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Lotito-show a Sportitalia: "Cruz non è un nostro obiettivo"

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Redazione TMW
giovedì 16 luglio 2009, 21:552009
autore Redazione TMW
16.07.2009 21:552009
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico de Luca

Su Sport Italia va in onda il Lotito show. La trasmissione inizia alle 20.30, ma il presidente, sintonizzato sul fuso orario di Roma (dice lui) arriva con un "leggero" ritardo di 30 minuti. Purtroppo, lo ringrazia il conduttore Michele Criscitiello, arriva alla fine della trasmissione. Giusto il tempo per Graziano Battisini, agente Fifa in studio, di lodare l'acquisto di Eliseu ad una cifra irrisoria e di parlare con Martino, ds della Reggina. Al suo arrivo, Lotito si prende subito tutto il tempo per ribattere e controbattere a domande, illazioni e scommesse perse. Il conduttore di Calcio Mercato apre subito cercando una sintonia con il presidente Lotito: "presidente, allora ci deve pagare una scommessa...". Lotito non si ricorda, finché Crisicitiello non gli fa fare mente locale: la scorsa estate infatti lui e Pedullà dissero al presidente che Rossi quest'estate non sarebbe più stato l'allenatore della Lazio. Lui disse che entrambi si sbagliavano. Lotito allora ha un lampo: è vero, ma i due, a detta sua, sostenevano che Rossi sarebbe andato ad un'altra squadra, cosa che in realtà non è accaduta. Questione di interpretazione. Lo stesso dicasi quando le domande entrano subito nel vivo (visti i ritardi nella scaletta del palinsesto di Sport Italia) e si comincia a parlare di mercato. Criscitiello chiede: perché Pandev, Ledesma e De Silvestri vogliono andare via? Guadagnano poco? Non si sta bene a Roma? Lotito: io le dico una cosa, quando mi sento dire "a Roma sto bene, è la città più bella del mondo, la Lazio è una grande squadra, con grandi impianti" et cetera e poi però si aggiunge "ma ho bisogno di nuovo stimoli", a me vengono in mente solo quelli fisiologici...
Risata. Sembra che la situazione si metta bene. Si insiste su Pandev. Lotito va indietro, con un feedback come direbbe lui (forse è rewind, aggiungerei io), e ritraccia tutta la storia di Goran alla Lazio, dal passaggio in comproprietà dall'Inter nell'affare Stankovic (gennaio 2004, ma lui non c'era), passando per la comproprietà con l'Udinese, fino ad arrivare alle vicende note a tutti degli ultimi tempi. Già lì se ne va mezza trasmissione. Lotito rivela di aver puntato moltissimo su Pandev sin dall'inizio della sua avventura alla presidenza della Lazio. Tanto che, mentre era ancora in vigore il piano Baraldi, convocò il macedone per rinnovargli tutta la sua stima e rassicurandolo che, non appena fosse scaduto il piano, avrebbe chiamato Pallavicino, suo procuratore, per sistemare meglio le cose dal punto di vista contrattuale. Cosa che accadde il 30 maggio del 2007.

Lotito accenna anche al fatto che Pandev, al suo primo anno alla Lazio, era «messo in ombra da Di Canio». Accosta i due come se il non aver rinnovato il contratto all'ex 9 biancazzurro, avesse in qualche modo spostato gli equilibri verso Pandev. Non è molto chiaro. Ma, d'altronde, il tempo è tiranno e non c'è tempo di spiegare benissimo certi meccanismi. Il presidente poi riesce con efficacia a spiegare la situazione Lazio/borsa/calciomercato: quando i giornali mettono in giro voci false, svalutando il valore di un calciatore della Lazio, non fanno altro che danneggiare le società quotate in borsa come Lazio, Roma e Juventus. Su Fioranelli: "è molto più che un bluff". Poi si invischia in una battaglia (non Sebastian, il giocatore...) verbale con Pedullà, dopo aver accusato lui e Criscitiello di essere ignoranti, nel senso dell'accezione originaria "che ignora". Pedullà, punto nell'orgoglio, non ci sta. E giustamente si rischia di destabilizzare il tutto. Ci pensa Criscitiello a riportare la trasmissione sui binari della correttezza. Correttezza invocata anche più volte da Lotito nel corso della trasmissione: "la Lazio pone in cima a tutto il rispetto delle regole e della moralità". Questo, d'altronde, è sempre stato un suo cavallo di battaglia (ancora lui). Così come "il pallone è per tutti, il calcio è per pochi". Presidente, chiede Criscitiello: lei si sente tra quei tutti o quei pochi? «I fatti parlano per me». Ma insomma ha anche recitato ne "i Cesaroni" e ne "L'allenatore nel pallone 2": si sente un attore-presidente? "No, semmai mi sento un presidente-tifoso, e non un tifoso-presidente". Telegrafico, alla fine sul latino: parla meglio l'italiano o il latino? «Cerco di adattarmi a voi...»...poveri mortali, verrebbe da dire. Per Criscitiello è troppo e replica in breve e di sfuggita: "infatti a volte abbiamo qualche problema di comunicazione...". Si lasciano tutti in allegria (diciamo), con la promessa di imparare il cinese. «Impareremo anche quello», spiega Lotito con un sorriso. Zài jiàn allora, ovvero "arrivederci" a Pechino...

Fonte: www.lalaziosiamonoi.it