Di Canio-Totti, ancora scintille...
Riccardo Mancini
"Della Lazio mi è sempre piaciuta l'aquila e i colori biancocelesti che simboleggiano la purezza del cielo. Il derby dell'89? Peccato, quel giorno sarei voluto arrivare proprio sotto i tifosi della Roma", aveva detto qualche giorno fa, uno dei simboli più puri della Lazialità, Paolo Di Canio, aprendo ufficialmente la spasmodica attesa per la stracittadina numero 135 di campionato. Il derby, si sa, è una bomba ad orologeria, basta un attimo, una piccola scintilla, per accendere gli animi e scatenare un putiferio. Lo ha fatto ieri proprio l'ex numero 9 biancoceleste, dibattendo sul discorso relativo a Francesco Totti ai microfoni di Mediaset; è tornato a parlare di derby anche oggi, nella nota trasmissione serale "Chiambretti Night", rispondendo alle critiche di chi, tra i tifosi della Roma, continua ad accusarlo, ormai da svariati anni, di non essere mai stato una bandiera per la Lazio. La colpa di Di Canio? Aver militato in tantissime squadre nel corso della sua carriera, a differenza del numero 10 di Ranieri, fedelissimo alla compagine giallorossa :"Voglio chiarire una volta per tutte questa situazione - ha dichiarato Di Canio -. Non è una colpa, secondo me, aver fatto delle vere e proprie esperienze di vita, essere andato a giocare in squadre che mi hanno fatto maturare come calciatore ma anche e soprattutto come uomo. Preferisco aver vissuto in questo modo piuttosto che essere stato ghettizzato all'interno della città di Roma, come invece ha fatto qualcun altro che non è riuscito a vestire le maglie gloriose di cui io mi sono fregiato e di cui vado fiero (chiaro riferimento a Totti).
Il tifoso giallorosso, troppo spesso, è provinciale, non riesce a vedere al di là di determinate convinzioni, ha bisogno di certi miti perchè altrimenti non avrebbe altro. Il loro mito, però, sputa in faccia agli avversari, "trancia" le gambe ad un ragazzo di 20 anni, questi sono i romanisti...". Nonostante i dissapori avuti con Lotito in questi anni, per lui la Lazio è sempre rimasta una fede, una passione da difendere contro tutti: "Mi dispiace per le incomprensioni avute coi tifosi biancocelesti. L'aquila? L'ho detto, secondo me, in questa maniera, si tratta solamente di un animale ammaestrato. Il simbolo della Lazio, invece, dovrebbe essere felice di volare libera...Lotito? E' un ex romanista che vendeva biglietti nel giorno dello Scudetto giallorosso". In chiusura Di Canio esprime il proprio pensiero sulla Tessera del Tifoso: "Sono assolutamente contrario a questo provvedimento. In uno Stato civile si dovrebbe salvaguardare l'incolumità delle persone e lasciare liberi i tifosi di seguire la propria squadra del cuore. Quando non si ha questa forza, si deve arrivare inevitabilmente a schedare la gente...". Poi un pronostico sul derby..."Finisce 0-0".




