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Il punto sul Brescia: si punta alla A

Il punto sul Brescia: si punta alla A
giovedì 4 febbraio 2010, 10:272010
di Redazione TMW
fonte Angelo Rota- Tuttob.com

Lunedì scorso si è chiusa la sessione invernale del calciomercato, che ha visto il Brescia protagonista di alcuni buoni innesti e di altre trattative purtroppo non concretizzate.
Le rondinelle si trovano attualmente al 6°posto in classifica, ultimo utile per i playoff, ed affronteranno nel prossimo turno il Torino, avversaria diretta nella corsa alla promozione.
Proviamo ad analizzare nel dettaglio la rosa biancoblù che si prepara ad affrontare la seconda parte della stagione con l'obiettivo di raggiungere la massima serie, per valutare a bocce ferme cosa è stato fatto e cosa si poteva fare di più in sede di mercato e riflettere sulla competitività della squadra rispetto alle concorrenti.

PORTA - No problems.
Il titolare è indiscutibilmente Arcari, che ha alternato prove superlative ad alcune indecisioni, in particolare nelle uscite. L'estremo difensore cremonese merita fiducia, ma forse sarebbe stato il caso di affiancargli un uomo d'esperienza, che potesse coprirgli le spalle in caso di infortuni. Le capacità di Viotti non sono in discussione, ma il giovane dodicesimo nostrano ha bisogno di fare esperienza, non avendo mai disputato un solo minuto in serie B.
L'idea di acquistare un portiere è venuta anche alla dirigenza bresciana, che ha cercato Benussi, sul quale ha posto il veto il Lecce, bestia nera delle rondinelle sul mercato. Un'altra ipotesi che era stata fatta era quella di uno scambio col Lumezzane: Gazzoli al Brescia, Viotti in Valgobbia. Negli ultimi giorni di mercato era comparso il nome di Guardalben, ma alla fine non si è fatto nulla. Anche il mercato degli svincolati offriva buone opportunità, come ad esempio Generoso Rossi.
La questione portiere non era comunque primaria e puntare su Viotti può essere una scelta redditizia, quindi un problema-porta non sussiste.

DIFESA - Coperta corta.
Mister Iachini schiera un reparto a tre, nel quale i titolari sono potenzialmente Bega, Mareco e Martinez, uomini di esperienza e di sicuro affidamento sulla carta.
In realtà, è risaputo che Martinez soffre di frequenti problemi fisici che ne hanno sin qui limitato l'impiego. Bega è il perno della difesa, ma la grinta che lo caratterizza lo porta spesso a farsi sventolare sotto il naso cartellini, gialli e rossi: le squalifiche sono quindi piuttosto frequenti. Infine, Mareco alterna al solito grandi prestazioni e "marecate", senza dimenticare che il paraguayano è al momento infortunato e che la data del suo rientro è ancora incerta.
Ricordando che Dallamano può, all'occorrenza, giocare anche nella linea a tre, i sostituti a disposizione di Iachini si limitano a De Maio, che ha buon fisico ed ha acquisito esperienza ma non è sempre sicuro, e Berardi, che sta trovando continuità e sicurezza nelle ultime partite, ma è pur sempre un classe '87, come il francese. L'inserimento di un giocatore esperto in grado di guidare il reparto in caso di squalifiche e infortuni sarebbe stato opportuno. In fase di mercato si sono fatti i nomi di Mandelli, Di Cesare e Santos, ma solo nel momento in cui si è parlato di una possibile partenza di Mareco. Una soluzione come quella attuata dal Cesena, che ha preso lo svincolato Franceschini, non sarebbe stata da scartare: Di Loreto e Castellini potevano essere scelte "al risparmio", ma di sicuro affidamento.

CENTROCAMPO - Abbondanza.
All'inizio della stagione e per la prima metà del campionato è stato il reparto che più ha sofferto. Mancava chiaramente un regista davanti alla difesa, tanto che Iachini è stato costretto ad estrarre dal cilindro Paghera, ottimo giovane e vero bresciano, ma pur sempre un classe '91. La linea mediana è stata rafforzata in modo massiccio ed ha addirittura al momento problemi di abbondanza.
Sugli esterni i titolari sono Zambelli e Dallamano, che hanno in Rispoli e Lopez due ottime alternative. Gli interni titolari saranno presumibilmente Baiocco a destra e Cordova a sinistra, con Saumel e Vass pronti a subentrare o addirittura a scalzarli. Come regista è stato acquistato Budel, che ha già dimostrato di essere l'uomo giusto per la Leonessa, con Paghera pronto a vestire il ruolo del vice. Oltre a questi uomini, il Brescia dispone dei nuovi acquisti Manzoni e Hetemaj, utili soprattutto per un centrocampo più offensivo e di giovani interessanti come Salomon, un tempo in auge e ora sparito, Martina Rini, che meriterebbe una chance, ed El Kaddouri, che ha buoni colpi ma è forse un po' troppo leggero.
Il centrocampo è quindi a posto, forte come nessuno in serie B e pronto per il salto di categoria.

ATTACCO - Ceri accesi.
Il peso dell'attacco è stato retto per tutto il girone d'andata da quell'Andrea Caracciolo che ha seriamente rischiato di partire a gennaio. Con 16 gol in 20 partite, l'Airone è il trascinatore della squadra ed è titolare inamovibile. A far coppia con lui un Possanzini che sta ritrovando lo smalto perduto negli ultimi mesi. Dietro di loro, messo agli atti l'addio di Flachi per la nota vicenda doping che porrà fine alla sua carriera, il nulla o quasi.
Libor Kozak è stato investito del ruolo di vice-Caracciolo, ma non ha l'esperienza e forse nemmeno le capacità per sostituire l'attaccante milanese.
Riccardo Taddei, pur dotato di classe indiscutibile e colpi da campione, è notoriamente falcidiato da infortuni che ne minano il rendimento e l'affidabilità. Il fantasista pisano può tornare utile con l'arrivo della stagione più mite, ma non dà nessuna sicurezza di tenuta.
Roland Varga è noto ai tifosi più per la partecipazione allo show dei record che per le qualità e le prestazioni in campo: l'ungherese classe '90, che ha senz'altro buoni colpi ma non è pronto per la serie B, non può di certo essere considerato un'alternativa valida se si vuole puntare alla serie A.
Il reparto offensivo è quindi quello maggiormente a rischio: in caso di infortunio di uno dei due titolari la situazione sarebbe davvero critica. Per questo motivo ci si aspettava qualcosa dal mercato, un vice-Caracciolo al posto di Kozak ed una seconda punta che sostituisse Flachi.
I nomi che sono stati fatti e inseguiti durante il mercato di riparazione sono molti, ma per i più svariati motivi nessuno è arrivato.
Makinwa non ha convinto la dirigenza; Marazzina è stato solo un nome abbozzato; Di Michele è stato molto vicino, ma è finito al Lecce; Ginestra ha preferito andare a Crotone; Caputo non è stato cercato con forza; Cacia è stato bloccato dal Lecce; Cipriani è stato cercato, ma più in ottica futura; per Bjelanovic non si è approfondito il possibile scambio con Kozak; Tavano e Bruno sono rimasti dei sogni; Della Rocca è saltato per l'assurdo ritardo nella cessione del fratello.
Sicuramente si poteva e si doveva assolutamente fare di più per puntare alla serie A diretta.
Al suono della sirena il Brescia si è trovato col cerino in mano e a questo punto, a proposito di ceri, ai tifosi della Leonessa non resta che una cosa da fare: accenderne molti ai santi Faustino e Giovita, patroni della città, perché preservino in salute Caracciolo e Possanzini.

Tirando le somme, la squadra è molto competitiva se si considerano i titolari, probabilmente da primi due posti. Tuttavia, mancano del tutto le alternative in attacco e sarebbe stato utile un rinforzo in difesa. In tali reparti, altre squadre sono decisamente più attrezzate.
Per arrivare alla serie A servirà un'impresa, dati anche i 7 punti di ritardo da Lecce e Sassuolo: un'impresa che dovrà essere soprattutto molto, molto fortunata.