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Inter, Stankovic: "Ibrahimovic mi ha sorpreso"

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Fabrizio Romano
domenica 12 settembre 2010, 21:212010
autore Fabrizio Romano
12.09.2010 21:212010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

A Quelli che il calcio, è intervenuto in diretta Dejan Stankovic. Il centrocampista nerazzurro, da ieri 32enne, è mancato contro l'Udinese per infortunio, ma si inizia a parlare dalla Champions. Ecco quanto evidenziato da FcInterNews.it: "L'anno scorso è stato il massimo per un calciatore. Prima della premiazione a Madrid, guardavo la Coppa e non ci credevo, piangevo. Il mio motto? E' sicuramente 'Rispetto per tutti, e paura di nessuno'. Mi ricordo il mio primo provino che racconto nel mio libro (è in vendita da poco, ndr), mi dicevano che ero lento e dovevo andare in una squadra piccola. Dopo poco ci ho riprovato in un club inferiore e ce l'ho fatta". La sua mentalità è sempre la solita: "Bisogna crederci sempre, non mollare mai, ed essere umili. La Stella Rossa, ricordo, mi fece fare un torneo a Milano: il mio primo viaggio, molto bello. Cosa farò dopo? La Serbia è sempre nel cuore, ci metto un'ora e dieci ad andarci quando voglio, ma rimango qua a Milano, ho i bambini a scuola e non voglio cambiare. La storia del mio Paese ti condiziona, anche i bombardamenti che c'erano mentre io ero alla Lazio, pensi solo al tuo Paese, il calcio scivola in posizioni inferiori.

Sono già ambasciatore della Serbia in Italia da 13 anni! Lo sciopero dei calciatori? Qualcosa non quadra, sicuramente sciopererò. Facciamo parte di un gruppo, si è presa una decisione e la seguiamo, ma sono sicuro che ci si può sedere a un tavolo per confrontarsi". Su se stesso: "Nelle giovanili ho imparato a coprire molto ruoli, c'è concorrenza ed essere polivalenti è particolare". Quindi, su Zlatan Ibrahimovic: "Sono stato sorpreso, come tanti. Ma da un altro lato, da calciatore, lui cercava spazio dove andare a giocare". Un aggettivo per gli allenatori: "Eriksson? Un signore. Zoff, una leggenda. Zaccheroni è un grande, Mancini è un papà. Mi ha voluto alla Lazio, gli devo tanto. Mourinho? E' lo Special One, davvero. E' un grande, ha fatto bene. Lui per esempio, se sei stanco morto, gli ultimi due tre mesi del campionato non ce la fai più, ma anche quando non giochi lui ti aiuta molto, ti fa essere sempre caldo, mi bastavano cinque secondi a spogliarmi ed ero in campo, anche se ero fuori mi sentivo proprio dentro. Al Real Madrid farà benissimo, sono sicuro".

Su Rafa Benitez: "Ha tanta fame, dobbiamo accettare i suoi modi di fare. Ma come a Mourinho serve tempo al Real, ne servirà anche al nostro mister. Siamo sulla strada buona, è importante vincere anche quando non giochi bene, come è successo anche ieri contro l'Udinese". Sulla vicinanza alla Juventus: "Nel 2004, era vero. E poi quando è andato via Mancini, i giornalisti ne hanno parlato". Su Mihajlovic: "E' stato un fratello, un padrino, tutto". Sulla Supercoppa Europea: "Peccato, ma qualcosa dovevamo lasciare... Ci sono sempre obiettivi da raggiungere, il prossimo che abbiamo è il Mondiale per club, e poi puntiamo a tutti e tre i trofei a disposizione".