Italiani all'estero: ecco chi può tornare in patria
Andrea Losapio
C'è chi si trova benissimo e non vuole tornare, e chi incomincia a sentire la nostalgia del suolo natìo. Parliamo degli italiani all'estero, giocatori che emigrano per trovare una dimensione mondiale, salvo poi ritornare in Italia per riconquistare nazionale e gloria. Nel corso degli anni solamente Gianfranco Zola, Gianluca Vialli e Roberto Di Matteo sono rimasti per anni in un club, ovvero il Chelsea degli "italiani" di fine novanta. Per il resto le esperienze di Gianluca Zambrotta, Andrea Dossena, Luca Toni (che però potrebbe fare ritorno all'estero a breve), Antonio Cassano o Cristiano Doni fanno da cartina tornasole: difficilmente gli italiani riescono a sfondare al di là delle Alpi. Nel prossimo mercato tre giocatori importantissimi potrebbero ritornare a calcare i campi del Belpaese. Il primo è Federico Macheda, che in Serie A non ha mai esordito - essendo stato acquistato dallo United quando ancora giocava nella Lazio dei ragazzi - ma che già l'anno scorso era stato accostato al Parma. Adesso il Palermo si potrebbe fare sotto, anche se i Red Devils non appaiono intenzionati a cederlo a titolo definitivo.
Quello che poi è successo con Giuseppe Rossi, talentino del Villarreal (che lo ha pagato 11 milioni di euro per prelevarlo dall'Old Trafford), che piace alla Juventus e al Napoli di De Laurentiis. Sicuramente è un giocatore importante, una seconda punta che poteva esplodere definitivamente alla scorsa Confederation Cup, ma che poi è passato da una stagione travagliata. Sta tornando in forma, Lippi ci penserà due volte prima di non convocarlo. Il treno della nazionale è passato per Alberto Aquilani, centrocampista del Liverpool, alle prese con troppi problemi di natura fisica, anche se Benitez l'ha più volte difeso dicendo che è stato un acquisto importante. Ovviamente con l'arrivo, sulla panchina bianconera, del tecnico dei Reds, tornano a farsi largo le voci su un possibile passaggio di Aquilani alla Juventus. Difficile, almeno per ora, anche se la storia di Dossena (ceduto alla metà di quanto sborsato per acquistarlo) potrebbe ripetersi.




