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Unione Sarda - Cagliari, Cellino svela i piani per il futuro

Unione Sarda - Cagliari, Cellino svela i piani per il futuroTUTTO mercato WEB
© foto di Giacomo Morini
martedì 18 maggio 2010, 08:192010
di Christian Seu
fonte Unione Sarda / TuttoCagliari.net
Il presidente rossoblù all'Unione Sarda: "Matri e Astori rimangono, Marchetti può partire. Arriva Pinardi". E fa capire che sarà Bisoli il nuovo allenatore dei sardi

In una lunga intervista rilasciata all'Unione Sarda, il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, ha parlato del recente passato, del presente e del futuro della squadra isolana. Non sono mancate indicazioni utili per tracciare il profilo del mercato della società rossoblù: Cellino "conferma" Matri e Astori, apre a una cessione di Marchetti e Larrivey, e annuncia l'arrivo di Pinardi. Non si sbilancia sul futuro tecnico, limitandosi a dire che sarà "un allenatore "giovane, determinato e capace". Bisoli?

Presidente, iniziamo dalla fine. Il Cagliari ha chiuso il campionato a quota quarantaquattro punti, in quintultima posizione insieme a Chievo e Udinese, davanti a Livorno, Siena, Atalanta, retrocesse in B, e Bologna. Contento?
«Speravo di fare di più. Il mio programma, varato due stagioni fa, in coincidenza con l'arrivo di Allegri, prevedeva di lottare per un posto in Europa League. Abbiamo subito un intoppo. Il sedici maggio, con Cagliari-Bologna, si è chiuso il primo round. Il primo luglio inizierà il secondo».

Questo significa che l'obiettivo della prossima stagione sarà più ambizioso della semplice, se si può definire così, salvezza?
«Esatto. Quindi dico subito, prima che inizi il solito ritornello, che non cambio la squadra e la rinforzo».

Nel concreto, quante cessioni ha in animo di fare?
«Dentro di me, non vorrei vendere nessuno, perché sento di aver costruito questa squadra pezzo per pezzo e il pensiero che ci sia chi vorrebbe portarmene via qualcuno, mi dà fastidio. Diciamo che Marchetti ha già il sostituto naturale, Agazzi, e che potrebbe essere l'unica cessione».

Matri?
«Resta al cento per cento. Lo dico a chiare lettere, in maniera che resti scritto indelebilmente: non vendo Matri».

E il Milan, il Napoli, la Fiorentina?
«Non sono problemi che mi riguardano. Ho rifiutato due giorni fa quattordici milioni da una squadra importante. Ho in mente un progetto tecnico ambizioso e non si può realizzare vendendo i giocatori migliori».

Ci sarà inevitabilmente qualche partenza.
«Lupatelli, Parola e Barone sono in scadenza di contratto».

Lo è anche Lopez, che intende fare?
«Questo è un capitolo delicatissimo, mi permetta di avere un po' di prudenza. Diego è come se fosse mio figlio, dobbiamo capire se è ancora in grado di giocare a certi livelli. Si farà agli inizi di luglio e poi si prenderà una decisione».

A chi toccherà decidere, a lei, al dg Marroccu o al nuovo allenatore?
«A due persone: a me e a Massimo Cellino. Non è cosa che possa delegare a qualcuno, tanto meno all'allenatore».

Parliamo dell'attacco, particolarmente ampio e, quindi, bisognoso di una ridefinizione. Che cosa pensa di fare?
«Non rinuncio ai tredici gol di Matri e agli otto di Jeda, che ha vissuto una stagione difficile ma che ha qualità indiscutibili. Gli ridaremo entusiasmo e brillantezza e tornerà molto utile. Nenè ne ha segnato altrettanti, nonostante fosse alla sua prima stagione in serie A e abbia giocato a singhiozzo. Non può che migliorare. Al reparto abbiamo aggiunto Pinardi, che può agire da trequartista o da seconda punta. Su Ragatzu sono pronto a scommettere».

Stando così le cose, il sacrificato dovrebbe essere Larrivey.
«Vedremo. A volte i giocatori hanno bisogno di cambiare aria per scrollarsi di dosso la negatività».

Il futuro allenatore rossoblù, gli sviluppi sui casi Astori e Dessena, i motivi dell'esonero di Allegri. Clicca qui per leggere l'intera intervista completa al presidente Cellino!

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