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Parma, Guidolin: "Il rammarico è tanto"

Parma, Guidolin: "Il rammarico è tanto"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico de Luca
mercoledì 26 agosto 2009, 09:302009
di Redazione TMW.
fonte fcparma.com

"A distanza di quasi 48 ore aumenta il rammarico - dice l'allenatore del Parma FC Francesco Guidolin alla ripresa degli allenamenti dopo il pareggio alla prima giornata di campionato domenica sera ad Udine - con un pizzico di delusione che nasce da alcune considerazioni: la prima è che se avessimo vinto saremmo stati l'unica squadra che lotta per salvarsi a farlo nella prima giornata di campionato; la seconda: domenica prossima affronteremo il Catania, nella partita di inizio stagione più difficile di tutte, visto che sarà uno scontro diretto tra due squadre che puntano alla salvezza, ed affrontarla con tre punti sarebbe stato meglio; la terza: il Parma non vince in trasferta in Serie A da due anni, e cominciare con una vittoria lontani dalle mura amiche sarebbe stata una grande cosa; quarta ed ultima considerazione: va da sé che lo scalare dei punti che ci separa dalla quota salvezza, che è il nostro pensiero principale, con la vittoria ad Udine sarebbe cominciato con un grande passo in avanti. Evidenziati questi punti, sapendo quanto difficile è vincere, farlo in Serie A e farlo in trasferta, io ringrazio chi dice che abbiamo disputato una buona gara, ma il rammarico è più forte."

Francesco Guidolin, quali sono le sensazioni alla ripresa degli allenamenti?
"A distanza di quasi 48 ore aumenta il rammarico, con un pizzico di delusione che nasce da alcune considerazioni: la prima è che se avessimo vinto saremmo stati l'unica squadra che lotta per salvarsi a farlo nella prima giornata di campionato; seconda: domenica prossima affronteremo il Catania, nella partita di inizio stagione più difficile di tutte, visto che sarà uno scontro diretto tra due squadre che puntano alla salvezza, ed affrontarla con tre punti sarebbe stato meglio; terza: il Parma non vince in trasferta in Serie A da due anni, e cominciare con una vittoria lontani dalle mura amiche sarebbe stata una grande cosa; quarta ed ultima considerazione, va da sé che lo scalare dei punti che ci separa dalla quota salvezza, che è il nostro pensiero principale, con la vittoria ad Udine sarebbe cominciato con un grande passo in avanti. Evidenziati questi punti, sapendo quanto difficile è vincere, farlo in Serie A e farlo in trasferta, io ringrazio chi dice che abbiamo disputato una buona gara, ma il rammarico è più forte."

Ha rivisto la partita?
"No, la partita è in testa. Ho rivisto alcune immagini ma la partita è nella testa: c'è bisogno di fare alcune considerazioni logiche, fermo restando che l'Udinese ha avuto diverse occasioni per andare a rete, e Mirante è stato molto bravo in diverse circostanze: non consentire all'Udinese di tirare in porta è impossibile per il Parma, ma lo è anche per l'Inter. La partita, però, si è svolta in un certo modo, e noi siamo andati tanto vicini alla vittoria, e non essere stati in grado di raggiungerla mi fa arrabbiare non poco."

Forse il vero e proprio peccato originale del Parma è quello di non riuscire a vincere in trasferta in Serie A da più di due anni...
"Forse sì, anche se poi il 2-2 è arrivato dopo un'ingenuità occasionale. Indubbiamente noi paghiamo un po' di inesperienza: questo sarà il motivo ricorrente, e noi dovremo fare presto a metterla nel nostro bagaglio questa esperienza, perché non servono dieci anni per fare esperienza, può bastare anche una sola partita. Bisognerà fare tesoro dei nostri errori, questa è la cosa più importante. Incominciamo una nuova settimana di lavoro che finirà con la partita più difficile di questo inizio di stagione: affrontiamo una squadra di carattere, di temperamento, squadra del sud, perciò dovremo preparare la gara molto bene."

Si può dire, però, che la preparerete con un po' di serenità in più?
"Le sensazioni e gli stati d'animo devono essere bilanciati: io ero molto preoccupato domenica prima della partita, ma dentro di me, se ero preoccupato, ero altrettanto fiducioso, perché io ho fiducia in questi ragazzi. Certo, dopo un precampionato come il nostro solo un folle non sarebbe stato preoccupato... La troppa serenità può essere cattiva compagna di viaggio: il messaggio che mando alla squadra è che l'allenatore ha fiducia nei ragazzi che sta allenando, perché ho visto che la squadra segue, ha spirito di abnegazione, è concentrata, tenta l'impresa, segue le disposizioni. Questi sono tutti dati positivi che abbiamo visto domenica: se noi ci dimentichiamo anche solo di uno di questi fattori sono guai seri per tutti. La cosa positiva è che i giocatori devono sapere che l'allenatore ha fiducia in loro, perché li ho visti fare in campo per 95 minuti quello che avevo chiesto loro di fare."

Come nasce un capolavoro tattico come quello di domenica?
"Questa difesa l'avevamo provata in amichevole, l'avevamo provata a porte chiuse; Morrone vertice alto del centrocampo l'avevo provato qualche volta anche lo scorso anno in allenamento: è il mio lavoro cercare quante più soluzioni possibili con i calciatori che ho a disposizione, e poi io ho dei validi collaboratori. Siamo in riunione perpetua anche quando andiamo a mangiare un boccone fuori assieme. Ero sicuro che Mirante avrebbe fatto bene, così come può fare bene Pavarini, perché sono allenato da Lorenzo Di Iorio; sono sicuro che non era un problema di condizione fisica precaria quello che ci ha fatto uscire dalla Coppa Italia contro il Novara, perché lo staff è composto da dei preparatori atletici in gamba; e poi al mio fianco, per quello che riguarda gli aspetti tecnici, c'è il mio vice Diego Bortoluzzi, che è stato il primo, mentre io lo pensavo, a suggerire di provare la difesa che poi è scesa in campo ad Udine: questo è il nostro lavoro di equipe, ed io sono molto contento dei miei collaboratori."

In fase di attacco domenica sera Morrone sembrava quasi allineato ai due esterni d'attacco, in una sorta di 4 2 3 1...
"Sì, per voi amanti dei numeri potrebbe essere questo il sistema di gioco, anche se il lo chiamo 4 5 1, ma da dieci anni a questa parte, perché è dai tempi del Vicenza che adotto questo sistema di gioco. A me piace essere più umile, ed è per questo che lo chiamo 4 5 1, per trasmettere umiltà alla squadra."

Quello utilizzato ad Udine è un modulo da trasferta?
"No, non credo. Non so neanche se lo riproporremo, vedremo. Non dipende dal sistema di gioco, ma dal modo di interpretarlo e dalla concentrazione dei ragazzi. Non è con il sistema che si vincono le partite."

Da domani e fino a venerdì, i quotidiani saranno pieni di articoli sul calciomercato...
"Io personalmente preferirei che i giochi fossero già chiusi e che la nostra rosa fosse già sistemata all'inizio del campionato, e del mio stesso avviso credo siano anche tutti gli altri allenatori. Detto questo, dovremo essere bravi a pensare solo al Catania."

Ieri sera il Presidente Ghirardi ha fatto il punto della situazione parlando di Vantaggiato e Leon: mentre il primo sta recuperando dall'infortunio, il secondo sarebbe fuori dai piani tecnici e societari...
"Io di questi argomenti non parlo: ho parlato in modo chiaro con la mia società, pubblicamente non una parola. E peraltro la sintonia con la società è totale."

Bojinov non è ancora pronto?
"Bojinov non è ancora al 100%: Valeri è un grande giocatore. Purtroppo ha subito due gravi infortuni che l'hanno tenuto fuori dai giochi, perciò lui deve lavorare molto e farsi trovare pronto quando chiamato in causa, perché con un colpo ti può cambiare la partita, come ha fatto Di Natale, per intenderci, ma bisogna stare bene. Comunque lui è a disposizione."