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...con Orsi

autore
Andrea Lolli
lunedì 2 agosto 2010, 00:002010
autore Andrea Lolli
02.08.2010 00:002010
"Attendo ancora l'occasione giusta"
FotoTUTTOmercatoWEB

Sono tanti gli allenatori importanti che, con ogni probabilità, rimarranno senza squadra in questo imminente inizio di stagione. Tra questi c'è Fernando Orsi che, ai nostri microfoni, analizza questa situazione creatasi nel calcio italiano e commenta il mercato di Inter e Lazio, suoi ex club.

Si aspettava che, anche quest'anno, le società dessero la precedenza a tanti allenatori giovani e snobbassero gente più esperta come lei?
"Per quanto mi riguarda no, pensavo che fosse difficile, ma non così difficile. Siamo tanti, forse troppi, e molte volte si fanno le scelte in una maniera che non capisco. Io penso di saper fare l'allenatore e di averlo fatto bene, con i miei errori, i miei pregi e i miei difetti. Forse è, come ho detto, anche un problema di quantità di allenatori".

Assieme a lei è fuori gente come Novellino o Cagni. Forse è un problema di costi?
"Non posso dire se è un problema di costi o meno, ma penso che per prendere un allenatore serva fare due chiacchiere per capire il modo di lavorare. C'è fuori gente dal nome importante come Cagni o Novellino, io ho allenato solo il Livorno, ma penso di averlo fatto abbastanze bene. Il primo anno è stato buono, il secondo un po' meno, ma credo di poter meritare una nuova chance. In ogni caso rimango fiducioso in attesa dell'occasione giusta".

Un tempo, uscendo da Coverciano, si doveva fare la gavetta
"Ora sono cambiate le cose, questa è un po' la nuova linea: si cerca di dare una possibilità a nuovi sperando vada bene. Io ho fatto una trafila simile, facendo il secondo a Mancini alla Lazio e all'Inter. Per me non è un problema di gavetta, ma di come ci si approccia. Io una Lega Pro o una B la faccio volentieri, mentre altri no".

Essendo stato secondo di Mancini, come si spiega il fatto che Balotelli abbia avuto feeling con uno, tanto da poterlo raggiungere al Manchester City, e per niente con l'altro?
"Hanno avuto un approccio differente: Mancini lo ha scoperto e lo ha portato in prima squadra. Anche Balotelli, poi, ha le sue colpe perché deve crescere ed è istintivo. Sulle sue qualità, però, non si discute. I giocatori, inoltre, non possono andare d'accordo con tutti gli allenatori, ma ciò non vuol dire che Mourinho non sia un ottimo allenatore".

Qual è il segreto di Mancini con Balotelli?
"Non lo so, penso sia una cosa a pelle. E' possibile che Mancini con Balotelli si approcci in maniera differente e così ci vada d'accordo, ma Mourinho può andare d'accordo con giocatori con cui non ci andava Mancini. Il calcio è come la vita, ci sono persone antipatiche o simpatiche a pelle. Se poi si deve lavorare, si dà il massimo comunque".

Si aspettava che potessero partire sia Balotelli che Maicon?
"Sono giocatori importanti, soprattutto Maicon, e non sarà facile da sostituire. Benitez, poi, raccoglie un'eredità importante e avrà subito due appuntamenti ravvicinati importanti: la Supercoppa Italiana e la Supercoppa Europea. Qui deve vincere perché arriva in un club che ormai ha la mentalità vincente. Benitez è un allenatore esperto, ma deve sapere di esser arrivato in una piazza che ora è esigente".

Da ex laziale, come valuta il mercato della squadra?
"I lavori sono in corso. La Lazio sta trattando tanti giocatori, Hernanes mi sembra uno importante. Il problema principale, però, penso debba essere quello di sfoltire la rosa e poi bisognerà capire se Ledesma può firmare il prolungamento di contratto. Andare a scadenza non penso sia una buona cosa. Bisognerà poi rimpiazzare Kolarov, ma non sarà facile perché trovare qualcuno del suo valore non è semplice e bisognerebbe andare sui migliori. Al massimo si potrà sostituire".

Conoscendo Mihajlovic e Marcolin, come potranno fare alla Fiorentina?
"Mihajlovic farà bene perché è un allenatore di grande carattere e conosce il calcio. Non ha fatto la gavetta, ma di calcio ne mastica dopo esser stato in campo per trent'anni. Ha dimostrato il suo valore e lo dimostrerà anche a Firenze perché non si mette paura davanti alle difficoltà".

Fonte: Intervista realizzata da Raffaella Bon