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Ascoli, Mendicino: "Voglio impormi qui"

autore
Riccardo Mancini
mercoledì 14 luglio 2010, 12:072010
autore Riccardo Mancini
14.07.2010 12:072010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alessandro Zappulla

Biglietto andata e ritorno per Ascoli. Stampato e obliterato ieri pomeriggio da Ettore Mendicino. L'attaccante biancoceleste classe '90, infatti, rientrato dal prestito al Crotone, ha lasciato questo pomeriggio il ritiro di Auronzo di Cadore per trasferirsi nella squadra bianconera,militante nel campionato cadetto. Come dicono gli addetti ai lavori, andrà a farsi le ossa, metterà fieno in cascina, accumulerà la giusta esperienza, con la speranza di tornare tra un anno a vestire la maglia della Lazio. Esordì in serie A grazie a mister Delio Rossi,oggi il buon Ettore è pronto ad affrontare questa nuova avventura lontano da casa: "Vado ad Ascoli in prestito con diritto di riscatto sulla metà del cartellino - ha esordito ai microfoni dei Radio Sei durante Lazio di Sera -. Ho ricevuto dei segnali positivi dalla Lazio che ha fissato in 1,5 milioni di euro il riscatto. Il futuro dipenderà naturalmente dal sottoscritto, il club capitolino e l'Ascoli mi hanno dato una grandissima opportunità, spero di sfruttarla al massimo. A fine anno tireremo le somme ma in questo momento sono ottimista: quest'anno credo di aver disputato una buona stagione, nonostante abbia saltato circa una decina di gare a causa di due mesi di infortunio. Credo di potermi ripetere nella prossima annata, con la speranza di realizzare molti più gol rispetto alla scorsa. Ho contattato indirettamente l'Ascoli tramite la Lazio ed il mio procuratore: ho percepito tanta stima nei miei confronti e di questo sono contento. Lì ritroverò un mio ex compagno a Crotone, con il quale mi sono trovato benissimo e di questo sono felice".

Quello di qualche giorno fa era il suo primo contatto con mister Edy Reja: "Con il mister ci siamo presentati il giorno del raduno a Formello, ma già sapevo di dover andare via, era una decisione già presa. In questi giorni mi sono allenato con la squadra ed oggi ci siamo scambiati due parole: mi ha fatto l'in bocca al lupo ed io ho fatto altrettanto nei confronti della Lazio, ha detto che seguirà il mio campionato".

Per Ettore, questi due giorni hanno rappresentato la terza esperienza, seppur breve, in quel di Auronzo. La punta di Fiumicino, nonostante il brevissimo periodo trascorso in ritiro, ha potuto tastare il polso della situazione all'interno dell'ambiente: "Solitamente in tutti i ritiri precampionato si respira un'aria positiva, di festa, perchè è l'inizio, perchè c'è grande voglia. Il lavoro preparato dal mister e dai preparatori è stato accolto con soddisfazione dalla squadra, il gruppo lo ha apprezzato, è un misto di forza, resisteneza e velocità, almeno per questi due giorni. C'è un bel rapporto tra la squadra ed il mister, a differenza di quanto accaduto negli scorsi anni, c'è dialogo con i giocatori e questo è molto importante".

Il lavoro di Reja e Ballardini sono stati, spesso e volentieri, paragonati tra di loro: "E' difficile giudicare, ho fatto solamente tre allenamenti, ma dalle prime indicazioni sembra che ci sia meno corsa. Ma ripeto, non mi sento di dare un giudizio dopo così poco tempo. Con Ballardini era un lavoro a 360 ° con il pallone, Reja alterna lavori col pallone a lavori di forza e velocità. Sono tipologie diverse di lavoro, come diversa la preparazione di mister Rossi, il quale prediligeva quasi esclusivamente la corsa".

La stagione di Crotone è stata positiva sotto diversi aspetti: "Che abbia accumulato esperienza che potrà rivelarsi fondamentale per la mia carriera, è certo. Disputare un campionato di livello come quello cadetto è stato davvero importante e formativo per me, dal punto di vista tecnico, tattico, mentale. Ho giocato con continuità, mi sono sentito parte integrante di un gruppo, a differenza di quando ho vissuto l'ambiente della prima squadra nella Lazio in cui il contatto è stato veloce ed effimero".

Sogni e desideri di Ettore Mendicino: "L'obiettivo è sempre lo stesso: fare un campionato importante, ma nel vero senso della parola, dando una grossa mano all'Ascoli, rispondendo sul campo con i gol, visto che sono un attaccante, alla stima riposta nei miei confronti e ritornare alla Lazio dalla porta principale. Al termine della stagione col Crotone sapevo benissimo che non sarei mai potuto rimanere in biancoceleste, anche perchè ho dimostrato poco e perchè la Lazio ha comunque un certo tipo di blasone. Il mio obiettivo, quindi, è quello di fare un'annata importante ad Ascoli e tornare a Roma avendo un altro peso, con alle spalle un'esperienza di assoluto livello".

Mendicino all'Ascoli, Perpetuini si avvicina al Frosinone, Cavanda e Berardi sono i più piccoli del gruppo: la Lazio ed in particolar modo mister Reja sta seguendo molto da vicino i suoi baby: "Sono tutti giovani importanti. Se la Lazio ha deciso di portarli in ritiro, vuol dire che ci punta in maniera forte. Reputo Riccardo Perpetuini, sarò di parte perchè mio grande amico, un giocatore di livello. Merita di avere l'opportunità di giocare da titolare un campionato: si è parlato di Frosinone per lui, ha tutte le carte in regola per fare bene, deve andare a giocare, se lo merita. Gli altri ragazzi sono alle prime armi, credo sia un'esperienza positiva anche per loro: Cavanda e Berardi potranno rivelarsi importanti per la Lazio".