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Lotito, le regole sono semplici: lascia andare Pandev

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Andrea Losapio
venerdì 11 dicembre 2009, 14:002009
autore Andrea Losapio
11.12.2009 14:002009
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Oggi è il giorno della verità. Alle 16 Lotito e Pandev saranno finalmente faccia a faccia, in un tribunale, per decidere del futuro: il presidente biancoceleste ha intenzione di chiedere i danni alla punta; a parti invertite, chiaramente, il macedone chiede la risoluzione del contratto - e il rito abbreviato per la decisione - a sei mesi dalla scadenza fissata al 30 giugno 2009.
Partiamo dai fatti: Pandev arriva nel 2004, dopo un prestito dall'Inter all'Ancona (venti presenze e una sola rete), e diventa uno degli idoli della tifoseria. Guadagna poco, pochissimo, e viene riscattato completamente nell'estate del 2006 per una cifra vicina ai quattro milioni di euro. Pandev cresce, gioca e segna, il Bayern Monaco e il Real sembrano in prima fila per accaparrarsi il gioiello capitolino, Lotito dice no a tutti perché vuole renderlo una bandiera.
Una bandiera che però guadagna troppo poco, e Pandev chiede un aumento contrattuale: che non arriva mai, finché il macedone non si stufa e decide di svincolarsi a parametro zero. A nulla valgono le pressioni fatte da Lotito ("Lo inchiodo alla tribuna per un anno"), perché il macedone decide di rivolgersi all'avvocato Grassani per ottenere la rescissione - come Mutarelli l'anno prima.


Arriviamo, quindi, al nocciolo del problema: Lotito ha salvato la Lazio da un fallimento molto probabile, ma ha imposto delle regole che - nel calcio fatto di contratti e precariato - non possono esistere. Il danno economico che ne deriverà dalla vicenda Pandev sarà enorme per la Lazio, giacché il giocatore si libererà a parametro zero a giugno (la Juventus pare abbia fatto un'offerta nell'ordine dei tre milioni a stagione, ma è presto per parlarne), oppure verrà piazzato a una cifra di molto inferiore al suo valore durante il mercato di gennaio. Ovviamente, dovesse ottenere la rescissione, Pandev potrebbe accasarsi a un'altra squadra in tempi brevissimi, pronto per giocare anche una coppa europea.
Senza considerare il danno tecnico che l'esclusione del macedone - congiunta a quella di Christian Ledesma - sta portando: la Lazio, senza riserve, rischia davvero la retrocessione in Serie B, nonostante ci siano giocatori del calibro di Zarate, Rocchi o Cruz: forse troppo poco per una squadra che ha battuto l'Inter a Pechino nel mese d'agosto.
Ora, un consiglio al numero uno laziale vogliamo darlo, senza voler peccare di pignoleria: il calcio ha un suo regolamento, la legge Bosman ne ha soverchiato gli equilibri, ed è giusto stare anche al gioco. Non si possono chiedere venti milioni di euro per un giocatore che l'anno dopo va in scadenza, forse solo per Cristiano Ronaldo e Messi si può fare, ma anche lì sarei dubbioso. Alle volte bisogna scendere a patti: e Lotito, per ora, non ne è capace.