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Milanese: "Dopo la falsa partenza il Napoli sta scalando posizioni"

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Antonio Gaito
mercoledì 16 dicembre 2009, 22:392009
autore Antonio Gaito
16.12.2009 22:392009
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Intervista esclusiva della redazione di Tutto Napoli.net a Mauro Milanese, ex terzino sinistro del Napoli della stagione 1996/97. Oggi Milanese, ricordato ancora con affetto dai tifosi azzurri per il gol che rifilò al Verona allo stadio San Paolo (al 92') in quell'annata, studia per diventare Agente Fifa.

A Cagliari 75 minuti autoritari degli azzurri, poi un tentativo di harakiri durato un quarto d'ora, infine pareggio al fotofinish. Immaturità, presunzione o calo di concentrazione per gli uomini di Mazzari?

"Calo di concentrazione. Mantenere il pallino del gioco per tutta la partita è difficile, soltanto il Barcellona nel calcio moderno può farlo, poichè può disporre di grandi palleggiatori, bravissimi nel possesso palla. Era impensabile che il Napoli potesse dominare per tutti i 90' a Cagliari. La squadra sarda non muore mai, Matri era annunciato in grande forma e oltretutto in casa tende a dare sempre il massimo. Il segreto per portare a casa il bottino pieno da queste trasferte sta nel capitalizzare tutte le occasioni e capire quando bisogna chiudersi in difesa per preservare il punteggio. Il Napoli è stato punito da tre episodi, ma nonostante ciò sta trovando una propria quadratura".

La seconda rete subita al Sant'Elia è nata da un rilancio sbilenco di Zuniga, adattato per l'ennesima volta a sinistra in ruolo che stravolge il suo Dna calcistico. Circolano i nomi di Dossena e Molinaro per colmare quel vuoto. Chi prenderesti?

"Sono due giocatori diversi ma allo stesso tempo affidabili. Dossena è più fisico, mentre Molinaro ha un'andatura più leggera con maggiori propensioni difensive. Sono valutazioni tattiche che spettano a Mazzarri; a mio avviso si equivalgono".

De Laurentiis sogna l'europa. Ritieni che la coppia centrale Contini-Cannavaro sia pronta per una manifestazione continentale?

"Contini e Cannavaro giocano ad alti livelli già da parecchie stagioni. Per una competizione continentale probabilmente bisognerebbe aumentare la qualità della retroguardia magari inserendo un altro giocatore. La concorrenza è stimolante e accresce il tasso tecnico del reparto".

Si rincorrono le voci di uno scambio Cigarini-Ledesma: come vederesti il regista laziale in maglia azzurra?

"Molto bene. Stiamo parlando di un giocatore già formato ed esperto per le mansioni da regista. Cigarini è un giovane di prospettiva dalle indubbie qualità, ma bisogna capire se la proprietà azzurra avrà la pazienza di aspettare la sua completa maturazione. Avere un direttore di orchestra dotato di qualità può giovare all'intera squadra in termini di fluidità, ma non fa la differenza, è il complesso che conta".

Qui a Napoli tiene banco la questione Quagliarella. C'è chi sostiene che non sia una prima punta e soprattutto incompatibile con Lavezzi. Le tue considerazioni...

"Quagliarella è una punta atipica, di movimento e completa. Nel calcio moderno non esistono più prime punte, i ritmi sono cambiati ed anche le aspettative tattiche che gravano sugli attaccanti. Le sue potenzialità sono indiscutibili, ad Udine ha dimostrato di poter svolgere al meglio il compito di finalizzatore svariando nel tridente".

Dall'avvento di Mazzarri la squadra ha dimostrato duttilità e predisposizione a cambiare in corso la propria fisionomia tattica passando in casi estremi al tridente offensivo. Come vedresti Toni supportato da Lavezzi e Quagliarella?

"Sarebbe un tridente fantastico. Quagliarella e Lavezzi potrebbero godere di maggior libertà di movimento. Mazzarri, però, ha trovato la quadratura giusta e difficilmente cambierà lo schema in corsa".

Napoli-Chievo, investimenti totalmente diversi ma stessa posizione in classifica. Colpa della partenza falsa di Donadoni o merito del tecnico clivense Di Carlo?

"Disamina perfetta. Il Napoli sta pagando la partenza falsa di Donadoni, le aspettative imponevano una classifica diversa. Dall'altra parte, invece, abbiamo una realtà ben definita, il Chievo. Società provinciale soltanto sulla carta. Nel corso degli anni il club clivense ha meritato il grande palcoscenico della serie A, attuando una politica di investimento oculata improntata sul mix di giocatori esperti e giovani promesse. Alla fine, però, le qualità verranno fuori e il Napoli scalerà posizioni in classifica. Per bacino d'utenza e per attaccamento alla maglia questo club merita un posto in europa".

Napoli-Chievo, il pronostico di Mauro Milanese...

"Il Napoli deve stare molto attento a queste partite, nascondono insidie. La lunga striscia positiva potrebbe deviare l'attenzione. Il Chievo è una squadra frizzante ma non può vincere sempre. Azzurri favoriti".

Parlare di Verona in tema Napoli per Mauro Milanese ha un sapore speciale...

"Mamma mia, se ci penso mi vengono i brividi. Tutti sanno che tra le due città ovvero tra le due tifoserie non scorre buon sangue: una grande rivalità. Si tratta di una sfida diversa dalle altre, quasi da rivendicazione sociale. La settimana che ci accompagnò a quella gara fu caratterizzata da sfottò a distanza piuttosto pesanti. Vincemmo 1-0 al 92', rete del sottoscritto, l'apoteosi. Alcuni dirigenti mi raccontarono che dal dopo Maradona probabilmente in quella circostanza ci fu il boato più fragoroso dovuto alla gioia del gol: i palazzi adiacenti lo stadio tremarono, una felicità immensa. A distanza di anni ci sono ancora tifosi azzurri che mi fermano per strada ricordandomi l'accaduto, hanno una grande memoria storica".

Stagione napoletana dai due volti per "Hulk" Milanese...

"Inizio esaltante, incatenammo una serie straordinaria di risultati positivi. Alla vigilia di Natale eravamo secondi in classifica, i tifosi addirittura si lasciarono andare a sogni tricolore, "Vincimm' 'o scudett'" era la frase più gettonata. La seconda fase, invece, fu caratterizzata da episodi negativi che ci relegarono quasi nei bassifondi della classifca. Non c'erano dei fenomeni in quel gruppo ma sicuramente era ben assortito: eleganza di Cruz, fisicità di Boghossian e fantasia di Beto. Il rammarico più grande, però, resta la finale di coppa Italia. Credevamo di farcela contro il Vicenza, avevamo eliminato squadre più blasonate come Lazio e Inter ai rigori (Milanese figurò tra i 5 rigoristi che superarono Pagliuca, ndr), ma la gara del Menti si rivelò stregata. Caccia colpì la traversa e dopo fu espulso per proteste. Il crollo nel finale e addio sogni di gloria. A fine stagione Ferlaino cambiò 9/11 della squadra, decisi di seguire Simoni all'Inter".

Con Simoni all'Inter la gloria in coppa Uefa e lo scudetto sfumato nelle battute finali. Ronaldo & co fermati dall'incapacità dell'arbitro o dal "sistema" pre Calciopoli?

"Incapacità dell'arbitro Ceccarini. Avendo amici in comune ho saputo che sostiene ancora che lo scontro involontario ad alta velocità tra Iuliano e Ronaldo non fosse fallo, mentre a mio avviso era rigore sacrosanto e probabilmente ci avrebbe spianato la strada verso lo scudetto. Quel finale di stagione fu macchiato anche da altri episodi favorevoli alla Juventus, come il gol fantasma ad Empoli. Mi resta la soddisfazione di aver giocato con grandissimi campioni come Ronaldo e Baggio e di aver alzato l'ultimo trofeo nerazzurro di una certa importanza".

Il futuro prossimo di Mauro Milanese...

"Sto studiando in vista dell'esame di idoneità Agente Fifa, dopo un primo tentativo andato male spero di rifarmi. Sarà questo il mio futuro".

Fonte: www.tuttonapoli.net