ESCLUSIVA TMW - Juve, Padovano: "Diego e Melo? Non li avrei presi"
Andrea Losapio
La crisi Juventus sembra non aver mai fine. Il cambio tra Ferrara e Zaccheroni tarda - almeno per il momento - a dare i suoi frutti, nonostante i due punti nelle ultime due gare. TMW ha intervistato telefonicamente Michele Padovano, ex centravanti proprio della Vecchia Signora, per capirne di più.
E' un campionato difficile per la Juventus
"Sì, lo dimostrano anche le mie interviste. Non mi era piaciuta la campagna acquisti di quest'estate, quindi l'andamento non è una sorpresa, per me".
Parliamo di Melo e Diego?
"Non li avrei mai presi, sinceramente. Quello che non mi è piaciuto è l'atteggiamento della società: ha fatto la corte a D'Agostino per diversi mesi, poi hanno dirottato su Melo, calciatore completamente diverso. Questo dimostra che non c'è grande organizzazione, perché le squadre si fanno con un certo criterio. D'Agostino poteva servire molto più di un Melo, il fatto che abbiano cambiato opinione in questo modo significa che non c'era grande sintonia tra società ed allenatore".
E per l'ex Werder Brema?
"Riconosco la qualità del giocatore, ha buoni doti tecniche e buona forza. Nelle grandi squadre, però, non esistono calciatori così. O c'è un centrocampista o un attaccante, le mezze figure come Diego portano via spazio agli attaccanti. Può giocare in una squadra costruitagli attorno, come Baggio a Bologna, ma le società che devono vincere qualcosa non si possono permettere giocatori così".
Una valutazione sul mercato di gennaio
"E' un mercato di riparazione, s'interviene perché a giugno si è sbagliato qualcosa o si ha avuto la sfortuna di perdere giocatori in corsa. Candreva è un ottimo prospetto, può diventare importante. Paolucci era già della Juve, ma non so come possa riconfermarsi, visto che aveva pochi spazi a Siena. E' stata una soluzione di ripiego".
Lanzafame sembrava arrivasse, poi...
"Se la Juve si fosse fatta sentire sarebbe andata in modo diverso. Bisogna essere dentro per capire veramente qualcosa in più, io parlo per avere letto sui giornali".
Blanc risponde alla richiesta di rinnovo per Chiellini con un "pensi a giocare"
"Denota il fatto che lui mastica poco di calcio, se un giocatore del genere ti chiede il rinnovo, visto che è uno tra i più importanti che ha la Juventus, devi assolutamente accontentarlo. Con Chiellini ci deve essere un colloquio costante e continuo".
C'è poi l'esonero di Ferrara
"In quella vicenda non mi è piaciuto niente e nessuno, la società che è sparita, e non ha difeso l'allenatore in un momento delicato, lasciandolo allo sbando e a se stesso. Non mi è piaciuto Ferrara, che si è fatto trattare così dalla Juventus e non riesco a capire per cosa, devo ancora capirlo forse per rimanere dentro alla società con un ruolo non ancora definito, e non mi è piaciuto Zaccheroni anche se riconosco che per lui si tratta di un rilancio importante visto che era fuori da tre anni, ma con la consapevolezza che tra tre mesi non sarà più allenatore della Juventus".
Un nome per il prossimo allenatore
"Punterei su un giovane, italiano, bravo e preparato come Allegri, o sul sicuro con Benitez. Mi ricordo quando Lippi venne alla Juventus che arrivava da un paio di annate al Napoli e niente di più. Ma secondo me meglio costruire la società, le mure vengono da sé. La casa si costruisce dalle fondamenta".
Si parla di Gasperini e Prandelli
"Due allenatori molto bravi che stanno facendo molto bene con le loro società. Gasperini conosce bene l'ambiente Juventus, avendo allenato per oltre dieic anni. A me però piace molto Allegri per come allena la squadra e la fa giocare".
Le fondamenta della società non le piacciono, par di capire
"Non è che non piacciano a me, ma i risultati parlano chiaro. Il progetto iniziale di questa società è notoriamente fallito. Per ritornare grandi bisogna costruire una buona società, con idee chiare, difendere lo staff, non bisogna dare alibi ai giocatori e la possibilità esprimersi al cento per cento sempre ed ovunque, questo ora non è possibile".
Chi prenderebbe come DS?
"Non sta a me dirlo, ai vertici è importante che siano presenti passione e un'importante situazione finanziaria. Bisogna mettere persone valide e capaci, credo che per una società sia doveroso. La Juve ha avuto alla guida persone che sapevano gestire un club".
Con il Genoa è un match importante
"Per i motivi sopra elencati questa squadra può perdere con chiunque, ho visto faticare anche con la Lazio. Non c'è serenità, ma è la società che permette a giocatori e allenatore di rendere al meglio. Credo che le responsabilità maggiori vadano imputate alla dirigenza".




