Lotito a Porta a Porta: "Stadi di proprietà"
Redazione TMW
Stadi di proprietà e una nuova legge sulla negoziazione dei diritti televisivi per l'estero per rilanciare la competitività del nostro calcio e per risolvere una volta per tutte il problema delle frange violente. Questa la ricetta che i presidenti di Napoli e Lazio, Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, hanno presentato nel corso della puntata di 'Porta a Porta' (in onda questa sera su Rai 1) sul tema "Pallone sgonfiato, la televisione lo salva". La 'battaglia' dello stadio di proprietà (la legge è già stata approvata in commissione al Senato) è un vecchio pallino del presidente biancoceleste, che oggi ha ribadito il suo pensiero. "Sicuramente il calcio italiano ha importanti peculiarità tecniche, ma con stadi del terzo mondo. C'é bisogno di impianti che siano una vera e propria casa del tifoso. Così si risolverebbero una volta per tutti non solo i problemi di violenza negli stadi - ha spiegato - ma si rilancerebbe la competitività dei club italiani. Nel nostro paese il 75% dei ricavi è rappresentato dai diritti tv, mentre stadio e merchandising rappresentano solo il 25%. Sarebbe fondamentale armonizzare le norme a livello europeo, è scandaloso che la Spagna abbia un prelievo fiscale al 27% che crea grandi sperequazioni rispetto all'Italia".
La linea di Lotito è condivisa dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che ha sottolineato anche l'importanza di modificare la legge Melandri sui diritti tv per l'estero. "Stadio proprietà è necessario. Serve un luogo deputato dove svolgere la propria attività - ha ammesso - Non bisogna criminalizzare i tifosi, che non sono violenti, ma solo quelle frange che hanno secondi motivi. Prima, questi trovavano sponda all'interno delle società, poi dopo le nuove leggi, non è stato più possibile, le società si sono adeguate creando attriti con queste frange. Diritti tv? C'é stata una gara per diritti all'estero. Vendere collegialmente va bene, se si danno in utilizzo licenziandole alle singole tv di tutto il mondo. Venduti ad intermediari non paga, è come venderle a prezzo fisso senza sfruttare fino in fondo le potenzialità del nostro calcio".




