Napoli, una sconfitta con tanti interrogativi
Vincenzo Vitiello
Continua la striscia di risultati negativi o, quantomeno, di mancate vittorie della squadra partenopea in trasferta. L'ultimo successo degli azzurri, lontano dalle mura amiche, risale ad un anno fa quando una 'giocata' di Lavezzi permise al Napoli di espugnare l'Olimpico sconfiggendo la Lazio.
Questa volta a Genova la squadra azzurra non ha potuto ricorrere alle invenzioni di Lavezzi in quanto, per una decisione di Donadoni di non schierare ad inizio partita alcuni giocatori reduci dagli impegni delle loro Nazionali, il Napoli ha affrontato un Genoa, imbattuto nelle prime due giornate di campionato ed al top della condizione psicofisica senza l'apporto, nella formazione iniziale, di Lavezzi e Gargano oltre al mancato utilizzo di Zuniga, Datolo, non convocati, e di Hoffer, giovane e promettente attaccante acquistato anche per sostituire il 'Pocho' in caso di necessità. Un Napoli, quindi, largamente rimaneggiato privo inoltre di Santacroce e Denis due giocatori su cui la società puntava molto ma che, sembra, non riscuotano la fiducia di Donadoni.
Una sconfitta che presenta una sola attenuante per la squadra napoletana ovvero la decisione del Sig. Tagliavento di accordare al Genoa un rigore molto dubbio permettendo ai rossoblu di pervenire al pareggio ed al riequilibrio dei giocatori in campo in seguito alla conseguente espulsione di Campagnaro. La giornata infelice della terna arbitrale era iniziata con l'allontanamento dal rettangolo di gioco di Criscito per una parola irriguardosa rivolta al direttore di gara. Successivamente, Tagliavento, poco attento a placare gli animi dei giocatori genoani, convinti di aver subito un'ingiustizia, ha provveduto, frettolosamente e generosamente al 50' del primo tempo, a ristabilire l'equilibrio in campo sotto il profilo del risultato e della parità numerica dei giocatori. Ad inizio ripresa, l'arbitro di Terni grazia Contini, già ammonito nella prima parte della gara, meritevole almeno di un ulteriore cartellino giallo che avrebbe prodotto la conseguente espulsione del giocatore.
Roberto Donadoni, non solo ha preferito schierare, ad inizio partita, una formazione priva di alcuni giocatori titolari ma ha effettuato, tardivamente, le sostituzioni di un Cigarini non ancora nella migliore condizione e di Pià, volenteroso ma di nessun aiuto al compagno di reparto Quagliarella, con Gargano e Lavezzi. L'uruguagio e l'argentino hanno dimostrato che la loro condizione fisica non era tale da richiedere uno stop per recuperare un presunto stato di affaticamento. Forse sarebbe stato più opportuno inserirli in campo dopo il vantaggio del Napoli, infatti con il Genoa, ridotto in dieci e determinato a recuperare il risultato, l'aggressività di Gargano in fase di tamponamento ed il talento unito alla velocità di Lavezzi, avrebbero permesso alla squadra azzurra di approfittare degli spazi concessi loro dagli avversari, per affondare il colpo del ko.
Una nota positiva è data dalla conferma di Hamsik su altissimi livelli e non solo per il bel gol realizzato ma anche e, soprattutto, per la lucidità nel mettere in pratica il suo gioco fatto di tentativi per dare profondità alla manovra,opportuni appoggi e passaggi illuminanti ai compagni di gioco.
L'interrogativo che tiene banco dalla fine della recente campagna acquisti del Napoli, caratterizzata dal mancato completamento dell'organico per poter permettere a Donadoni di effettuare qualche opportuno turn-over, a Marassi ha trovato un prima risposta: I 'compitini' assegnati a Pazienza, Pià ed Aronica mettono in rilievo che il Napoli, attualmente, non può fare a meno dei suoi 'gioiellini' se vuole ambire ad occupare un posto di rilievo nella èlite del cacio italiano.




