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Milan da scudetto

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Redazione TMW
lunedì 9 novembre 2009, 18:392009
autore Redazione TMW
09.11.2009 18:392009
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Filippo Gabutti

Lo scudetto resta un obiettivo lontano, ma almeno non è più un tabù. Il Milan si siede al tavolo delle grandi in campionato riacciuffando il terzo posto (a -7 dall'Inter), con il merito di giocare un piacevole calcio d'attacco. Ma per restare a questi livelli Leonardo sa che la sua squadra non si può permettere quei cali di rendimento vissuti gli anni scorsi. Nelle ultime cinque partite i rossoneri hanno scalato la classifica dalla seconda metà al gradino basso del podio, conquistando 13 dei 15 punti a disposizione, mentre contemporaneamente mettevano al sicuro il passaggio del turno in Champions con due ottime prestazioni contro il Real Madrid. Come ha osservato l'ex allenatore rossonero. ora al Chelsea, Carlo Ancelotti, "dopo un inizio non buono, il Milan ha fatto molto in fretta a riprendersi". Evidentemente i risultati accrescono la consapevolezza nei propri mezzi. E Leonardo, novello allenatore in balia degli eventi all'inizio, nelle ultime settimane ha dato un'identità definita alla squadra.

Il modulo con due mediani e quattro giocatori offensivi garantisce infatti un fatturato eccellente, anche se il bottino rossonero (14 reti) è quasi la metà di quello di Inter e Juventus (29 e 25). In questo modo sono risolti i problemi di convivenza fra Ronaldinho e Seedorf, Pato non si sente più in discussione (non é un caso che si sia sbloccato), Borriello e Inzaghi si spartiscono lo spazio, e - in attesa dell'arrivo della giovane punta esterna Adiyiah - l'unico scontento resta Huntelaar. "Il Milan è fatto per aggredire", ha ripetuto spesso nelle ultime settimane Leonardo, il primo a sapere che il giorno in cui la sua squadra allenterà la presa su una partita, rischia di subire in difesa. Non tanto per la qualità di Nesta e Thiago Silva, ma perché i vari Ronaldinho e Seedorf garantiscono solo a singhiozzo la prima fase di pressing, e l'assenza di Gattuso - dovrebbe rientrare dopo la sosta per la Nazionale - si fa sentire molto. Un altro aspetto su cui Leonardo dovrà lavorare molto nelle due settimane di pausa è la gestione del risultato. Ieri contro la Lazio è andata bene, ma questo problema, ereditato dal Milan del passato, potrebbe essere cruciale se dovessero ripetersi rimonte come quella subita ad opera del Napoli. Nella sosta il tecnico brasiliano, che ha concesso due giorni di riposo ai suoi, dovrà fare a meno di tre giocatori - gli azzurri Zambrotta e Pirlo e l'olandese Huntelaar - mentre potrà seguire da vicino Ronaldinho e Pato, ancora una volta snobbati da Dunga. Alla ripresa arriverà al Meazza un Cagliari lanciato, e sarà il primo test di stabilità.