Fedele: "Udinese? Ancora non ci siamo..."
Redazione TMW.
Un punto è arrivato anche da Parma. Alla vigilia il pareggio poteva essere un risultato auspicato. Al fischio finale, si esce dal campo con l'amaro in bocca. Adriano Fedele, in esclusiva a Il Friuli/Udineseblog, commenta la gara giocata ieri nella città ducale.
Ci si attende con ansia una svolta che fatica ad arrivare. Ci vuole tempo, è vero. Ma che Udinese hai visto ieri?
"Non mi addentro in giudizi specifici sui singoli. Faccio solo un ragionamento: sono solo venti giorni che De Biasi è qui e ha trovato una situazione difficile. Ha bisogno di maggiore tempo per poter lavorare. Dispiace solo che ancora sembra non sia cambiato nulla. Si è perso in maniera ignobile a Bari. Intendiamoci, perdere non è un delitto, se però ci si mette l'anima. Ci si è esaltati per un buon primo tempo con la Lazio, squadra in grande difficoltà che ieri ha preso tre gola a Bergamo. Ieri abbiamo ottenuto un punto senza infamia e senza lode. Secondo me il punto è che bisogna lavorare molto per ridare a questa squadra una condizione fisica accettabile. All'Udinese vanno tutti piano. Contro un Parma in difficoltà, soprattutto dal punto di vista atletico, abbiamo tenuto ritmi bassi, affidandoci a soluzioni individuali. Il Parma veniva da tre sconfitte e ha giocato più di un tempo in dieci. Non ci siamo. Bisogna aumentare l'intensità e la qualità degli allenamenti".
De Biasi sta lavorando sodo e sta studiando tutte le possibilità per migliorare la situazione. Per quanto riguarda gli allenamenti, ha pensato di adottare un sistema che ha conosciuto in Spagna e che prevede il riposo al martedì piuttosto che al lunedì. Cosa ne pensi?
"Parto dal concetto che secondo me il defaticante, se non è fatto immediatamente al termine della partita, non serve a molto. Il martedì è giornata di lavoro: bisogna esercitarsi sulla forza fisica, sulla potenza aerobica, concentrarsi sulla parte atletica".
Domenica arriva un'altra squadra in difficoltà, la Sampdoria:
"Attenzione a Del Neri. Lui e le sue squadre sono imprevedibili. Non hanno mezze misure: o è crisi o è gloria. Se si risolleva, è capace di farti nero. Non è un impegno da sottovalutare, non bisogna pensare che loro sono in crisi. E' vero che, rispetto all'attacco, la difesa è debole. Ma se si riprendono, sono dolori".




