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...con Coco

...con CocoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 22 luglio 2010, 00:002010
di Andrea Lolli
fonte Intervista realizzata da Raffaella Bon
"Cedere Balotelli è un suicidio per l'Italia"

Da giovane, con la maglia del Milan, era considerato l'erede di Paolo Maldini, poi il passaggio all'Inter e una carriera compromessa dai problemi fisici. Questo, in sintesi, è il biglietto da visita di Francesco Coco. Con lui abbiamo parlato di presente e di passato dei due club milanesi, poi ci siamo soffermati sul momento difficile che sta vivendo il calcio italiano.

Ti aspettavi gli addii di Leonardo e Mourinho?
"Non mi aspettavo Leonardo, anche perché secondo me è stato un buonissimo allenatore e ha fatto un'ottima stagione visto quello che aveva a disposizione. Pensavo che con lui il Milan potesse costruire qualcosa di duraturo e che fosse il tecnico giusto per ripartire. Mourinho, invece, me l'aspettavo se avesse fatto la tripletta com'è stato. Quando un tecnico vince tutto quello che può vincere è giusto vada via da vincitore".

In questi giorni si parla tanto di Maicon e Balotelli. Secondo te andranno via?
"Spero di no. Maicon è uno dei punti forti nell'Inter e se perdessero lui perderebbero una pedina fondamentale. Per quanto riguarda invece Balotelli il discorso è questo: parliamo tanto di puntare sui giovani, sui settori giovanili e dobbiamo vendere il primo vero e proprio giovane forte che troviamo? Se l'Inter dovesse cedere Balotelli sarebbe una tragedia per il calcio italiano. Non si può continuare a comprare stranieri, spendendo cifre enormi, e vendere italiani che possono farti e ti fanno già la differenza. In questo momento dobbiamo iniziare davvero a puntare sul nostro calcio e far crescere i nostri giovani per non fare poi le figure che abbiamo fatto quest'anno al Mondiale".

Secondo lei perché non si crede nei giovani italiani?
"Il problema è che le grandi squadre, vista la troppa pressione, non inserisco giovani per evitare di bruciarli. Per me, però, questa è una gran cavolata. Il calcio italiano oggi non ha pazienza, se un giovane gioca una partita e sbaglia viene silurato perché non c'è tempo. All'estero, invece, c'è la pazienza di costruire un progetto importante, penso ovviamente ad un Barcellona, ma anche l'Ajax o altri club con settori giovanili importanti. Si sacrificano due o tre stagioni per poi costruire un ciclo duraturo".

Vista la magra figura al Mondiale la prima cosa che si è pensato di fare è la legge sugli extracomunitari e non, ad esempio, sugli stranieri in generale
"Non c'è bisogno di mettere leggi e comunque si va in Inghilterra e gli stranieri sono il triplo, in Spagna uguali e in Germania sono sempre tanti. Ci lamentiamo di tanti stranieri, ma non serve nessun tipo di legge. Se voglio dare fiducia ai giovani italiani non compro gli stranieri".

Tornando al mercato, secondo te Ronaldinho andrà via?
"Dopo aver sentito le parole di Berlusconi penso di no. Ronaldinho è un giocatore fantastico, dipende un po' dalla voglia che ha di giocare, ma ha qualità talmente grandi che può sempre far la differenza. Lo scorso anno non mi è dispiaciuto, ha fatto un campionato positivo e credo non se ne andrà per tanti motivi".

Secondo te bastano questi arrivi al Milan per essere competitivo?
"Da tifoso mi rendo conto che dal Milan ci si aspetta sempre qualche acquisto di un certo tipo e questa è una mancanza oggi della società. Ne sappiamo il motivo, ma per me questi acquisti non sono abbastanza per una società che ogni anno dovrebbe lottare per vincere tutto. Da Berlusconi, però, ci si può aspettare sempre tutto e penso che entro il 31 agosto qualche altro acquisto utile potrebbe arrivare".

Se dovessi fare dei nomi su chi punti?
"Oggi non ho un giocatore che mi fa impazzire, preferirei che il Milan inserisse nell'undici titolare cinque italiani giovani per far ripartire un ciclo. Lo zoccolo duro del club è sempre stato composto da italiani ed è stata la forza che lo ha fatto grande negli anni".