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Rovigo, Sesa: "Non sottovalutiamo il Catania. Quagliarella risorgerà"

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Redazione TMW.
venerdì 6 novembre 2009, 10:572009
autore Redazione TMW.
06.11.2009 10:572009

Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net a David Sesa ex attaccante di Lecce e Napoli, attualmente in forza al Rovigo. La seconda punta elvetica ha collezionato in maglia azzurra 75 presenze condite da 4 reti. Uno dei suoi sigilli griffò la vittoria partenopea in quel di Catania nel 2002. Vanta anche 36 presenza con la maglia della sua nazionale, un gol il suo score.

Ciao David, come stai e come procede la tua avventura al Rovigo.
"Sto molto bene, grazie. Al Rovigo mi diverto, mi mantengo in forma e do una mano alla società. E' un modo per studiare e pianificare il mio futuro che spero possa essere ancora nel mondo del calcio."

Allenatore, agente, direttore sportivo...Cosa vuoi fare da grande?
"Il calcio è la mia passione, la mia vita. Per ora, per cultura calcistica personale, studio da allenatore e ho il patentito di terza categoria. Proverò a superare l'esame per quello di seconda. Non mi precludo nessuna strada. Amo questo sport e qualsiasi ruolo, in un progetto serio, andrebbe bene. Sono in contatto costante con la federazione Svizzera e sarei onorato di fare qualcosa anche per il mio paese".

Una punizione vincente al 95' di un Lecce - Inter e il tuo nome fu subito su tutti i giornali. Si parlò di un grande talento da seguire con attenzione. Poi una inspiegabile parabola discendente. Quali i motivi?
"Fino a quando ho vestito la maglia del Lecce credo di aver sempre giocato al meglio delle mie possibilità tanto più che ero titolare in nazionale svizzera. Poi la scelta di venire al Napoli, che rifarei sempre, l'ho fatta in un momento particolare per la storia del club. La squadra era appena tornata in A, certo, ma la società non viveva il suo miglior periodo storico. Ci ho messo anche del mio, ma non ho avuto la fortuna di trovarmi al posto giusto nel momento giusto".

Cosa ha impedito a Sesa di sviluppare a Napoli il suo interessante potenziale tecnico? Troppe aspettative?
"Napoli è una piazza strordinaria, ma particolarissima. E' scontato dirlo, ma il fatto che ci siano troppe pressioni è la pura verità. Anche altri miei compagni ebbero difficoltà. Il mio Napoli sulla carta aveva giocatori di spessore e, sai, quando sono in tanti ad avere un rendimento altalenante, si complica il discorso per ogni singolo. Io ero reduce da due stagioni esaltanti al Lecce e tante squadre importanti si erano interessate a me. Non credo che abbia dimenticato come si gioca da un giorno all'altro. Probabilmente ho commesso l'errore, in alcuni momenti, di non instaurare un dialogo con i tecnici che si sono succeduti. Ognuno deve svolgere il suo compito ed io, per rispetto, non ho mai voluto fare pressione sugli allenatori quando stavo particolarmente in forma. Forse, al di là dell'impegno che non è mai mancato, ho preteso poco da me stesso, e i troppi avvicendamenti in panchina non mi hanno agevolato".

Per strapparti al Lecce, nel 2000, il Napoli sborsò 14 miliardi. Zeman dichiarò di non volere Roberto
Baggio perché aveva Sesa.
"Sinceramente non ricordo queste dichiarazioni di Zeman. Il Napoli investì una cifra importante perché con la squadra pugliese avevo disputato due incredibili stagioni in serie A, mica in categorie inferiori: siglai gol e tanti assist decisivi".

All'esordio di campionato del ritorno in A, stagione 2000-2001, un primo tempo da brivi al San Paolo contro la Juve, che poi vinse in rimonta. Tante speranze, poi solo amarezze e la retrocessione...
"Ricordo benissimo quella notte al San Paolo. Prima di campionato, stadio stracolmo, una festa. Feci l'assist a Stellone per il momentaneo vantaggio contro i bianconeri: un boato incredibile. Fu un primo tempo stupendo: tutti partimmo a mille caricati da un tifo infernale. La società prese i giocatori che aveva chiesto il tecnico boemo, poi venne a mancare la fiducia troppo presto. Le squadre che ha allenato Zeman, Roma, Lazio, Foggia, sono sempre venute fuori alla distanza. Fu preso Mondonico, un allenatore che predicava un calcio troppo diverso rispetto ad un organico costruito in funzione di un disegno tattico offensivo. Troppa confusione. Io avrei continuato con Zeman".

Potendo giocare con la macchina del tempo, cambieresti qualcosa della tua esperienza partenopea?
"Direi di no perchè giocare a Napoli per me è stato un sogno a prescindere da ogni problema. Approdare in questa squadra non è una gioia che capita a tutti. Ripeto, la vita è fatta anche di fortuna ed io sono giunto a Napoli in un periodo in cui la buona sorte non giocava certamente a favore. Anche in serie B, ad esempio, arrivammo quinti a pochi punti dalla quarta che all'epoca andava in A. Ricordo, tra le tante sfortunate, la partita interna contro la Reggina (1-1, Savoldi , Vidigal, ndr). Vincendo avremmo strappato il quarto posto proprio ai calabresi, ed invece tra legni e gol clamorosamente falliti, svanì il sogno di tornare subito in A. Salirono squadre meno attrezzate di noi, come del resto l'anno prima si salvarono squadre meno competitive del Napoli. I risultati di una squadra, per tornare alla domanda di prima, incidono notevolmente sulla carriera del singolo".

Segui il campionato? Che idea ti sei fatto?
"Seguo e mi informo costantemente su tutto il calcio italiano. Sono tifosissimo sia del Napoli che del Lecce. Gli azzuri in A e i giallorossi in B stanno dando grosse soddisfazioni ai tifosi e di conseguenza anche a me. Sono legatissimo ad entrambe le squadre, soprattutto al Napoli: al di là dei risultati, mi sono sempre trovato benissimo. Ho ancora tanti amici in queste città. Credo che dietro l'Inter tutti i giochi siano aperti. Ritengo alla portata del Napoli l'ingresso in Europa. Per la Champion's la vedo dura, ma per la European League gli azzurri sono molto competitivi."

5 Novembre 2002: Catania-Napoli 0-2. E' l'ultima vittoria del Napoli al Massimino. Reti di Dionigi, su rigore conquistato da Sesa, e raddoppio dello stesso Sesa. Sabato cosa ti aspetti dagli azzurri?
"Ho un bel ricordo di quella serata. Subentrai dopo venti minuti di gioco a Foloro Flores. Disputai una buona gara e feci un gran bel gol. Il Napoli di oggi vive, per fortuna, un periodo decisamente migliore. Ha una società forte e con le idee chiare. In più con Mazzarri ha trovato la giusta quadratura ed è reduce da entusiasmanti imprese contro signore squadre come Fiorentina, Milan e Juventus. A Catania si può vincere tranquillamente, ma non bisogna commettere l'errore di sottovalutare l'avversario. Bisognerà mettere da parte l'euforia e calarsi con umiltà in una gara delicata contro un' avversaria in crisi e che, per questo, aspetterà al varco gli azzurri più agguerrita che mai. Prevedo una battaglia".

Quagliarella - Mascara. La sfida degli attaccanti col vizio del "gol-assurdo"...
"Sono due giocatori straordinari, imprevedibili. Entrambi hanno siglato gol che rimaranno nella storia del campionato italiano e non solo. Spero che possa spuntarla Quagliarella. I momenti di crisi possono capitare, ma credo che Fabio a Napoli farà grandi cose. E' pur sempre un giocatore della nazionale italiana e si riprenderà presto. Mi piacerebbe vederlo giocare con una prima punta accanto perché lui fa molto movimento su tutto il fronte d'attacco. Magari con Denis sarebbe perfetto, anche se in questo momento sarebbe assurdo lasciare fuori uno tra Hamisk e Lavezzi."

I talenti esplosi e quelli che più ti hanno deluso durante la tua esperienza in azzurro.
"Direi senza dubbio Amauri in un verso e Saber nell'altro. Si intravedevano già le qualità di finalizzatore del brasiliano. In allenamento era molto attento ed efficace. Oggi è senza dubbio uno dei migliori attaccanti a livello internazionale, anche se la sua convocazione col Brasile la vedo dura. A lui consiglierei di accettare l'enventuale convocazione di Lippi per il mondiale: dall'Italia ha avuto tanto, si è consacrato qui. Per quanto riguarda Saber, non parlerei di delusione. Mi ha stupito semplicemente il fatto che un giocatore dalle enormi potenzilità fisiche e tecniche come lui abbia avuto difficoltà a mantenere un rendimento costante".

A Napoli da anni non si vede un calciatore abile sui calci piazzati.
"E' difficile trovare in giro giocatori bravi a calciare le punizioni. Eccezion fatta per i vari Del Piero, Juniho e pochi altri, non vedo talenti costanti in tal senso. Non è un problema solo del Napoli. Il Real Madrid dopo anni ha finalmente un giocatore bravo da fermo come Cristiano Ronaldo."

Per concludere, David, c'è un talento svizzero che consiglieresti al Napoli?
"Senza dubbio direi Ben Khalifa, stella della nazionale under 17 elvetica, classe '92, di proprietà del Grasshopper. Una seconda punta veloce con qualità tecniche sopraffine. Non vorrei esagerare, ma in alcune movenze mi ricorda Zidane. Ultimamente ha segnato contro il Brasile negli ottavi del mondiale under 17 e nei quarti i miei giovani connazionali affronteranno, a breve, proprio l'Italia".

Fonte: Luca Cirillo-Salvio Passante per TuttoNapoli.net