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Monza, il campioncino Tuia si racconta

autore
Alessio Calfapietra
venerdì 4 dicembre 2009, 17:122009
autore Alessio Calfapietra
04.12.2009 17:122009

Un 2009 da incorniciare per il giovane difensore biancorosso: debutto in Serie A con la Lazio e convocazione nell'Under 21 di Casiraghi. Alessandro Tuia, un campione annunciato che è a Monza per crescere e per dare un contributo importante alla squadra di mister Cevoli.

Da Civita Castellana alla Serie A con la Lazio: una rapida scalata in soli 10 anni
"Ho iniziato a giocare all'età di 8 anni - confida Tuia attraverso il portale acmonzabrianza.it - nella scuola calcio del mio paese fino a che nel 2000, durante un torneo parrocchiale al quale ha partecipato anche la Lazio, ho conosciuto Volfango Patarca, direttore della scuola calcio che mi chiese di fare un provino. Quello fu l'inizio della mia avventura biancoceleste"

Un percorso quello alla Lazio, reso ancor più prezioso da una presenza costante anche nelle Nazionali dall'U15 a salire
"Ho collezionato 31 presenze nelle nazionali under, giocando il più delle volte in categorie sotto età ovvero con ragazzi più grandi di me: questa è stata una situazione che si è ripetuta diverse volte anche alla Lazio. Devo dire che la Nazionale mi ha dato tante gioie ma anche tanti dolori come l'infortunio al crociato rimediato durante uno stage con l'Under 19 che mi ha costretto a stare lontano dai campi per circa 5 mesi"

Come hai reagito a quell'infortunio?
"All'inizio mi è caduto il mondo addosso anche perché a 17 anni non sapevo cosa aspettarmi. Poi la voglia di tornare in campo mi ha permesso di recuperare in tempi più brevi rispetto a quelli previsti per quella tipologia d'incidente. Questo episodio mi ha fatto capire che la vita non è sempre rose e fiori e che bisogna sapere affrontare le difficoltà con spirito positivo"

Poi è arrivata anche la convocazione nell'U21 di Casiraghi per la qualificazione agli Europei che ti ha fatto entrare di diritto nella storia del Monza come primo giocatore chiamato in Nazionale
"Per me è stata una grandissima sorpresa nonchè una bella soddisfazione, anche se poi sono stato costretto a rinunciare a causa di un infortunio. Ho vissuto la convocazione come un premio all'impegno che ho sempre messo nel giocare a calcio; è giusto condividere questo riconoscimento con tutte le persone che mi hanno aiutato qui a Monza e alla Lazio".

Come dicevi, sei stato scoperto da Volfango Patarca: grazie a lui sono emersi talenti come Di Canio, Nesta, Di Vaio e Di Biagio. Dato che a Roma ti definiscono già il "nuovo Nesta", non ti senti sotto pressione?
"Amo il lavoro che faccio e mi diverto tantissimo nel farlo, quindi di pressioni non ce ne sono. Poi il paragone tra Nesta e me non esiste proprio: io non so ancora cosa potrò fare mentre lui ha dato tanto alla Lazio riportando uno scudetto e vincendo addirittura un Mondiale. C'è da lavorare parecchio e so che dipende tutto da me"

Cosa ti ha spinto a scegliere Monza?
"Quest'estate ho ricevuto proposte da diverse squadre, ma alla fine ho scelto Monza perché presentava un progetto serio e la società era la più adatta per crescere. Con il senno di poi sono certo di aver fatto la scelta giusta dal momento che mi trovo benissimo sia con i compagni che con tutto lo staff: siamo una grande famiglia"

Come vivi la tua esperienza in Brianza: un percorso di crescita o un passaggio obbligato per poi tornare a categorie superiori?
"Sono consapevole di dover crescere ancora molto: l'anno scorso ho giocato solo una partita in Serie A e quindi non posso paragonare l'esperienza accumulata in una Primavera con quella che ti può dare un campionato di Lega Pro. Non ho la presunzione di aver conquistato nulla: c'è sempre da imparare e credo che per diventare buoni giocatori si debba esserne sempre consapevoli".

Si sta per concludere il girone d'andata. Puoi fare un punto della situazione?
"Siamo partiti con un gruppo nuovo e abbiamo avuto delle difficoltà iniziali che ci hanno un po' penalizzato, ma siamo riusciti a venir fuori come gruppo conquistando anche vittorie importanti. Le sconfitte successive sono state frutto di un fattore mentale e di sfortuna: con la Paganese abbiamo sbagliato tanto, a Lumezzane non siamo stati capaci di entrare in partita e a Crema ci siamo fatti rimontare"

I tuoi genitori erano favorevoli al tuo sogno di diventare un calciatore?
"Mia madre era ed è tuttora molto apprensiva per la paura che potessi farmi male, ma credo sia normale per un genitore preoccuparsi. Per fortuna ha capito e mi ha permesso di poter realizzare il mio sogno di diventare un calciatore: anzi devo ringraziare la mia famiglia per tutto quello che mi ha dato e che mi dà ancora adesso"

Sei una persona vanitosa?
"Assolutamente no, anzi sono una persona forse troppo timida che però sa tirare fuori le unghie quando necessario. Sempre grazie alla mia famiglia sono riuscito a restare sempre con i piedi per terra e ad affrontare la mia carriera calcistica con umiltà e voglia di migliorare continuamente"

Com'è stato allontanarsi da casa?
"l primo giorno è stato un po' traumatico, ma poi è bastato mettere il piede in campo perchè passasse tutto. Questo grazie a compagni straordinari come quelli che ho trovato qui a Monza e con i quali condividiamo buona parte del tempo anche fuori dal campo"