Giro di attacchi bruciati. Quando cambiare punte non serve
Andrea Losapio
Scova l'intruso: Parma, Genoa, Lazio, Atalanta. Parliamo di attacco, parliamo di calciomercato, quello di gennaio, che ha visto le quattro squadre sopra citate cambiare il proprio parco attaccanti per risollevarsi da una situazione di classifica poco positiva (in caso di Lazio e Atalanta), oppure per rinforzare la bocca da fuoco per segnare qualche gol in più. Se queste erano le premesse, nessuna delle quattro squadre è riuscita nell'intento, tranne forse i biancocelesti grazie all'acquisto di Sergio Floccari, centravanti che dal Genoa (4 gol) è andato a Roma (7), diventando il capocannoniere della società capitolina in sole sedici partite. Avrebbe avuto anche la possibilità di segnare l'ottavo, e imprimere il suo sigillo sul derby: ma se si parla di riscatto (alto, a 9,5 milioni di euro) qualche cosa di buono deve averla pur fatta.
Capitolo Genoa, praticamente la squadra che ha fatto da trait d'union a tutte queste operazioni. Di Floccari si è già detto, e il numero di gol che hanno assicurato i rientranti Suazo e Acquafresca sono stati cinque (uno solo in più rispetto all'ex Atalanta). Considerando che nella rosa del Grifone c'era pure Hernan Crespo (cinque gol), il bilancio è quanto meno deficitario, rispetto a quello della prima parte di stagione.
Non è stata esaltante, certamente, l'esperienza di Acquafresca: dopo ventiquattro gol in due stagioni, il centravanti ex Cagliari ha pagato un ambiente particolare a Bergamo (solo una rete), oltre a una disposizione tattica che non lo favoriva. La disperazione ha fatto scegliere alla società atalantina l'arrivo di Nick "piede caldo" Amoruso, che ha imitato Acquafresca: sicuramente prestazioni migliori rispetto al genoano, però una sola rete nonostante un ampio minutaggio con i nerazzurri.
Anche il Parma non è esente da colpe: ha lasciato andare via un Amoruso che il suo lo stava facendo (cinque gol), richiamando Hernan Crespo da Genova (zero reti finora). E' sempre romantico vedere l'argentino in maglia gialloblù - con il Parma che ha vinto qualche partita l'ha vinta anche grazie alla sua esperienza - ma il contributo di reti è nullo, purtroppo.
La soluzione al mistero è semplice, quindi: l'intruso è la Lazio, che ha avuto le sette reti di Floccari (rispetto a Pandev, anche se lì la colpa è di Lotito, oppure rispetto agli altri attaccanti). A zero l'Atalanta (1 Acquafresca, 1 Amoruso), meno quattro per il Genoa (Suazo 3, Acquafresca 2, Floccari 4, Crespo 5) meno cinque per il Parma (5 Amoruso, 0 Crespo).




