Il pagellone degli acquisti: i colpi dell'estate da dieci a zero
Andrea Losapio
Sei giornate non sono ancora bastate per emettere i primi verdetti. Ancora zero esoneri in Serie A - volendo escludere quello di Colomba, comunque arrivato prima del fischio iniziale della stagione del Bologna -, anche se le prime panchine iniziano a traballare. Oltre agli allenatori ci sono i direttori sportivi sotto i riflettori, chi per il colpo sbagliato, chi per avere azzeccato un acquisto a poco prezzo. La classifica è figlia delle scelte del calciomercato, ma i "colpi" vanno catalogati in quanto tali anche in base al prezzo e all'andamento personale. Da dieci a zero, ovviamente ben capendo che i voti sono "assoluti" e non mediabili.
Voto 10 a Hernanes - Due anni fa lo voleva il Barcellona per una cifra vicina ai diciotto milioni di euro, l'anno scorso il brasiliano era stato accostato prepotentemente al Milan. I rossoneri hanno preferito acquistare Huntelaar, lasciando il centrocampista ex San Paolo in Sudamerica: errore madornale, perché il "Profeta" ha cambiato volto alla Lazio, prova ne è il grandissimo movimento in occasione del gol di Mauri, con un tocco da suola da "futsal" che fa venire l'acquolina ai grandi amanti del calcio. Nota a margine: sarebbe da inserire anche Ibrahimovic, ma sarebbe ingiusto nei confronti del cervello della neo capolista. Prezzo: 10,5 milioni, forse ne vale già il doppio.
Voto 9 a Edinson Cavani - Liberato dai compiti di fascia, il calciatore uruguagio è diventato davvero importante nell'economia del gioco del Napoli. Può diventare davvero un goleador da oltre venti gol a stagione, ma bisogna anche considerare che è già andato in doppia cifra per due anni di fila, a ventidue e ventitré anni. E' da consacrazione, anche se il prezzo per riscattarlo è abbastanza alto: cinque milioni per il prestito, dodici per avere l'intero cartellino.
Voto 8 a Josip Ilicic - E' una storia da libro cuore, o quasi: l'anno scorso Ilicic è retrocesso con il proprio club, l'Interblock, da riserva. Grazie a Zahovic, grande ex fantasista sloveno ora direttore sportivo del Maribor, il giocatore viene acquistato per ottantamila euro. Il resto è storia recente, e la fantastica conclusione di ieri sera - che va a morire all'incrocio - è da manuale del calcio. Prezzo due milioni e duecento mila euro.
Voto 7 a Milos Krasic - Grande velocità, strepitosa tecnica, clamoroso ritmo: il serbo può davvero diventare l'idolo dei tifosi bianconeri, e probabilmente meriterebbe un voto maggiore che non quello da me riservato. Il fatto di essere inserito in un top club - non come Napoli, Lazio o Palermo - lo sminuisce un po', così come il prezzo pagato dalla Juve (nell'ordine dei quindici milioni di euro). In ogni caso, un grandissimo acquisto per il club piemontese.
Voto 6 ad Alessandro Diamanti - Ritorna in Italia dopo un'esperienza (positiva, tutto sommato) al West Ham, grazie all'estro di Corioni. Il presidente forse esagera, sostenendo di avere il nuovo Baggio, ma Diamanti è un giocatore importantissimo in quella che sarà l'economia della stagione bresciana. Il gol al Chievo è lì a dimostrarlo. Prestito con diritto di riscatto fissato intorno agli otto milioni di euro.
Voto 5 a Coutinho - Attenzione al voto. Non è una bocciatura totale, ma un "rimandato a settembre" per il giovanissimo brasiliano, che paga l'età (assolutamente un alibi nel suo caso) e un mercato deficitario da parte dell'Inter. Ha immense capacità e sarà protagonista nell'Inter del futuro, ma se mancano Pandev e Milito tocca a lui: col Werder bene, con la Juve non proprio. E' destinato a grandissime cose, ma è anche un voto da dividere con Biabiany, suo compagno di reparto. Prezzo tre milioni e ottocentomila euro.
Voto 4 ad Antonio Candreva - Per il momento è il lontano parente del giocatore affidabile visto con Livorno e Juventus. Marino gli affida le chiavi dell'attacco come "vice Giovinco", ma le prestazioni non sono all'altezza della fama. Certo è che passare un'estate difficile e dal futuro incerto non lo ha aiutato, ma ci si aspetta di più. Prestito con diritto di riscatto fissato a cinque milioni per la metà.
Voto 3 a José Ernesto Sosa - Nel Napoli che viaggia a mille di quest'inizio stagione, lui è la nota meno lieta. E' stato seguito da Parma e Catania, ma poi gli azzurri lo hanno acquistato come alternativa in attacco: è un errore, perché è più un giocatore da "raccordo", un vice-Hamsik, e provarlo di punta rischia di non farlo esplodere. Il "Principito" deve farsi. Prezzo: due milioni di euro.
Voto 2 ad Artur Boruc - Il suo acquisto sembrava aprisse all'addio di Sebastian Frey alla casacca viola. Invece il portierone francese è rimasto, precludendo le chiavi della porta all'ex Celtic, che ora vuole andarsene per giocare titolare. All'inizio turbolento della stagione dei toscani va ad aggiungersi questa grana, che probabilmente poteva essere evitata. Prezzo: un milione e duecentomila euro.
Voto 1 a Sokratis Papastathopoulos - Un buon precampionato, poi la maglia da titolare a Cesena: il greco è subito caduto nel dimenticatoio (mediatico e della tifoseria), dopo che sembrava potesse essere la prima alternativa per la difesa rossonera. Gli andrebbe dato ancora un po' di tempo, anche perché è capitato nel momento sbagliato dell'inizio stagione milanista: Giaccherini e Schelotto se li sognerà ancora per un bel po'. Prezzo: quattro milioni e mezzo più le compartecipazioni di Strasser, Zigoni e Oduamadi.
Voto 0 ad Adriano - In compartecipazione con l'arrivo di Fabio Simplicio, il mercato della Roma rischia di essere bocciato su tutta la linea. Certo, l'acquisto di Borriello lo nobilita un pochino, ma la condizione - pessima - del brasiliano è lì a testimoniare un fallimento che si ripercuote sulla classifica dei giallorossi. Il prezzo è l'unica cosa buona: parametro zero, come il voto in classifica.




