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Stile Juventus? Ne parliamo fra sette giorni

Stile Juventus? Ne parliamo fra sette giorniTUTTO mercato WEB
© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 2 dicembre 2009, 13:552009
di Andrea Losapio

Due mesi fa Leonardo era pronto per fare armi e bagagli e andarsene. Gli attrezzi per fare saltare le viti alla panchina erano già sul prato d'erba, con gli operai all'opera: sette giorni per salvare una stagione, prima con lo Zurigo in casa - test decisamente abbordabile - e poi con l'Atalanta in trasferta. Sei punti per salvare la panchina, non uno di più, né uno di meno: i nervi, già tesi, di Leonardo erano al limite della sopportazione. Un noto giornalista rossonero mi allungò il cellulare, con un messaggio che pareva chiaro: "Se Leo lascia pensano a Costacurta". Di punto ne arrivò uno: i dirigenti confermarono Leonardo, con il Milan che ora non si ferma più.
Questa mossa, da libro Cuore, rispecchia in pieno lo stile che ha contraddistinto una società - distante un centinaio di kilometri da Milano - per oltre un secolo. Stiamo parlando della Juventus, che con l'esonero di Claudio Ranieri la scorsa stagione (considerato giusto perché lo spogliatoio si stava ribellando e c'era un rischio, anche remoto, di non disputare da subito la Champions) ha varcato le porte di un nuovo corso: il mister bianconero, intoccabile per anni fino alla fine della stagione, è diventato un ruolo scomodo.
La scelta di Ferrara come traghettatore è parsa felice per i risultati (due vittorie con zero gol subiti, l'impronta di un gioco ritrovato), un po' meno per il proseguio: impossibile cacciare Ciro dalla panchina, anche perché il tecnico è di casa nell'universo Juventus.

Poi il possibile ritorno di Marcello Lippi come dirigente chiudeva in cassaforte l'incarico per l'ex difensore centrale.
A quattro mesi dall'inizio del campionato, la scelta s'è dimostrata sbagliata: Felipe Melo e Diego sono due giocatori capaci di fare la differenza, ma se uno sta in panchina e l'altro utilizzato nel ruolo sbagliato difficilmente riusciranno a farla. A questo si aggiungono l'abissale ritardo nei confronti dell'Inter (già otto lunghezze con una squadra che viaggia a una media di circa 2,5 punti a partita) e il rischio di uscire, in caso di sconfitta col Bayern Monaco, prematuramente dalla Champions.
La Juve è ora pronta alla seconda svolta epocale: lasciare a casa Ferrara in caso di defezione contro l'Inter potrebbe creare un problema enorme per la sfida col Bayern. Se anche coi bavaresi dovesse andare male, però, quale situazione andrebbe a crearsi? Indiscrezioni parlano di Claudio Gentile sulla panchina torinese, anche se Lippi potrebbe chiedere una deroga alla federazione per coprire il doppio incarico. Come in un film, Ferrara ha "sette giorni". Così come lo Stile Juventus, che potrebbe fare armi e bagagli e andarsene, senza operai - in cassa integrazione - che svitano la panchina.