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Unione Sarda - Cagliari, Cellino: "Matri e Lazzari non si muovono"

Unione Sarda - Cagliari, Cellino: "Matri e Lazzari non si muovono" TUTTO mercato WEB
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 8 dicembre 2010, 10:362010
di Redazione TMW.
fonte di Ivan Paone per L'Unione Sarda

Presidente Cellino, è vero che il Milan vorrebbe Lazzari e Matri già a gennaio?
«Sì, è vero e non solo il Milan».
E lei che risponde?
«Che restano tutti e due qua. Io non vendo, compro».
A gennaio?
«Sì, arriverà un giocatore di qualità ma non mi chieda altro».
Nemmeno il ruolo?
«Non lo dico nemmeno sotto tortura».
Trattenere Lazzari e Matri di fronte a richieste così importanti non sarà semplice. Come pensa di riuscirci?
«Ho preso un impegno con i miei quattromila abbonati, con l'allenatore e con tutti gli altri giocatori. Lazzari e Matri non si muovono da qua, sono già d'accordo».
E a giugno?
«Il discorso cambia. Prima dobbiamo vedere come va a finire il campionato e la vicenda dello stadio. Parliamo chiaro: se il Cagliari fa il salto di qualità, può anche cercare di trattenere calciatori importanti come Lazzari e Matri. Altrimenti, sarebbe ingiusto anche nei confronti degli stessi giocatori».
A proposito di stadio, a che punto è la situazione?
«A un punto morto, non so più in quale ufficio si è arenata la pratica.

Se entro giugno non avrò il via libera, dovrò rivedere tutto».
Ne approfitto per chiederle di Bisoli, quanto le è pesato esonerarlo?
«Mi conoscete e sapete che quando c'è da mandare via un allenatore, non esito e non ho solitamente rimpianti. Mi è dispiaciuto enormemente, oserei dire che è stata una scelta condivisa. Bisoli è un ottimo allenatore, uno dei più bravi capitati a Cagliari. Lo ha tradito l'amore eccessivo per il Cagliari, la voglia di sfondare. La squadra è andata in confusione e non riusciva più a fare niente. Mi ha ricordato la situazione vissuta nel 2001 con Nuciari. La squadra aveva una grande voglia di fare bene ma non ci riusciva».
Il dissidio con Agostini e Conti non c'entra?
«Stupidaggini, la verità è quella che ho appena detto».
Così ha scelto Donadoni. È soddisfatto?
«Una persona educata, stupenda e poi ha la mentalità che piace a me: vuole vincere e imporre sempre il proprio gioco. Credo che qua da noi abbia trovato l'ambiente ideale per esprimere le sue potenzialità di allenatore capace e vincente».