Catania, quando parlare spagnolo conviene. E da giugno, che attaccanti
Andrea Losapio
Undici argentini, più un uruguagio. Ecco la strana rosa del Catania dei sudamericani, che con Sinisa Mihajlovic ha trovato una quadratura importante, che gli ha permesso di inanellare degli ottimi risultati fino a stabilirsi a più cinque dalla zona retrocessione, ovvero dal Livorno di Serse Cosmi. Lo spagnolo, di fatto, è la lingua più parlata dall'undici titolare, visto che solo tre calciatori (Giuseppe Mascara, Ciro Capuano e Marco Biagianti) non sono nati in Sudamerica.
Il merito per aver costruito questa équipe che sta sorprendendo il campionato dopo una partenza contratta, è soprattutto dell'amministratore delegato degli etnei, Pietro Lo Monaco, in grado di costruire un undici importante, con giocatori di assoluto valore, costati una miseria e capaci di regalare plusvalenze importanti nel momento di vendere.
Sicuramente uno di questi è Mariano Andujar, scaricato dal Palermo qualche anno fa e tornato protagonista ai massimi livelli grazie alla maglia dell'Estudiantes: le sue parate hanno fatto dimenticare in fretta la partenza di Albano Bizzarri, che alla Lazio - anche per colpa di un infortunio - non sta trovando più spazio. Nicolas Spolli è diventato il cardine della difesa: preferito l'anno scorso al compagno di squadra Insaurralde, si sta dimostrando uno dei centrali più affidabili del campionato. Le riconferme, importanti, di Ledesma, Carboni, Izco, Alvarez, Llama e Silvestre, hanno fatto il resto.
Ci sono poi Ricchiuti e Martinez, fantasiosi e importanti, che hanno trovato il modo per rendere al massimo: il primo gioca da mediano, con piedi da trequartista, mentre l'uruguagio ha molti estimatori e segna gol a raffica, interpretando strepitosamente il ruolo di tuttofare avanzato.
I due che però potranno fare la differenza da qui a fine campionato saranno però Maxi Lopez e Pablo Barrientos. Il biondo attaccante sta tornando quello dei tempi del River Plate, quando anche il Barcellona era rimasto stregato dalle movenze da bomber di razza. Barrientos, invece, poteva essere considerato il craque della stagione siciliana, un po' come Dica l'anno prima: peccato che un infortunio l'abbia tenuto fuori finora, ma c'è ancora tempo per lasciare il segno.
Per l'anno prossimo? Due nomi su tutti: Mariano Pavone, detto "El Tanque" (come Denis, del resto), e Mauro Abel Formica, considerato come il nuovo Lavezzi, anche se per ora troppo caro. Due giocatori che, con Maxi Lopez e Barrientos potrebbero comporre un tridente atomico, in grado di fare volare in alto i sogni catanesi.




