Ecco com'è veramente andata tra Borriello e la Roma. Milan, Robinho esclude Dinho. Juve e Fiorentina, regine delle deluse
Michele Criscitiello
Hanno sperato fino all'ultimo di piazzare il colpo Juventus e Fiorentina, poi si sono ritrovate con Rinaudo a Torino e Cerci a Firenze. Hanno aspettato con pazienza, ma alla fine ce l'hanno fatta Milan e Roma ad allestire un attacco stellare, per ridurre il gap dall'Inter sorniona e silenziosa. Oggi a mercato chiuso, escono i primi retroscena ed emergono i rimpianti, per quel che poteva essere ma evidentemente non è stato. Le porte a vetri dell'Ata Executive di Milano si sono chiuse alle 19.00 in punto di un afoso martedì.
La trattativa dell'anno è stata del Milan: Ibrahimovic è l'attaccante che cambia tre reparti in un colpo solo. Robinho è la ciliegina, ma evidentemente esclude Ronaldinho. Chi sogna un tridente Pato, Robinho e Ronaldinho, alle spalle di Ibra, farebbe bene a riaddormentarsi: vederli tutti insieme sarebbe impossibile per un equilibrio tattico, indispensabile per il gioco di Allegri. Abbandonare il centrocampo sulle spalle di Pirlo (che solitamente non è mai stato un gran corridore) e Boateng sarebbe l'errore del secolo. Robinho è la contromossa ad eventuali capricci invernali di Ronaldinho. Non tralasciamo due aspetti: a gennaio il Brasilerao deve piazzare i colpi più importanti ed il contratto dell'ex asso del Barcellona difficilmente sarà rinnovato alle cifre pretese da De Assis.
Nel frattempo a Roma, Marco Borriello ha già conquistato tutti. Il bomber che mancava a questa società, partita con mille difficoltà ed accontentatasi degli unici due colpi a parametro zero, Simplicio e Adriano. Poi Burdisso e, dulcis in fundo, Borriello hanno cambiato volto alla squadra di Ranieri. E' come presentarsi ad un matrimonio, in chiesa, con jeans e scarpe da tennis e poi, all'improvviso, andare al ristorante con abito scuro e Church's; la differenza si nota! Ci sono diverse tappe dell'affare Borriello che ci siamo persi, nel bailamme delle ultime ore di mercato. Adriano Galliani aveva concordato l'operazione con l'amico Beppe Marotta, l'ingaggio del calciatore per la Juventus era un problema risolvibile: ballavano circa 450 mila euro. Ad abbattere la concorrenza della Juve è stata la Roma che sul tavolo ha calato l'asso Berlusconi. Una telefonata tra il Premier e Geronzi (Unicredit) ha cambiato tutto. La Banca di Piazza Cordusio non può permettersi una falsa partenza in questo avvio di stagione, perché la cessione è imminente ed il prezzo calerebbe vistosamente, in caso di flop della squadra.
Prima la Supercoppa italiana, poi il pareggio all'esordio con il Cesena hanno fatto riflettere Unicredit. La cessione del club è prevista entro la fine di ottobre-metà novembre. Il principale candidato, piaccia o no, resta Giampaolo Angelucci, unico ad aver offerto la bellezza di 125 milioni di euro per il 51% del club. Geronzi e Profumo chiedono 160 milioni ma a metà strada ci sarà l'intesa. Tornando a Borriello, non è un caso che il ragazzo avesse espressamente detto di non voler essere ceduto in prestito, salvo poi cambiare idea all'improvviso. Berlusconi, su raccomandazione di Unicredit, ha dato il via libera ad un pagamento nei prossimi tre anni, per un totale di 10 milioni di euro che andrebbero a gravitare sulla prossima proprietà. 3,4 mln nel 2011, 3,3 mln nel 2012 e altri 3,3 mln nel 2013. Cosa c'entra in tutto ciò la famiglia Sensi? Poco o nulla se non per i buoni rapporti che, da tempo, vanta con il Milan. Il regalo arriva da Milano ed oggi non bisogna ringraziare né Unicredit né Sensi per l'arrivo di Borriello in giallorosso. Il messaggino di De Rossi "Annamo a vince"? Pura coreografia. Affari di questo tipo non vanno in porto per sms tra amici e compagni di squadra.
La Juventus, dopo aver perso Borriello, è rimasta senza attaccante. Pazzini era irraggiungibile, anche perché con 20 milioni di euro Marotta sarebbe andato fuori budget, non previsto dal CDA bianconero. E' arrivato Rinaudo ma si parlava di Demichelis. Delusa come, o forse più, della Juventus è la Fiorentina. Mercato da 0-0 per "Re Pantaleo" che perde Jovetic e lo sostituisce con Cerci, riserva delle riserve alla Roma. Ingaggia Boruc ma in quel ruolo era già coperto con Frey e si limita al colpo D'Agostino che porta subito gli effetti sperati.
E' stato un mercato strano, come dice Corvino, vediamo adesso se il campionato sarà il reale specchio di tutte le trattative d'estate.




