Brasile: i due volti del Milan che verrà
Gianluigi Longari
Non piace e non convince. Questi i commenti più gettonati in riferimento al nuovo Milan di Massimiliano Allegri. Una squadra costruita per "vincere tutto" (Ibra dixit) e che in realtà ancora fatica a reperire anche solo un'ipotesi di equilibrio tattico.
Ogni ripartenza avversaria è un incubo per una difesa iperstimolata ed un centrocampo evidentemente inadeguato (ovviamente nella composizione scelta da Allegri in questo avvio) nel supportare gli oneri di una trazione anteriore con tre sbocchi.
Un paradosso, soprattutto in prospettiva futura. Come dimenticare i dettami presidenziali, già chiarissimi nel lasciare intendere la volontà di vedere schierate non tre, ma addirittura quattro bocche da fuoco? Fatichiamo onestamente ad immaginarlo.
Intanto, è Thiago Silva a farsi da portavoce dei problemi rossoneri, sottolineando come sia necessario "il sacrificio da parte di tutti i reparti".
Traduciamo? Avviso ai naviganti: bene le tre punte, ma a patto che corrano anche loro.
Il volto che sorride è invece quello del brasiliano Robinho, vicino al rientro dopo l'esclusione di sabato. Probabile, se non certo, il suo impiego dal primo minuto mercoledì contro la Lazio. Sarà ancora tridente, con l'ex City e Ronaldinho ad agire attorno a Zlatan Ibrahimovic.
Basta che corrano anche loro... Starà pensando Thiago Silva...




