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Calori: "L'Udinese è nata per fare gioco"

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Redazione TMW.
venerdì 26 marzo 2010, 17:012010
autore Redazione TMW.
26.03.2010 17:012010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico de Luca

Mercoledì sera, in tribuna a tifare Udinese c'era un grande ex bianconero, oggi allenatore del Portogruaro. Alessandro Calori non ha voluto mancare ad un appuntamento che si annunciava importante e che alla fine, forse, lo è stato in negativo. In esclusiva a Il Friuli/Udineseblog l'ex capitano analizza la situazione bianconera.

L'Udinese puntava decisa ai tre punti contro il Chievo. Alla fine è arrivato un punto, che non sta nemmeno stretto: "L'Udinese è scesa in campo con un atteggiamento propositivo, con un gioco fatto di fraseggi e scambi. Teniamo presente che il Chievo, dopo il Milan, è la squadra che ha preso meno gol in trasferta. Anche qui ha chiuso bene gli spazi, senza concedere nulla. Spesso si parla di demeriti di una squadra ( in questo caso l'Udinese) senza tenere conto dei meriti avversarsi (il Chievo)".

Ferronetti a fine gara ha lamentato il fatto che il Chievo ha la mentalità di squadra che deve lottare per la salvezza, l'Udinese no: "Ricordiamoci che l'Udinese aveva altre ambizioni. E' difficile adattare adesso, a livello psicologico, la squadra di Marino. La mentalità della salvezza si crea dall'inizio. La pressione della tensione va a sopperire alle mancanze a livello tattico. L'Udinese è nata per fare gioco, non può snaturare in corsa questa caratteristica trasformando un certo tipo di giocatori in combattenti".
Bisogna comunque fare qualcosa. La difesa ha subito ben 45 reti. Sono tante: "Non si può parlare di un reparto che ha subito gol, perchè la colpa è sempre di tutta la squadra. Alla stessa maniera se fa gol DI Natale è perchè i compagni lo supportano".

Gli errori sono spesso individuali. Colpa del fatto che in molti sono fuori ruolo? "Marino vuole che si giochi a calcio a partire dai difensori. Sono scelte tecniche. Per questo ti inventi Isla terzino, anche se corri maggiori rischi. Pasquale, secondo me, è più terzino sinistro da difesa a tre che a quattro. Ma sono scelte tecniche del Mister su cui non ci si può permettere di sindacare, perchè hanno una loro logica".

Discorso salvezza. Di nuovo tutto in discussione: "Ovvio che non si può stare tranquilli. Puoi esserlo solo a 39/40 punti. Se si limitano certi errori, si può fare risultato contro chiunque. Ma è normale che i ragazzi, messi sotto pressione facciano più errori".

Il discorso sulla pressione riporta in mente il famoso discorso dello psicologo, a cui anche la Lazio aveva pensato di ricorrere: "Approvo l'introduzione di questa figura, ma credo vada fatta ad inzio stagione. A questo punto del campionato può fare solo danni. L'importante è che l'allenatore ci creda, altrimenti non serve. E dirò che è più utile al Mister che ai ragazzi: infatti penso sia indispensabile nella gestione dei giocatori, nel saper comunicare e interagire con loro. Purtroppo vedo che nel calcio non c'è ancora la necessaria apertura per inserire questa figura".

Manca la vittoria in trasferta. Firenze, però, sembra proibitiva: "Non è facile, si sa. Certamente per una squadra che gioca come l'Udinese è più facile affrontare un avversario come la Fiorentina, che ti permettere di esprimerti in campo".

Ci sarà di fronte un fresco ex, quel Felipe che non sta eccessivamente brillando in viola. Comunque qui si rimpiange: "Inutile stare a piangere dopo aver fatto una scelta. L'errore più grande è rivivere il passato.Bisogna adattarsi a quello che si ha, tanto si sa che chi è assente ha sempre ragione".

Calori adesso fa sognare i tifosi del Portogruaro, che sperano nella serie B: "Ho avuto una opportunità fantastica. Eravamo partiti che dovevamo ridimensionare la squadra, anche per i costi. L'anno scorso, quando sono arrivato, eravamo penultimi e alla fine ci siamo salvati benissimo. Quest'anno non si pensava ad un campioanto così, ma ci siamo accorti che con il lavori tutti erano cresciuti. Non si può capire cosa significa uscire da stadi come quelli di Taranto, Foggia, Cosenza tra gli appalusi degli avversari. E' una cosa da tenere nel cuore e lo dico sempre ai ragazzi: perchè la sportività non regna in Italia e poter essere protagonisti di situazioni del genere è fantastico. A me piace vincere le sfide. Il mio sogno è quello di arrivare all'ultima giornata a giocare a Verona, dalla capolista, stando sotto di due punti in classifica. E giocarsi la B da loro".

Fonte: di Monica Tosolini perIl Friuli/Udineseblog