Gianluca Rossi: "La Lazio se scansa, passa l'Inter"
Redazione TMW.
Sapevo che non sarebbe stata un'impresa vincere a Roma, davanti all'amica Lazio. Temevo solo un po' la stanchezza dei nostri post-Barcellona ma, se non sono stanco io che in due giorni tra Barcellona e Andorra ho dormito meno di tre ore, come potevano esserlo i protagonisti di una stagione straordinaria, capaci a maggio di ritrovarsi in lizza per tutti e tre gli obiettivi stagionali? A volte basta la mente a mettere benzina nelle gambe e infatti l'avvio dell'Inter all'Olimpico è stato veemente, forse perché si era consci di non poter reggere certi ritmi oltre un tempo. La Lazio ha subito fatto il minimo sindacale, con i tifosi biancazzurri a tifare Inter alla faccia dei cugini romanisti. Tutto normale? In Italia funziona così. Non è la prima volta e non sarà l'ultima e mi fanno sganasciare dalle risa i moralisti da quattro soldi in un mondo in cui il più pulito ha la rogna. Soprattutto quando a dare le lezioncine sono i soloni simpatizzanti di squadre che in passato sono retrocesse per illecito, note in certe situazioni per aver dato una mano alla provinciale di turno a scapito dell'altra. A memoria non ricordo partite all'ultimo sangue tra Milan e Brescia, tanto per citare il primo caso che mi viene in mente. Se poi qualcuno di Piacenza, di Reggio Calabria o di Reggio Emilia si trovasse a leggere queste righe potrebbe sicuramente dare contributi interessanti. E chissà quanti altri casi dimentico. Non siamo in Inghilterra, ahimé, ma io l'ho sempre saputo e lo 'denuncio' da anni! Però a volte succede che le cose non vadano come si crede: mi pare che l'Inter non abbia lasciato la finale di Coppa Italia alla Fiorentina, ma a Firenze ci abbia lasciato la testa della classifica, perché in quelle due partite nel giro di tre giorni nessuno ha fatto sconti. Invece Roma e Lazio giocano da sempre due campionati: uno è quello di Serie A, che giochiamo tutti, l'altro è quello capitolino, solo tra loro, con l'obiettivo dichiarato di complicare la vita al rivale ancor prima di facilitare la propria. Sia chiaro che l'Inter ha fatto solo il suo dovere. Sia chiaro che la Roma, dovesse perdere lo scudetto, lo avrà perso in casa con la Sampdoria. Sia chiaro che i calciatori della Roma dovrebbero forse ripensare a come hanno spernacchiato i cugini dopo la recentissima vittoria nel derby. E allora che si aspettavano? Che la Lazio giocasse alla morte contro l'Inter per favorire la Roma verso uno scudetto che poi sarebbe stato rinfacciato per secoli? Suvvia, siamo seri. A Roma il campionato di serie A viene dopo quello capitolino.
E l'Inter resta assolutamente estranea a queste beghe da cortile ma, ovviamente, ne ha beneficiato, tra l'altro facendo anche una certa fatica, perché Muslera ha disputato la sua miglior partita. Se parlate con chi ha giocato a calcio ad altissimo livello vi confiderà che in queste situazioni il meglio lo danno sempre i portieri. Ai compagni, di solito, dicono: "voi fate quel che vi pare, ma io col cavolo che me scanso", tanto per citare uno striscione comparso all'Olimpico proprio con la scritta 'Scansateve'. Il portiere sa bene che prima o poi il gol lo prenderà, ma pretende di fare comunque un figurone, visto che il suo ruolo è quello più esposto. E Muslera ha fatto il muro, prima di incassare il gol di Walter Samuel in chiusura di primo tempo su assist del solito Sneijder, con almeno quattro interventi decisivi su Maicon, Thiago Motta, Eto'o e Sneijder, addirittura murato palla al piede. E anche nella ripresa il portiere laziale ha fatto bene, prima di capitolare definitivamente poco prima della mezz'ora sul colpo di testa di Thiago Motta sul calcio d'angolo di Maicon.
Poco prima Muslera aveva giust'appunto ancora miracolato su Samuel. La partita è praticamente finita lì e Bergonzi non ha fatto neppure troppa fatica a portarla al fischio finale. Lo striscione "Oh nooo..." esposto dai laziali ai due gol dell'Inter vale da ironica risposta a Totti e al suo pollice verso dopo il derby capitolino. E mercoledì attenzione alla Coppa Italia, perché secondo alcune voci già smentite, Cristian Chivu avrebbe chiesto ai compagni di andarla a vincere a Roma: pare che Totti e Toni, guarda caso falciato senza pietà proprio da Chivu nel finale di Roma-Inter di campionato, non abbiano detto in campo cose molto eleganti al nostro a proposito dell'operazione alla testa dopo l'infortunio del 6 gennaio scorso a Verona. Sarà vero? Ve lo dirò dopo aver ulteriormente indagato. Intanto, il campionato non è finito, altro che storie. L'Inter ha controsorpassato i giallorossi dopo il loro successo in anticipo a Parma ed è tornata a +2. ma mancano ancora due giornate con partite abbordabili per entrambe le contendenti. L'Inter, al solito, le deve vincere.




