Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Livorno e Lucarelli, i telefoni continuano a tacere

autore
Marco Ceccarini
lunedì 13 luglio 2009, 10:292009
autore Marco Ceccarini
13.07.2009 10:292009
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini

Un'altra giornata di silenzio, come ieri. Il cellulare di Cristiano Lucarelli non suona, quello di Spinelli neanche. Pare che l'attaccante abbia provato a rintracciare il presidente, ma il telefono sarebbe staccato. Come interpretarlo? Spinelli si è preso un fine settimana di relax, in barca, lontano da chiacchiere e giornalisti, a distrarsi o forse a riflettere. Solo il figlio ieri ha rilasciato qualche mezza parola, dicendo che se ci fosse qualche novità, meglio se messa per scritto, la situazione potrebbe mutare. Accadrà? Le ipotesi dei tifosi si susseguono e c'è anche chi vede nella rottura per via del procuratore, la scusa che Spinelli cercava per mandare a monte un affare sul quale non era più tanto convinto. Suggestiva, ma bizzarra: il presidente è un grande uomo d'affari, detiene quasi un impero nel campo della logistica portuale, ha apposto in calce la firma a un contratto sapendo benissimo quello che stava facendo, difficile crederci. Ha condotto questa trattativa in prima persona da sette-otto mesi a questa parte conoscendo benissimo il giocatore che desiderava portare a casa. Sette-otto mesi... E un giorno dopo la firma si sarebbe reso conto che non ne valeva la pena? E se la versione ufficiale della rottura fosse quella vera? Livorno, Parma e Lucarelli firmano un contratto in cui non si parla di percentuale di procura a Pallavicino; venerdi il giocatore telefona al presidente dicendo che il procuratore non può rinunciare alla sua percentuale; la risposta del presidente è più o meno stizzita, chiama Ghirardi e poi affida al figlio il compito di redarre un comunicato da inserire nel sito ufficiale della società in cui la trattativa è data per fallita. Lucarelli chiama Pallavicino e lo mette al corrente dell'accaduto, poi comincia la serie delle interviste. Vengono sentiti tutti e quattro i protagonisti della vicenda, ripetutamente; il giocatore dichiara di non voler rinunciare al Livorno per 25mila euro e auspica che Spinelli ci ripensi.

Poi, clamoroso: Pallavicino rinuncia alla sua procura per facilitare il felice esito. Infine di nuovo il giocatore che annuncia di poter aspettare per 48 ore, annunciando una conferenza per lunedi, giorno in cui partirà per Malles, il ritiro del Parma. Il silenzio di oggi è rotto da notizie di interessamenti da parte di Fiorentina, Bari, Cagliari e Siena. Era ovvio, "piatto ricco, mi ci ficco". Apparentemente niente di strano in tutto ciò: un presidente che non vuol pagare un qualcosa non previsto dal contratto, un altro (Ghirardi) che vede sconvolti i suoi piani di mercato, un giocatore che ha commesso un'ingenuità ed un procuratore che ufficialmente reclama un qualcosa che non gli spetterebbe. Ripetiamo: non ci sembra che ci sia qualcosa di strano, poi chissà. Resta però chiaro che questa vicenda non solo ha stufato tutti i tifosi a prescindere dai punti di vista sull'argomento, ma ha seriamente compromesso l'entusiasmo della promozione dopo solo tre settimane dalla magica notte del 20 giugno. Eppure in giro c'è ottimismo, si crede che in una maniera o nell'altra i due per l'ennesima volta si riappacificheranno, come successo dal 2003 al 2007; convinzione che si basa sull'esperienza, ma anche sulla convenienza del presidente: prende gratis e con un riscatto per l'anno venturo di 1000 risibili euro il meglio che le sue tasche possano pemettersi (anzi, il meglio che lui "vuole" permettersi, se si pensa che l'indebitata Lazio sta trattando Cruz). Discorsi sinceri quelli del popolo, corrisponderanno ai pensieri del patron? Lui ha cercato il giocatore, lo ha preso alle migliori condizioni, ha definito il trio con Tavano e Diamanti un attacco "da Champion's" ed ha chiesto solo per questo 10mila abbonamenti (poi ha alzato la posta a 20mila, ma il "Picchi" neanche ci arriva ufficialmente), adesso il dietrofront che, se i fatti sono quelli narrati, avrebbe ragione d'essere a nostro avviso, solo che poi è venuto meno il "casus belli": Pallavicino. Adesso dimostri di volere Lucarelli, se davvero ci tiene e se tutte le dichiarazioni fino a venerdi non sono frutto di arzigogoli senza costrutto della mente.

Fonte: Lorenzo Corradi per Costa Ovest