...con Lo Monaco
Alessio Alaimo
A Tuttomercatoweb parla l'amministratore delegato del Catania. Il dirigente etneo si pronuncia sul campionato della sua squadra e torna sulla sconfitta rimediata contro la Juventus, ma anche su un possibile movimento di calciomercato in vista di gennaio.
Lo Monaco, partiamo dalla sconfitta di domenica contro la Juventus. Il Catania non perdeva da tempo in casa.
"Il risultato ci ha lasciato un po' di amaro in bocca perché lo abbiamo determinato noi con tre gravissime leggerezze, dopo che nella prima mezz'ora gioco li avevamo messi in difficoltà. Ho visto una Juventus quadrata, fisica, ben messa in campo con il solito gioco che conosciamo, vogliosa e determinata. Però il Catania ha fatto tutto quello che doveva fare e ha anche determinato la sconfitta con degli errori grossolani".
La Juventus è davvero la principale antagonista del Milan?
"Sicuramente al pari della Lazio è una squadra quadrata. In questo momento sicuramente è la concorrente più autorevole per insidiare il Milan, insieme alla Lazio".
L'Inter continua a deludere.
"Si, ma penso che il comportamento dei nerazzurri sia giustificabile. Hanno avuto tanti infortuni ed è l'anno dopo i tanti successi, quindi è difficile ripetere la stagione precedente. Era facile prevedere un'annata non brillantissima da parte dell'Inter, però penso che questo inizio sia stato determinato anche dagli infortunati".
Forse manca anche José Mourinho.
"Assolutamente no. Al nostro calcio Mourinho non manca".
A proposito del portoghese: il Barcellona di Guardiola qualche giorno fa gli ha dato una lezione di calcio.
"Quando c'è da giocare a calcio Mourinho non è il massimo della vita come allenatore. E' uno molto bravo nel creare il giusto ambiente attorno alla squadra, brilla per tante cose. E' bravo, perché non si vince così tanto se non si è bravo. Quando però ha giocato contro una squadra che si è espressa su livelli importanti come il Barcellona mi è sembrato naturale che il Real Madrid perdesse perché il divario di gioco era troppo netto. Anche se i giocatori del Real non hanno niente da invidiare a quelli del Barça".
Tornando al Catania, forse la salvezza quest'anno è più facile da raggiungere. Visto il rendimento delle altre concorrenti.
"No, assolutamente no. Non è mai facile. Io penso che nessuno mollerà e che i momenti neri possono capitare qualcosa. Prendete il Bari che quest'anno è stato falcidiato da mille infortuni ma quando recuperanno i giocatori che ha fuori si riproporrà di nuovo. Bisogna stare attenti. Il campionato italiano non è il più spettacolare che ci sia ma è sicuramente il più difficile. Mai dire mai. Non bisogna mai mollare".
Però il vostro organico è superiore rispetto a quelli di Cesena, Bari e Brescia.
"L'organico del Catania è superiore non solo a loro tre ma è un buon organico allestito per disputare un campionato diciamo di centro classifica e con il tempo magari fare qualcosina in più. Questo è il nostro obiettivo".
Spazio al mercato: Antenucci quanto è vicino all'Atalanta?
"La società nerazzurra al pari del Torino e di due squadre di serie A ha mostrato chiare intenzioni di poterlo avere. Diciamo che è una possibilità".
Che ne pensa del possibile sciopero dei calciatori?
"E' un'assurdità, fin adesso hanno avuto solo diritti. C'è un accordo collettivo che è scaduto ed è estremamente favorevole nei confronti di chi lavoratore dipendente non dovrebbe esserlo. L'accordo collettivo è corretto e serio rivederlo, ma ho l'impressione che sia solo una forma di difesa dell'Aic che vede in pericolo la sua esistenza, basatasi per tanti anni su posizioni di prestigio".
I calciatori si battono sue due punti: i fuori rosa e il trasferimento a parità di condizioni.
"Fuori rosa è una parola che non esiste. Mi dovrebbero spiegare come fa un tecnico ad allenare alla stessa maniera trenta giocatori. Chi non sa fare calcio si inventa le parole e macina sulle parole. Ma quando le rose sono ampie inevitabilmente sei-sette giocatori fanno delle cose non del tutto similari rispetto ai ventidue che l'allenatore prende in considerazione. Fuori rosa è un termine che ha inventato Gaucci a suo tempo, oggi non bisogna speculare sui termini. Ci può stare che un giocatore non rientri nei piani tecnici, ma viene tutelato da un contratto e da una busta paga. Sono delle battaglie che non hanno motivo di esistere. Per quanto riguarda il trasferimento a parità di condizioni non è mai stato posto come un aut aut. Se ne può discutere, ma solo con chi vuole discutere".




