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Giovani campioni, ecco come scoprirli

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autore
Lorenzo Casalino
giovedì 4 marzo 2010, 14:042010
autore Lorenzo Casalino
04.03.2010 14:042010
L'osservatore del Siena Mazzagatti si racconta: "Inler lo seguii per quattro anni"

A volte ci si domanda da dove arrivano certi grandi acquisti, giovani o nomi apparentemente sconosciuti che divengono poi protagonisti delle prime pagine dei giornali. E' il lavoro costante e preciso dei talent scout dei grandi club, osservatori che vivono quotidianamente di calcio guardando ripetutamente partite su partite. TuttoMercatoWeb, in esclusiva, ha incontrato Antonio Mazzagatti, ora osservatore del Siena (in scadenza di contratto al 30 giugno 2010) e uno dei marchi di fabbrica più importanti che Pierpaolo Marino, ai tempi attuale direttore generale dell'Udinese (1996-2004), abbia valorizzato. "Ho lavorato circa otto anni e mezzo con la squadra friulana - confida - e penso che il lavoro svolto ad Udine sia stato importante e oggettivamente visibile grazie alla professionalità offerta dall'ex dirigente dell'Atalanta e Lecce, Roberto Zanzi e Manuel Gerolin. Diciamo che in quegli anni è nato un nuovo modello di gestione calcistica che ha portato una squadra "provinciale" come il club friulano, ai vertici del calcio italiano".

Qual è stato il segreto di un tale successo? Dove il suo lavoro ha dato i maggiori frutti?
"Un'attenta politica di scoperta e valorizzazione di giovani talenti calcistici ha portato l'Udinese a conseguire successi sportivi prestigiosi e, dal punto di vista economico, essere sempre "in regola" con i bilanci. Il mio lavoro? E' dare valore e attenzione alle prime indicazioni che un giocatore può dare in una partita, e poi in una successiva e in un'altra ancora".

Quale giocatore, a livello professionale, ha scoperto e ora ha fatto il grande salto di qualità?
"Sicuramente Inler, lo vidi in un torneo giovanile e per quattro anni lo seguii sempre dal Basilea allo Zurigo fino a portarlo all'Udinese - confida Mazzagatti - Ma sicuramente anche altri giocatori come Morosini, Motta o Sforzini, prelevato addirittura dalla Seconda Divisione quando militava con il Sassuolo. Invece a Siena penso che uno dei giocatori più importanti osservati e presi sia il marocchino Houssine Kharja e Rosi, di proprietà della Roma, e secondo me con grande futuro".

Che giocatori segue in particolar modo? Di quali categorie?
"Seguo maggiormente i campionati di Serie B, Prima Divisione della Lega Pro e Primavera in ottica, esclusivamente, Prima squadra".

Come sta andando a Siena?
"Purtroppo, dopo le dimissioni di Roberto Zanzi e l'esonero del ds Gerolin, manca tutt'ora la figura che ricopriva quest'ultimo come responsabile degli osservatori e sono al momento sospeso dall'incarico, anche se per conto mio non posso di certo smettere di lavorare. Lo scorso week-end, per esempio, ho visto sabato il primo tempo di AlbinoLeffe-Bologna Primavera, AlbinoLeffe-Mantova, in tv Lazio-Fiorentina, domenica mattina un dvd di un giocatore brasiliano, a Reggio Emilia Reggiana-Ravenna e in serata, in tv, Juventus-Palermo. Il mio lavoro non deve mai fermarsi".

E in chiave mercato?
"Per centrare traguardi come quelli conseguiti all'Udinese bisogna avere il sostegno di una società che crede in certi progetti, cosa che per varie circostanze non si sono verificate a Siena. Il mio futuro? Fino a giugno sono a disposizione del club toscano, poi si vedrà".

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