corsia a un sentiero di montagna: troppa differenza (tattica). E' un romanzo, quello di Spalletti, che mi appassiona. Così come mi appassiona il romanzo di Pandev: 450 mila euro circa di ingaggio (da una vita, mamma mia...) e la possibilità di firmare a parametro zero per chiunque tra pochi mesi. I club italiani non faranno scortesie a Lotito, ci sarà un accordo a gennaio stile Oddo-Lazio-Milan di qualche anno fa. L'Inter? Assolutamente in pole, ma in una situazione così delicata non è un epilogo scontati. I romanzi di Spalletti e Pandev andranno letti fino all'ultima pagina, sorprese in vista.

Siamo vicini (siete vicini) a quota 5000 fans: ancora un piccolo sforzo... Per questo e altri motivi, non posso trascurare lo sterminato popolo di Facebook: ho promesso che risponderò ogni martedì alle vostre domande all'interno dell'editoriale su Tuttomercatoweb, manterrò la promessa. Grazie a Riccardo Fallani, Lorenzo Marcucci (il Grosseto è nato tardi, troppo tardi, è normale che inizialmente avrà problemi di amalgama), Cristian Troiano, Marco Magrì (Messi è soltanto uno, le altre sono imitazioni spesso non riuscite), Roberto Albertin (Arma mi piace molto, ottimo acquisto), Massimo Magliocco (la piazza di Pisa è intrigante,ma io avrei pensato soltanto al Grosseto. Oppure avrei lasciato il Grosseto per dedicarmi al Pisa, non mi piace la contemporaneità), Andrea De Angelis (vedo un Napoli europeo se risolve il problema sulla fascia sinistra: da sesto o da quarto posto si vedrà), Matteo Gavazzi (non ho elogiato Pradè, ho soltanto detto che non ha avuto la possibilità di operare, non nego che in passato abbia commesso errori anche gravi), Nicola Pesce (sei gentilissimo, ma alla Lazio non serve un diesse: fa tutto Lotito), Alessandro Calzaghe (come mai il Milan non ha acquistato? Perché Berlusconi voleva un forte attivo di bilancio, mi sembra elementare. E così rispondo anche a Gerardo Stefano De Angelis), Pasquale Della Valle (il Parma è molto equilibrato), Claudio Vezzoli (Carobbio torna in B perché aveva capito che a Bari non avrebbe avuto spazio), Nicola Acampora (5,5 al Napoli mi sembra troppo poco), Walter Molino (la penso come te sul trequartista al Siena, ma Giampaolo è un fantastico acrobata e saprà risolvere), Andrea Moro (ho parlato di Spalletti in questo pezzo, il discorso vale anche per Marco Colacino ed Emidio Calvello), Raffaele Viggiani (sei gentilissimo), Giorgio Carezzano (ripeto, la Samp è molto competitiva), Nicola Nick (condivido il tuo pensiero sul Napoli, estendo la considerazione ad Alessandro Fortunato), Ivan Parlongo (la Fiorentina si farà onore, malgrado tutto. L'Arezzo se la giocherà con altro quattro-cinque squadre almeno per i playoff), Stefano Pantano (7- o 7 cambia poco, già dal 31 agosto alle 19,01 ho inserito il Frosinone tra le papabili al quinto o al sesto posto, non condizionato dalle prime giornate di campionato), Uomo Misterioso (sei simpatico, ma firmati la prossima volta), Giorgio Di Dio (Zuniga resta un ottimo acquisto a patto che giochi nel suo ruolo), Simone Tecchiato (il Vicenza può anche arrampicarsi più su dell'ottavo o nono posto), Rosario Pulvirenti (non capisco lo scetticismo sul Catania soltanto perché non è arrivato un altro attaccante), Carmelo Cagnes, Pasquale Daloioso (non credo che il Parma prenderà uno svincolato), Matteo Ciccolini (non ho una predilezione per Bentivoglio, più che altro la mia è una constatazione legata alle sue indubbie doti), Antonio Angrisano (racconti molte verità).

Un saluto ad Alberto Candian (il Padova è una bella mina vagante), Luca Giarnera (se Biancolino ha detto prima sì all'Avellino per poi cambiare idea in virtù di un contratto più sostanzioso a Cosenza ha fatto male, malissimo: doveva essere chiaro prima), Francesco Sportiello (l'Inter stavolta può fare molto bene anche in Champions, ma per lo scudetto la Juve sarà un osso duro. Preferisco Felipe Melo a Denilson), Gerardo Farace (dal mio punto di vista il problema non è l'inesperienza di Leonardo ma l'organico non completo), Davide Piazza (anche io mi sarei aspettato di più dal mercato dell'Udinese, l'ho scritto), Robbie Gilormo (mi hai scritto prima della sconfitta del Torino: hai visto che pazza B?), Alessandro Leva (è arrivato Fava, secondo me non basta), Vincenzo Daniele (sono d'accordo al cento per cento), Cristiano Guida (io ti rispondo così: per quale motivo li ha presi?), Alessandro Iraci (ho girato i complimenti, visiterò il sito), Giuseppe Chirico (dopo l'arrivo di Cacia non serviva un altro attaccante alla Reggina, Nicolas Viola è la quarta punta ideale), Nicola lallo (sì, il Frosinone è da corsa), Daniele Del Monaco (a me la Samp piace lo stesso), Ezio Lippa (no, al momento non sono previsti speciali sulla Lega Pro), Thomas Fonda (sottoscrivo), Matteo Silvestri (il Pescara ha tutto, ma proprio tutto, per la risalita, per agganciare la B senza passare dai playoff), Diego Speranza (io ho bocciato Datolo perché non lo ritenevo un acquisto adeguato lo scorso gennaio. I fatti mi hanno dato ragione. Il ragazzo ha pregi e difetti, ma deve giocare nel suo ruolo, in un centrocampo a cinque si perde), Michele Campanelli (la Juve ora è completa), Giovanni Pollice (su con il morale, tre sconfitte in tre partite sono difficili da digerire, ma l'Andria non è da buttare. E Dionigi prenderà la squadra per mano. Importante che Biagioni, il mio amico Oberdan, resti sereno: è un esordiente).

Un ringraziamento volante anche a Roberto Canini, Andrea Del Negro, Giuseppe Tenga (ci rivediamo presto a Napoli), Fabio Desinano, Luka Dinielli (con chi il Milan sostituirà Kakà a gennaio? Io non sono tanto convinto che lo sostituisca), Alessandro Letizia (su Totti la penso come te, contratto lunghissimo, troppo lungo), Giuseppe Giudice (il tuo gruppo merita fiducia), Sergio Patruno (la tua chiave di lettura sul Bari ha basi solide), Renato Pustorino (ricordo la Viola, come posso dimenticare? Sono felice che sia rinata, ma l'hanno uccisa in modo indegno), Vincenzo De Giorgio, Massimiliano Mirabile, Vincenzo Di Maso (ottima formazione, ma se Pirlo tornasse Pirlo io non ci rinuncerei), Fabio Lorusso (non mi aspetto grosse novità dalla vicenda Trezeguet, ormai ha deciso), Francesco Ferrari (ne parlavo proprio lunedì in trasmissione a Retebrescia con Spillo Altobelli e Gigi Maifredi: il 4-4-2 non deve essere un tormento, io non rinuncerei alla contemporanea presenza di Possanzini, Flachi e Caracciolo), Daniele Toriello, Alberto Donzuso, Nabbo Bemba (il Torino è fortissimo, non mi lascio condizionare dal primo stop), Maurizio Moretti (i due giovani della Fiorentina che tu citi difficilmente avranno spazio), Giorgio Bonelli (l'Ascoli è ben distribuito, ho dato 6,5 al mercato), Marco Delvecchio, Andrea Tibaldo, Luca Fumo (non ho preso in giro Lombardi, conosco la parola educazione, riguardati la trasmissione. Forse te l'hanno raccontata, credimi), Diego Valzano e Vito Lo Cascio.