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Zamparini a Coverciano. Totti: divinItalia. E Gattuso decide. Modello Parma. Coutinho star. Ma salvate Quagliarella

Zamparini a Coverciano. Totti: divinItalia. E Gattuso decide. Modello Parma. Coutinho star. Ma salvate Quagliarella TUTTO mercato WEB
mercoledì 25 novembre 2009, 00:002009
di Alfredo Pedulla'
Nato a Messina il 15 Aprile 1964, si trasferisce a Roma nel 1989 per lavorare presso la Redazione del Corriere dello Sport, fino al 2007. Opinionista di Sportitalia, ha vinto i premi "Oscar dei giovani", "San Silvestro d'oro" e "Beppe Viola"

Premessa: Maurizio Zamparini mi sta simpatico. Premessa bis: Palermo e il Palermo gli devono tanto, anzi tutto. Premessa tris: quando si arrabbia, Uragano Maurizio erutta più dell'Etna e del Vesuvio contemporaneamente. Tre premesse per sintetizzare la mia simpatia. Ma ci sono dei limiti, dei paletti inchiodano Zamparini. Non mi riferisco al fatto che sia un mangia allenatori, termine che tra l'altro Zamparini respinge come il migliore Buffon in volo da un palo all'altro. Anche se le statistiche lo inchiodano senza la possibilità di trovare mezzo alibi. Quello che non capisco di Zamparini è il metodo che lo porta a giudicare un allenatore in tre minuti, a cambiare idea tre minuti dopo, a rimangiarsela cinque minuti dopo. Ha preso Zenga riempiendolo di lodi e io mi permisi di scrivere che caratterialmente non avrebbero avuto lungo vita: hanno gestito i momenti difficili violentandosi, avrebbero voluto dire (soprattutto Uragano Maurizio) e non hanno detto, ma era normale immaginare che prima o poi il tappo sarebbe saltato. Ed è saltato. Quando, circa dieci giorni fa, Zamparini disse che l'eventuale esonero di Zenga per fare posto a Delio Rossi era una follia, un'invenzione, in quel momento ho capito che Delio Rossi sarebbe stato il nuovo allenatore del Palermo. Infatti. Ho un precedente di non troppi anni fa: ero a Genova nella primavera del 2003, inviato per il Corriere dello Sport, quella notte la Sampdoria tornò in serie A. Nella bolgia di Marassi mi arrivò una telefonata: "Guarda che Silvio Baldini sarà il nuovo allenatore del Palermo, c'è la firma". Telefonai in redazione, chiesi spazio (e lo ottenni) per una ribattuta. Anticipai quella notizia, Zamparini andò su tutte le furie e disse che "era un'invenzione, un atto di terrorismo giornalistico", ricordo come se fosse ieri. Mi telefonò Nedo Sonetti, a quei tempi allenatore in carica a Palermo, e mi disse che avevo preso un abbaglio assicurandomi che la firma sul contratto per il rinnovo in Sicilia sarebbe stata una formalità. Naturalmente Baldini andò a Palermo e io memorizzai che quando Zamparini si arrabbia e quasi insulta significa che hai beccato la notizia. Delio Rossi è un'ottima scelta per il Palermo e mi auguro (gli auguro) che non vada in discussione dopo due pareggi, il rischio c'è. Mi dispiace che Zamparini abbia buttato dalla finestra tanti (tantissimi) soldi per gli allenatori, avrebbe quasi potuto prendere - risparmiandoli - un Messi per il Palermo. Siccome dice non voler interferire sugli aspetti tecnico-tattici, e invece interferisce, gli manca soltanto Coverciano per coronare un sogno. Zamparini prenda il patentino a Coverciano, così risparmierà un sacco di soldi. E lo dico senza ironia, ma con l'affetto e la simpatia che ho verso una città fantastica come Palermo.
Fine novembre è un momento strategico per il mercato. Aggiornamento Lazio: Rever non convince perché è un po' lento e soprattutto non è un centrale di sinistra, alla Materazzi per capirci, la Lazio probabilmente lo cercherà in Italia magari non rispettando al cento per cento l'identikit tattico (nuovo assalto a Canini?), poi prenderà un mediano alla Sissoko - nella speranza di reintegrare Ledesma - e un altro attaccante. Confermo la pista Suazo per il Catania, è il vero sogno e Lo Monaco crede che non sia irrealizzabile, piacciono anche Succi (promesso al Bari) e Nicola Pozzi della Sampdoria. Spero che tutti prendano esempio dal mercato del Parma: equilibrato, competitivo, non troppo dispendioso (se rapportato ai circa 50 milioni spesi dal Napoli), a caccia di scommesse sulla carta vincenti (Panucci e Zaccardo). Il Parma è un esempio perché Leonardi lavora e non fa chiacchiere, mentre Ghirardi ci mette una bella cassaforte - senza buttare i soldi dalla finestra - e Guidolin alla console perfeziona l'aspetto tattico. Sono giorni delicatissimi quelli che sta vivendo Rino Gattuso: sinceramente non mi risulta, come ho letto, che la sua decisione di restare o meno al Milan dipenda dal fatto di essere titolare domenica sera a Catania (ammesso e molto non concesso che sia disponibile). Non avrebbe senso: se gioco una partita non vado via, altrimenti chiedo di essere ceduto. Bisognerebbe conoscere a fondo Ringhio per arrivare al nocciolo del problema: qui si tratta di capire se Gattuso si sentirà ancora importante nell'ambito del progetto Milan, oppure se è scivolato - nelle sue sensazioni, non nelle parole di Leonardo o Galliani - in terza o in quarta fila. Basterebbe la seconda fila per decidere di andar via, io spero che Gattuso abbia il supporto e le sensazioni necessari per archiviare qualsiasi tentazione di tagliare la corda. Dopo aver fatto i complimenti a Leonardo (la tappa con il Marsiglia è fondamentale per una svolta stagionale) resto dell'idea che se il Milan prendesse uno specialista difensivo di fascia destra o sinistra farebbe un salto di qualità enorme. Poi sono tormentato dai dubbi e dalle domande che spesso non hanno risposta. Prima domanda: ma perché si parla sempre di Amauri in Nazionale e mai di Thiago Motta che è un signor centrocampista? Seconda domanda: cosa hanno fatto di male a Siena per meritarsi un presidente da mille e un disastro? Terza domanda: ma siamo sicuri che decidere di mettere sul mercato Cigarini dopo aver speso undici milioni e una parte del cartellino di Garics sia una decisione saggia? Sapete come la penso su Cigarini: avevo preventivato, e lo dico con la massima modestia, i problemi di inserimento. E avevo anche detto che quei soldi non li avrei spesi. Ma adesso prima di tagliarlo, e di tagliare Zuniga senza averlo utilizzato una volta nel suo ruolo (fascia destra, non sinistra), ci penserei abbastanza. Cigarini più Zuniga: oltre venti milioni cash, mica bruscolini. Quarta domanda: fossi Mazzarri, farei di tutto (e di più) per recuperare Quagliarella. Come? Al limite cambiando modulo, acquistando una prima punta vera. Quagliarella ha fatto la prima punta a Udine in altre situazioni tattiche, con Pepe e Di Natale ai fianchi cambiava tutto, è evidente che vada messo nelle condizione di tornare il fantastico specialista emerso in terra di Friuli. Anche cambiando posizione ad Hamisk: a me piace più alto che basso, ma - ripeto - la priorità resta il recupero di Quagliarella. Due pensierini finali. Francesco Totti il Divino per una DivinItalia: il suo terzo gol al Bari, come la prodezza di Pato, sono gemme che ti fanno innamorare del calcio anche quando hai voglia di disintossicarti per colpa di Lippi, Abete o Collina. E' chiaro che inciderà parecchio la condizione di Totti nella prossima primavera, ma portarlo in Sudafrica è una priorità, esattamente come mettere le catene nel bagagliaio quando vai in perlustrazione sul Passo del Tonale a metà gennaio. Altro argomento: alla luce delle cose che ho visto e che mi hanno raccontato, sono molto curioso per lo sbarco di Coutinho in Italia. Un amico espertissimo di calcio brasiliano mi ha soffiato che sarà la rivelazione dei prossimi anni, un incrocio tra Zico e Baggio, un incrocio che produrrà un autentico fenomeno. L'Inter deciderà cosa fare, per il momento non fidatevi troppo delle clausole da 30 milioni per Neymar: mi stupirei se in Italia qualcuno si esibisse in tal senso. Il ragazzo è bravo, ma il gioco non vale quella montagna di soldi. Coutinho, invece, è stato un affarone: riscontri tecnici, immediati, per buongustai.

Facebook continua ad accompagnarmi per tutta la settimana: ogni volta che mi collego trovo quesiti interessanti, attestati di affetto, messaggi semplici e genuini. Sarò ripetitivo, ma ci tengo (raggiunta la soglia di 5440 fan) ad abbracciarvi e a ringraziarvi. Un saluto a Vincenzo Di Maso (Fernandes ha tutte le caratteristiche per diventare un fenomeno), Vincenzo Piscopo (sono due opzioni, ma l'Udinese è una gioielleria caria, i buoni rapporti comunque aiutano), Vincenzo Frasca (è possibile), Marco Ligato (il nostro cuore batte per la stessa squadra, non sbagli, bisogna avere pazienza), Marco Mazziotti (purtroppo non ho riscontri attendibili), Riccardo Rossi (del mercato Lazio ho parlato in questo pezzo, ti terrò aggiornato), Pietro Limongi (è un'idea, ma non per gennaio), Marco Del Gesso, Nicola Iodice, Francesco Savino (il Cesena ha un ottimo allenatore, può durare a patto di non cedere i pezzi migliori a gennaio e di acquistare almeno altre due pedine di peso, una in attacco), Francesco Esposito (a gennaio o a giugno? Guarente lascerà l'Atalanta, ma non credo prima di giugno), Sandro Lozzi (Poulsen si sta battendo con dignità, Tiago in uscita può essere un'opzione, ma se ne parla da troppo tempo), Antonio Schiattarella (io prenderei tre pedine, una per reparto), Gaetano Raiola (mi butto: io dico 2-2 gol, ma se mi chiedi anche i marcatori vado in tilt), Adriano Meis (Tare è inesperto, ci mette passione, ma serve anche il portafoglio. Mi piace molto il 4-2-1-3 del Milan, sono intrigato dal 4-2-3-1 fatto bene senza gente fuori ruolo), Daniele Del Monaco (favorita sarebbe la Samp, ma non ci sono favoriti nel derby. Vedo tendenzialmente un pari con, per esempio 2-2. La chiave è una difesa migliore del Genoa rispetto alle ultime prestazione, contro Pazzini e Cassano, ma anche sulle fasce dove la Samp spopola), Antonio Carducci (secondo me è una necessità), Alberto Tabolotti (condivido la tua teoria, io non mi sarei liberato di Bonucci: se lo avessero visto ben bene in B si sarebbero accorti delle sue doti. Certo che ti saluto Stefano Borghi), Antonio Deluca (sottoscrivo in pieno, ne ho parlato proprio in questo editoriale), Emanuele Calamia (sei gentilissimo, non ho notizie inedite sull'argomento che ti interessa), Luca Cirillo (Cavani non mi convince del tutto, Borriello è incedibile, anche Vargas almeno fino a giugno quando avrà una clausola di rescissione di oltre venti milioni di euro), Giuseppe Armenise (sbagliare una partita può starci, è stato abbastanza duro ed esplicito Ventura in tal senso. Barreto è troppo precipitoso, Succi servirà come il pane), Valerio Vannicola (con Pillon l'Ascoli avrà una maggiore organizzazione difensiva), Gerardo Di Leo (entrambe le cose: fiducia a Quagliarella e una punta di peso), Pierpaolo Mazzella (la storia tra Quaresma e l'Inter è al capolinea soprattutto per colpa di Quaresma. Con il senno di prima mai avrei speso quei soldi, forse neanche la metà, per portarlo a Milano), Italo Zecchillo (la tua ricostruzione è abbastanza fedele, tuttavia il rigore a favore della Fiorentina poteva starci), Matteo Corona (Ariaudo più di Lambrughi), Fausto Galluzzo (sono d'accordo con te, tra l'altro non avrei preso Esposito) ed Emilio Picca (Totti in Nazionale? Obbligatorio. Zenga ha dei numeri, non ho dubbi, ma il Palermo a livello tattico non ha avuto un'impronta chiara).
Un ringraziamento a Sebastian Fabio Puleo (purtroppo non avevamo troppi dubbi), Vincenzo Federico (me ne parlano benissimo è monitorato dai club più importanti), Massimo Esposito (sì, Candreva sarebbe abbastanza chiuso anche se è un centrocampista molto duttile e che può ricoprire più ruoli), Luciano De Gennaro (un dg al Napoli serve come il pane), Mario Fiore, Alice Criscitiello (la Francia deve ringraziare tutti, direttamente e indirettamente. E deve vergognarsi più di un po'. C'era la scorciatoia: chiedere di rigiocare la partita, un'occasione unica sprecata), Alessio Bertucci (il Catanzaro arriva primo, ha un grande allenatore per quella categoria come Auteri, talenti veri come Mosciaro. Mi dicono che l'avversaria più pericolosa sarà la Cisco e non il Gela spazzolato domenica scorsa. Anch'io spero che la società possa essere sempre più competitiva), Samuele Festa (al momento c'è indecisione, dipenderà anche dalla cessione di Molinaro e dalla tenuta di Caceres che sta rispondendo abbastanza bene), David Casalinuovo (possibile, ma Pazzini costa 25 e piace soprattutto ad Ancelotti), Italo Vazzana, Salvatore Mazza (le prossime cinque partite saranno fondamentali per la Reggina, anche in previsione del mercato di gennaio), Giuseppe Avallone, Manuele Torraca (i margini ci sarebbero, ma urge non sbagliare le prossime in casa), Paolo Parisi (Campilongo è tatticamente un allenatore da serie A, ci arriverà, magari con l'Empoli, sta lavorando benissimo), Gianluca Pompeo (Coutinho a gennaio, avrai letto cosa ho scritto), Massimo Carnovale (Munoz ed eventualmente un centrocampista. Guerra deve migliorare sottoporta), Andrea Pelosi (l'offerta dovrebbe essere da trenta milioni, ma non credo che Savio sarebbe il sostituto. Più Candreva), Diego Ramires (Prandelli è un perfezionista, giustamente pretende che De Silvestri si inserisca a pieno regime, non manca molto), Marco Mazziotti, Alessandro Merlino, Carlo Garau (penso tutto il bene possibile, voto otto e mezzo per Marchetti), Luca Catalano (dico Brasile, oggi, ma l'Inghilterra mi piace molto anche e non solo per la legge dei grandi numeri), Domenico Viola (non è una trattativa al momento in fase di decollo), Mattia Reddavide (tutto è possibile nel caso di Adriano, Fabregas resta il sogno), Giuseppe Iodice (su Mourinho la partita resta aperta, indipendentemente dal contratto. Munoz, credimi, è molto bravo), Mino Lafratta (possibilità alte, ma è una trattativa tutta da scrivere), Antonio Congiu (hai ragione, il ragazzo ha prospettiva), Luigi Giordano, Gerardo Stefano De Angelis (condivido anche le virgole), Giancarlo Grazioli (Corvino è imprevedibile, può starci), Matteo Tovagliari (Europa Legue non da fantacalcio o da fantaclassifica), Antonio Carrella (sei sicuro?), Giancarlo Costa, Massimo Marchesi e Ivan Ginobbi (magari andrà come dici tu).