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Il bello del Milan

Il bello del MilanTUTTO mercato WEB
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 18 febbraio 2010, 07:412010
di Redazione TMW.
fonte Telelombardia - qsvs.it

Nessuno poteva legittimamente pretendere che questo Milan risparmioso e figlio della grande austerità vincesse la Champions League. Ci sono squadre costruite col massimo delle ambizioni e degli investimenti che poi puntualmente salutano la compagnia con largo anticipo. E' il caso dell'Inter, ad esempio, o del Real Madrid, da cinque anni fermo al capolinea degli ottavi. Leonardo si è inventato coi vecchietti che hanno fatto il ciclo ancelottiano più quel niente che la società gli ha messo a disposizione una squadra divertente e spettacolare, che in campionato sta dove soltanto le difese d'ufficio di Galliani e l'ottimismo utopistico di Berlusconi l'accreditavano in estate. Questo Milan, al cospetto del Manchester United finalista di Champions da due anni a questa parte, ha giocato senza paura, senza complessi di inferiorità, guardando negli occhi l'avversario. L'Inter, un anno fa, non lo aveva fatto, radicalizzando la sua psicosi e chiudendo a San Siro con uno 0-0 imbarazzante e zero tiri nello specchio di porta.

Il Milan no. Ha liberato il futebol bailado di Ronaldinho, accarezzato il 2-0 col suo centravanti di riserva, bersagliato Van Der Sar come l'orsetto al tirassegno del luna park. Il primo tempo del Milan è stato esemplare. La sfortuna di prendere un gol che così casuale si è visto poche volte, per giunta nel momento in cui la squadra è in dieci per l'infortunio, ha ucciso la convinzione della squadra, che non ha ricambi all'altezza e che non ha una tenuta fisica illimitata.
Ma il ruggito nel finale, con tre occasioni in sequenza e il pareggio sfiorato, pur nella consapevolezza che gli altri son più forti, certifica che il Milan ha tempra morale, cuore e orgoglio e che non deve affatto vergognarsi di uscire dall'Europa, se così dovrà essere, dopo aver onorato al massimo la competizione.