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Oliviero Beha: Fiorentina, una lotta all'ultimo stadio

Oliviero Beha: Fiorentina, una lotta all'ultimo stadioTUTTO mercato WEB
Diego Della Valle
© foto di Federico de Luca
giovedì 2 luglio 2009, 07:512009
di Redazione TMW.
fonte di Oliviero Beha per www.olivierobeha.it

Caro Diego, Le scrivo pubblicamente con l'intenzione di facilitarLe il lavoro, come forse converrà dopo la lettura di queste righe. Forse per il tifoso sarebbe più divertente che mi occupassi qui, all'insegna della "bastianite contraria", del mercato, dei soldi che ci sono o non ci sono, dei Vargas/Melo cedibili o incedibili (cedibili, cedibili...dia retta...) e delle necessità tattiche della Fiore. Ma come forse tutti dovrebbero sapere, e Lei in primis per il ruolo imprenditoriale che svolge sul palcoscenico nazionale e internazionale, le imprese si costruiscono dal basso, dalle fondamenta. Nel caso del calcio, dal bilancio sano di un club, dal suo rapporto con la città e la cittadinanza, dalla serietà e dalla continuità del lavoro di tutti, dalle "maschere" dello stadio fino ai vertici della società passando per dirigenti,tecnici e giocatori. Dove voglio andare a parare, evocando "fondamenta" e "stadio"? Proprio lì, ha indovinato. Adesso il sindaco c'è ed è tifoso quanto o più del suo predecessore, l'esigenza dello stadio è rimasta intatta, la necessità secondo Prandelli ma non solo lui del centro sportivo pure e ormai da anni: che vogliamo fare? E perché ancora non è stato approntato almeno il centro sportivo dopo l'esperienza eufemisticamente dubbia di Incisa e del "violone" (il vino di quelle colline...)? E c'è davvero bisogno di uno stadio nuovo, e perché? E quanto le sue iniziative di imprenditore si accordano e si fortificano reciprocamente con quelle di patron della Fiorentina? Sono solo le domande principali che mi permettono di collegarmi alla prima riga di questa lettera, laddove vorrei "facilitarLe" il lavoro attraverso un pubblico dibattito sul tema e un appoggio popolare consapevole e non scapato, cioè senza impegno di testa ma solo assonanza di cuore tifoso.

Vede, Della Valle, c'è in giro una confusione abnorme sotto il cielo italiano, e quindi anche sotto quella parte di cielo calcistica che si mischia inseparabilmente alle altre. Voglio dire che non ci si pone il problema di ipotizzare che cosa sarà il calcio nei prossimi anni da ogni punto di vista, e quindi di che cosa esso avrà primariamente bisogno, e di quale tipo dovranno essere gli stadi che si renderanno necessari. Quindi in attesa dell'applicazione pratica ossia dei cantieri, c'è mi pare molta approssimazione teorica su un "progetto" (parola ormai d'ordine non coniata ma strautilizzata da Lei) che invece dovrebbe guidare i fatti e le opere. Intendiamoci: questa confusione o immaturità problematica non dipende da Lei,e anzi Lei è stato tra i più svegli degli ultimi anni in ogni senso. Ma se si illude di poter andare avanti da solo "come se" non fosse l'intiero contesto che ha bisogno di essere rivisitato, beh, temo che stadio o non stadio invece che godere del buono pagherà il cattivo che c'è in questa confusione. Che dice, è un tema che può avere diritto di cittadinanza a Firenze, in Lega, in Federazione? Oppure continuerà il derby stadio sì-stadio no e dove?
stia bene,
suo O.B.