Atalanta, 100 volte Doni
Alessio Calfapietra
Cristiano Doni, cento perle nerazzurre. La doppietta rifilata alla Lazio vale per il leader orobico la centesima rete con la maglia dell'Atalanta. Per Doni un traguardo di grande spessore per la propria carriera e che lascia, in maniera indelebile, una traccia nella storia della società bergamasca. "E' stato importante per me segnare e ritornare al successo con la squadra - commenta capitan Doni - A livello personale ho attraversato un momento difficile e ora son contento che abbiamo dato una svolta a tutto questo e dobbiamo continuare su questa strada. Ringrazio i miei compagni e tutta la tifoseria che mi è stata vicina in questo periodo". 100 gol, un record che resterà alla storia atalantina. "In campo - confida - non avevo pensato a questo traguardo anche perché è per me secondario rispetto alla vera necessità di cui aveva bisogno il gruppo: la vittoria. La mia esultanza a testa alta? Non è mai stata così consona - sorride - Ora dobbiamo però mantenere alta la concentrazione e fare subito bene a Bologna".
Tante grandi reti, ma la più bella per Doni resterà la prima. "Il primo gol me lo ricordo ancora vivamente - racconta - E' stato Gallo a farmi l'assist. Se devo essere sincero me li ricordo tutti, ognuno ha una bellezza e un'importanza diversa. Se dovessi comunque scegliere di certo quello di Piacenza nel 2002, quello di Palermo che ha segnato il mio ritorno all'Atalanta, dopo la parentesi alla Samp e al Mallorca e infine il secondo di ieri, perché è stato determinante. La gioia che ho visto negli occhi di mio padre alla fine della sfida di ieri - ammette Doni - penso sia stata l'emozione più bella e vederlo felice mi ha riempito il cuore". 100 gol, mai nessuno però alla "Vecchia Signora". "Alla Juve non ho mai segnato e ora pongo questo come traguardo prossimo visto che porta bene - scherza con il suo solito modo di fare il capitano nerazzurro - Ora però, scherzi a parte, voglio solo salvarmi con l'Atalanta. Sono il capitano di questa squadra e ne sono orgoglioso. So cosa significa retrocedere con questa squadra ed è ancora una scossa che non ho dimenticato. La reazione vista contro la Lazio mi dà fiducia, perché ce la possiamo ancora fare".




