Catania, Mihajlovic: "Ho visto una Lazio timorosa"
Redazione TMW.
Ho visto la partita contro la Fiorentina. La Lazio mi è sembrata un po' timorosa - così l'allenatore del Catania Sinisa Mihajlovic a Radio Incontro nel corso della trasmissione "Diario di Bordocampo" - da tifoso sono preoccupato. La Lazio non ha giocatori abituati a lottare in ogni partita per l'obiettivo della salvezza e questo naturalmente è un problema che si aggiunge. La contestazione del pubblico nei confronti del Presidente Lotito non aiuta la squadra. Paradossalmente per la Lazio ora è meglio giocare in trasferta che all'Olimpico".
Sarà proprio la trasferta a Genova contro la Sampdoria il prossimo appuntamento di campionato per la Lazio. Il doppio ex Mihajlovic, svela i segreti della Sampdoria di Del Neri: "Anche se la Lazio è una diretta concorrente per la salvezza, non posso non fare il tifo per i colori biancocelesti. Contro la Samp sarà una partita difficile. Del Neri gioca sempre col 4- 4-1-1 come ai tempi dell'Atalanta. Quando ho preparato la sfida contro la sua Sampdoria ho prestato particolare attenzione a 3 giocatori in particolare. Il pericolo numero uno 1 è Cassano. La Lazio dovrà continuamente raddoppiare su di lui. L'altro è Pazzini, giocatore che deve essere marcato assiduamente perchè in grado di segnare da un momento all'altro. Infine c'è Palombo. Anche lui è un giocatore di qualità e fonte di gioco. Bisogna bloccarlo e fargli giocare meno palloni possibili".
Con l'arrivo di Reja, Zarate non ha trovato più come con Ballardini sedendo in panchina nelle ultime due gare. Già si parla di un suo trasferimento a giugno. Il Manchester City sembrerebbe interessato:
"Penso che al Mancio piaccia Zarate ma credo che l'argentino rimarrà
alla Lazio. E' sicuramente il giocatore di maggior qualità ma deve
imparare a passare di più il pallone. Questo è il suo difetto. Deve
mettersi al servizio della squadra".
Per chiudere con la Lazio, secca smentita da parte di Mihajlovic candidato più di una volta sulla panchina biancoceleste: "Non ho mai parlato con Lotito e non sono mai stato contattato dalla Lazio. E' tutta un'invenzione dei giornali. Non c'è mai stato nessun tipo di contatto".
Un Catania trasformato dall'arrivo di Mihajlovic che spiega il lavoro fatto con la squadra siciliana: "E' la testa che fa la differenza. Bisogna lavorare molto da un punto di vista mentale e avere la convinzione di essere forti. Quando si comincia una nuova esperienza è questo il percorso che bisogna fare. Quando sono arrivato a Catania ho detto subito che aveva una rosa più forte del Bologna sia della scorsa stagione che di quella di quest'anno.. Il lavoro tattico è importante ma è fondamentale lavorare sulla testa. La mia prima partita sulla
panchina del Catania è stata la sconfitta con il Livorno. Una partita che per le occasioni che abbiamo avuto poteva finire 3 a 0 per noi. La svolta è stata nel turno successivo battendo la Juventus. C'era solo una persona che credeva possibile battere i bianconeri. Ero io. Quella è stata una grande prova di carattere. Non bisogna mai accontentarsi nel calcio e bisogna credere di fare risultato in ogni partita."
Una stagione ricca di errori arbitrali: "Non voglio parlare degli arbitri. Io sono stato espulso due volte e sinceramente non ne ho capito il motivo. Loro sbagliano come del resto fanno gli allenatori in panchina e i giocatori in campo. Sono sicuro che ora sono in buona fede al contrario di qualche anno fa. L'introduzione di apparecchi tecnologici potrebbe aiutare. Il calcio è in continua trasformazione. Sempre più veloce e imprevedibile e per questo il direttore di gara e gli assistenti si trovano in difficoltà con situazioni delicate".




