Roma, Spalletti: La conferenza stampa completa prima del Milan
Redazione TMW.
La conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti alla vigilia di Milan-Roma.
Che partita sarà Milan-Roma? Maldini giocherà l'ultima partita a San Siro della sua carriera...
"Mi mette tristezza e malinconia il fatto che lasci il calcio uno come Maldini. Lui è uno spot nel vero senso della parola, soprattutto nella maniera in cui ha praticato il calcio. Sarebbe bene che questi campioni non finissero mai di dare lezioni di comportamenti. Verrebbe voglia di far vincere a Maldini anche quello che non ha mai vinto, anche se mi sembra poco. Gli auguro di vincere quelle cose che non ha vinto anche dopo il ritiro, proprio per come si è sempre comportato dentro e fuori dal campo. Per lui sarà un motivo in più per trasmettere alla sua squadra determinazione per vincere anche questa partita. Per noi sarà un ulteriore pericolo. Partita di grandissimo livello. Sia per la posta europea in palio, sia per il livello delle due squadre. Sono fiducioso, ma sarà una gara difficile. Anche se dobbiamo andare lì per fare risultato".
Nuovo stop per Baptista. Possibile vederlo in campo domani?
"Ieri ha preso un colpo sotto il ginocchio e gli si è infiammato il tendine. Devo valutare, ancora adesso ha un ematoma e in questo momento non potrebbe scendere in campo perché ha dolore".
Juan giocherà?
"Lo spero. Domani mattina gli parlerò. Oggi mi ha chiesto di finire dieci minuti prima l'allenamento perché stava caricando troppo il muscolo a rischio. Se lui
se la sentirà, domani lo farò giocare".
Il suo futuro. A che punto siamo?
"Ho già parlato e rimane quello che ho detto precedentemente".
Resterebbe alla Roma in caso di cambio di proprietà?
"Da un punto di vista professionale la famiglia Sensi mi ha dato molto. Al di là di qualche battuta o alcune cose dette, ho sempre avuto un buonissimo rapporto con loro. Quindi non cambierebbe assolutamente niente. Poi per quello che riguarda la mia posizione e per quello che ho letto anche oggi sulla possibile trattativa societaria non entro in merito perché non ho nessun dettaglio per poter commentare".
Da lettore che impressione si è fatto di Fioranelli?
"Non lo conosco per cui sarebbe sbagliato commentare. Dietro alla Roma ci sono degli interessi importanti, come ad esempio la costruzione del nuovo stadio. Stadio che sarebbe importante per i nostri sportivi e sarebbe fondamentale anche nel resto d'Italia. Proprio per quanto riguarda il rapporto tra tifosi
e stadio. Se fosse per me i tifosi li farei addirittura partecipare al progetto e scegliere le caratteristiche dell'impianto".
Ha mai avuto contatti con la Juventus?
"No".
E' corretto dire che lei è in attesa di sviluppi?
"Ognuno tenta di dargli il taglio che più che gli fa comodo. E' soggettivo".
Le sono arrivati i complimenti di Ferguson?
"Sì, mi sono arrivati. L'ho visto e penso che sia un grande allenatore anche perché è attento a tutti questi rapporti, e come ho già detto prima frequentando poi quelle riunioni con quegli allenatori di questo rango si imparano moltissime cose e lui è uno di quelli che può insegnare a tutti. Mi fa piacere che lui abbia citato il mio nome e mi piacerebbe ritrovarlo nel futuro da avversario".
Domani ci sarà anche l'addio al Milan di Carlo Ancelotti.
"Quelli che fanno il mio lavoro devono essere sempre pronti a cambiare squadra soprattutto nel nostro calcio. Lui è stato sicuramente qualcosa di particolare per quello che ha vinto nel Milan, in tutti gli anni che ha gestito e per come ha gestito. Per cui può direi che sia arrivato il momento, anche se poi leggo qualcosa ma l'ufficialità deve darla lui e non mi sembra abbia lanciato segnali in questa direzione. Io gli auguro tutto il meglio possibile. Carlo Ancelotti è uno di quelli che nel suo lavoro ha fatto una carriera tipo Maldini, si è sempre comportato bene, un vero signore. Un grande allenatore e una grande persona. Grazie a Bruno Conti è anche un grande amico perché ci siamo detti delle cose nel nostro frequentarci che si di solito si dicono agli amici".
Che modulo adotterà domani, 4-2-3-1 o rombo?
"Si può vedere di fare un po' tutti e due. Bisogna essere bravi. Poi secondo me cambia poco per quella che è la nostra squadra e le qualità dei nostri calciatori. In un modo o nell'altro poi cerchiamo sempre di usare le qualità e le componenti di tutti e due i moduli".
Ipotizzare una squadra con Totti, Vucinic e Menez in campo è esagerato?
"Si, va un pochettino ad essere interessato lo stato di condizione dei calciatori. Devo tenere presente anche quelli che potrebbero essere i cambi. In base anche alle possibilità di forma dei miei elementi. La formazione la faccio sempre il giorno della partita perché ci sono alcune cose che si possono modificare, ad esempio vedere Baptista come sta e altre cose".
Non le dispiacerebbe lasciare a qualcun altro il posto nel momento della vendita della società?
"Sono d'accordo quando dici che la Roma sia salita su u livello che al di là del dettaglio o del particolare che bisogna imparare a riconoscere e che fanno la differenza. Apro una parentesi che è quella di un confronto su quello che ha fatto la Lazio e quello che ha fatto la Roma: la differenza è un calcio di rigore. Ti fa cambiare una stagione se lo fai, uno sbagliato te la fa apparire completamente diversa e poi ci si costruisce sopra duemila discorsi ma di fatto un calcio di rigore dove fai gol e uno sbagliato. Questi particolari fanno la differenza e lo debbono sapere i calciatori. I rigori sono una componenti che si usa di frequente nelle nostre competizioni e anche questa bisognerà allenarla in una maniera corretta e giusta anche se poi metterli davanti in una situazione dove lo stato emotivo diventa sempre più difficile, l'allenamento non sarà mai vero ma si può dare un contributo e andranno allenati bene. La Roma è una squadra di livello ed è cresciuta insieme alla società ed ha nelle potenzialità quelli che sono stati i risultati con i grandi club del mondo, qualche volta perdendo e altre volte vincendo e facendo risultati limpidissimi. Questo è il dato di fatto fondamentale, al di la del fatto che rimanga un giocatore o un allenatore. Che ci sia la possibilità di lavorare in un certo modo perché la squadra è forte e non ci saranno problemi, soprattutto per i nostri tifosi che è la cosa da tenere conto, l'affetto, il sostegno e la stima dei nostri sostenitori. Li ringrazio per lo striscione di domenica, per la stima che mi hanno evidenziato, avrei fatto brutta figura nel non ringraziarli. Ricambio la stima".
Per raggiungere gli obiettivi del prossimo anno cambieresti più di cinque elementi?
"Per me è fondamentale capire quello che può dare la squadra domani, visto che leghiamo le possibilità del prossimo anno a quello che sarà il risultato di domani. Rimaniamo dentro la riserva senza andare fuori, che diventa importante fare questo in un momento delicato e viste le due partite che andremo a giocare. Si vedrà dopo quello che bisogna analizzare anche perché vorrebbe dire chiamare in causa alcuni giocatori che hanno dato tantissimo e non lo reputo corretto in un momento delicato come questo".
Quale è la squadra che teme di più tra Palermo ed Udinese?
"Siamo davanti a queste due squadre, abbiamo la possibilità di giocarcela dipendendo dai nostri risultati. Dobbiamo rafforzare questo concetto, ci deve essere la convinzione della nostra forza nella testa dei calciatori e la ricerca della determinazione corretta per portare a casa dei risultati".
Cosa ha influito di più, il rigore in Supercoppa o quello in Champions?
"Hanno influito tutti e due perché poi porti a casa graduatorie, titoli importanti che rimangono. In pratica è una rincorsa dagli 11 metri. Chiaro che poi il seguito di un evento di questo genere viene un po' condizionato perché non è facile soprattutto nel nostro calcio. Guardiamo l'Udinese, ha iniziato il campionato vincendo delle partite la squadra si è caricata e parlavano di vittoria del campionato. Poi hanno avuto un periodo di flessione dove c'era il rischio che cambiassero l'allenatore pur avendo fatto un ottimo lavoro, poi è ripartita ed ha inanellato una serie di risultati positivi. Quello che è un risultato può condizionare le successive 3/4/5 partite perché le convinzioni dei ragazzi vengono dietro il gesto portato a termine in maniera positiva, il gollettino. Uno si esalta in questo consumare le condizioni di gioco e fa si che ti girino a favore i risultati, o conseguenza".
Ha un accorgimento particolare per i tre davanti del Milan?
"I nostri giocatori, gente come Inzagji, come Kakà li conoscano abbastanza bene. Anche se poi dovremmo stare attenti ad alzare la linea difensiva perché Inzaghi è bravissimo a buttarsi la indietro con tempi giusti. Bisogna essere bravi a non fare prendere velocità a Pato con la palla sui piedi perché poi quando ti affronta in velocità ti crea problemi. Kakà che si va a mettere una volta a destra e una volta a sinistra va a cercare la posizione da solo, per cui bisognerà essere bravi a prevenire sempre questi tipi di attacchi ed essere bravi con il resto della squadra, ad essere sempre corti".
La finale di Champions League è una finale giusta?
"E' difficile per me valutarlo, anche il Chelsea l'avrebbe meritata. Poi avere una squadra in finale dove la Roma gli aveva fatto 3 gol poteva dire qualcosa in senso positivo verso la forza di questa squadra. Manchester e Barcellona sono due squadre che giocano un calcio diverso e che vederle di fronbte sarà un bello spettacolo per tutti".
Andrà allo stadio?
"Si, ringrazio la società che mi ha trovato i biglietti, che fatica, ma ce l'ho fatta. Partecipo volentieri, sarà un grande spettacolo ed un grande evento per la nostra città che è un simbolo nel mondo e visto che tutti vengono a creare tutti questi eventi a livello mondiale nella nostra città bisogna farsi trovare preparati e pronti a convivere con questi eventi e ad essere accoglienti per riuscire a dare ancora più visibilità di quella che ha. Se noi ci si comporta come Roma ad essere accoglienti ed a andare a braccetto con quelli che sono gli eventi per mandare un segnale al mondo dello sport".
Non ha mai avuto a che fare con Fioranelli neanche come procuratore dei giocatori?
"No".
I suoi collaboratori stanno lavorando per la prossima stagione?
"Si, Conti e Pradè stanno facendo il loro lavoro".
Il preparatore atletico ha abbozzato delle date del ritiro?
"Tutti si adoperano per la crescita e la continuazione del lavoro, fa parte della professione e del ruolo. Fino all'ultimo minuto".




