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Mauri, l'agente: "Piace al Napoli"

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Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
mercoledì 25 marzo 2009, 13:502009
autore Redazione Lazio - Alessandro Zappulla
25.03.2009 13:502009
FotoTUTTOmercatoWEB

Senza Europa rischio rifondazione. Dopo la sfuriata del presidente Lotito, negli ultimi giorni il tema caldo in casa biancoceleste è questo. Tra i calciatori in bilico c'è senza dubbio Stefano Mauri: il brianzolo può vantare la forte stima del numero uno biancoceleste, che in tempi non sospetti aveva allacciato rapporti con l'entourage del centrocampista per discutere il prolungamento del contratto, in scadenza nel 2011. Una situazione al momento congelata, anche a causa del freddo rapporto che intercorre con il tecnico biancocelete Rossi che negli ultimi tre mesi l'ha costantemente relegato in panchina. Questa mattina l'agente del giocatore, Tiziano Gonzaga, contattato dalla redazione de lalaziosiamonoi, è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro, spiegando il momento del suo assistito e svelando le prospettive future:

Che momento sta vivendo Stefano alla Lazio?
"Si sta dimostrando un ragazzo serio, quando viene chiamato all'opera cerca di dare il meglio che può e fortunatamente questo a volte coincide con una svolta nel gioco della squadra. A livello tattico, essendo un giocatore più offensivo rispetto per esempio a Manfredini, la squadra sembra che attacchi di più".

In passato c'è stato un contatto per un eventuale rinnovo. Ora qual è la prospettiva futura di Mauri?
"Stefano ha sempre esternato la sua volontà di rimanere a Roma, perchè si trova bene, ha preso casa e ha sempre avuto massima fiducia da parte del presidente. E' chiaro che in questa situazione in cui gioca e non gioca si senta un po' un leone in gabbia. Ma penso che quando andremo a parlare con il presidente chiariremo con lui certi aspetti e sono sicuro che troverà una soluzione come sempre ha fatto".

La permanenza di Mauri a Roma è legata anche all'eventuale rinnovo contrattuale di Rossi?
"Non penso. Sono sempre stato del parere che i giocatori non devono e possono dipendere dalla permanenza dell'allenatore. Il giocatore deve fare il suo lavoro, l'allenatore il proprio. Il tecnico deve fare delle scelte, positive o negative che siano. Saranno poi altri a valutare se il suo operato è stato positivo, non il giocatore".

Il giocatore ha avuto da Rossi delle spiegazioni circa le ultime esclusioni?
"No, mi pare che non si siano mai parlati. Questo fa parte degli aspetti e delle caratteristiche di ogni allenatore. Ci sono quelli che ti parlano spesso e quelli che non lo fanno mai. Credo che un giocatore che gioca in serie A a certi livelli deve essere abituato a tutto".

C'è stato un momento in cui Mauri è stato veramente vicino all'addio?
"A gennaio ci sono state delle buone possibilità, ma il presidente mi ha subito chiamato per farmi sapere che il giocatore non era sul mercato e quindi abbiamo fatto cadere tutte le possibilità che avevamo".

Ma ad oggi qual è la situazione rinnovo? Può pesare essere uscito dal giro Nazionale?
"E' chiaro. Questi due anni fatti un po' così ci hanno fatto perdere la Nazionale. Ma io sono convinto che se dovesse riprendere a giocare con continuità si vedrà un calciatore totalmente diverso. Io non voglio fare polemica, ma credo che quando nel girone di andata ha giocato sempre, la Lazio fosse terza in classifica. Probabilmente c'era una spregiudicatezza e un modo di stare in campo diverso, poi purtroppo dopo quella brutta sconfitta con l'Inter è stata data la colpa a lui. Conseguentemente ha trovato meno spazio nella squadra. Ma sono decisioni che bisogna accettare".

Forse è stato penalizzato anche dal cambio di modulo?
"Prima giocava in un ruolo in cui non aveva molti compiti tecnico-tattici importanti di recupero a centrocampo. Giocando davanti era più libero e più determinante in fase offensiva, adesso se gioca nei tre di centrocampo deve pensare anche a difendere".

Avete mai pensato di liberarvi con l'articolo 17?
"Ho un rapporto troppo onesto con il presidente per farlo. Ripeto, quando sarò a colloquio con lui, esprimerò tutti i miei dubbi, perplessità, ragioni per trovare un accordo che accontenti entrambe le parti".

Quindi tecnico e società hanno opinioni diverse su Mauri. Se Rossi dovesse restare non avreste la voglia di cambiare aria?
"Il discorso di fondo è che certe scelte vengono fatte in base agli uomini che hai. Per assurdo, se la Lazio dovesse vendere Rocchi, Pandev e Zàrate si aprirebbero degli scenari diversi e a quel punto si potrebbe tornare a giocare con due punte ed un trequartista. Secodno me dipende molto da quello che sarà la programmazione del presidente".

Quindi fino ad ora non c'è stato nessun contatto per rinnovare?
"Ne abbiamo parlato a suo tempo, poi il presidente mi aveva promesso che doveva sistemare delle situazioni più ugenti, dopo le quali ci saremmo risentiti. Chiaro spero che ci chiami entro la fine della stagione".

Nel frattempo sono arrivate interessamenti da altre squadre?
"Stefano è un giocatore importante, quindi penso che ogni squadra di buon livello possa avere l'ambizione di rilanciare un giocatore che fino ad un anno e mezzo fa giocava in Nazionale con Donadoni".

E' un caso che lei faccia il nome di Donadoni?
"Lo faccio perchè era lui che lo faceva giocare, se fosse stato Bearzot avrei detto Bearzot".

Il Napoli è stata la squadra che più concretamente ha chiesto Mauri?
"Io so per certo che a Marino il giocatore piace molto, Donadoni l'ha chiamato in Nazionale, quindi di certo piace. Però onestamente non sono così conoscente della situazione della squadra Napoli per approfondire la cosa".

Com'è il suo umore in questo momento?
"Penso che nessun giocatore al mondo voglia ritrovarsi in panchina, questo rientra nel discorso di prima, c'è chi fa delle scelte e chi le subisce".

Quanto ha inciso l'uscita del papà di Stefano nella scorsa stagione nel rapporto con Rossi?
"Penso che è un episodio vecchio, ma probabilmente non è piaciuta a Rossi anche qualche mia uscita visto che dice di non conoscermi. Ripeto, non penso che un allenatore di serie A si possa far condizionare da certe situazioni. Se un allenatore ritiene che con Mauri in campo la squadra sia più forte e lo tiene in panchina per fare un dispetto al padre o al procuratore, mi sembrerebbe una cosa strana e paradossale".

Ma qual è il sogno di Mauri?
"Penso che in questo momento qui, la cosa che più lo disturba è aver capito di non essere più considerato a livello di Nazionale. E questa sicuramente è la cosa che gli darà più motivazione da qui al 2010".

Ma il dubbio sul futuro tecnico della Lazio può influire sul possibile rinnovo di Stefano?
"Io ritengo che un giocatore deve pensare a giocare. L'unica cosa che io non accetto è quando i giocatori non vengono pagati. Vengono retribuiti anche per accettare queste situazioni".

Mauri è considerato in bilico. Ma lei, in termini percentuali quanto vede Mauri legato al futuro della Lazio?
"Visto che il presidente lo ritiene incedibile dico al 100%. Il presidente ha sempre delle argomentazioni convincenti, potrebbe essere un buon politico".

Fonte: lalaziosiamonoi.it